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Bonus cultura di 500 euro, registrazioni al via dal 5 marzo per i nati nel 2001

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Si sblocca il bonus cultura di 500 euro previsto per chi compie 18 anni nel nostro Paese. Il ministero dei Beni e le attività culturali, di concerto con il ministero dell’Economia, ha pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale il Regolamento recante i criteri e le modalità di attribuzione e di utilizzo della carta elettronica 18 App.

Dal prossimo 5 marzo 2020 sarà possibile registrarsi con la propria identità digitale (Spid) sulla piattaforma ufficiale 18 App, non oltre il 31 agosto prossimo. Confermato il budget di 500 euro per i nati nel 2001, che potranno spendere il bonus fino al 28 febbraio 2021.

Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono definiti gli importi nominali da assegnare nell’ambito delle risorse disponibili, i criteri e le modalità di attribuzione e di utilizzo della Carta”, si legge nel decreto ministeriale.

Il Bonus a sostegno alla cultura

“La pubblicazione in Gazzetta ufficiale del regolamento della 18App, con la conferma che anche ai nati nel 2001 verranno assegnati 500 euro da spendere in cultura nel 2020, è una notizia positiva”, ha dichiarato il presidente dell’Associazione italiana editori (Aie), Ricardo Franco Levi.

La 18App non solo contribuisce a sostenere l’industria culturale, ma è un tassello importante di una politica volta a far crescere la lettura nel nostro Paese. Per questo è necessario garantire a tutti i neomaggiorenni la stessa possibilità di spesa anche in futuro”.

Adesso – ha aggiunto il presidente Aie – si tratta di dare continuità e sicurezza per l’avvenire a questa importante misura di sostegno alla lettura dei giovani, ripristinando la dotazione originaria della 18App a 290 milioni e confermando l’assegno di 500 euro per ciascun ragazzo per gli anni futuri, a partire dal 2021”.

Il taglio

Il bonus è stato confermato anche per i nati nel 2002, ma per questa fascia di ragazzi l’iter legislativo e amministrativo è ancora lungo, senza contare i dubbi sul futuro importo, che stando ai tagli fatti in sede di manovra potrebbe scendere da 500 a 350 euro.

Voci non confermate, ma il taglio al fondo c’è stato e quindi si dovranno recuperare altre risorse finanziarie per assicurare ai ragazzi la medesima cifra, anche per non creare un precedente e non determinare una situazione di plateale disuguaglianza.

Nel 2018, sono stati spesi in libri 132,4 milioni di euro, il 69% della spesa totale. Nel 2019, circa 131,5 milioni, il 66% della spesa totale. “Nella grande maggioranza dei casi – si legge nella nota Aie – i ragazzi utilizzano i soldi ricevuti per i libri: è la dimostrazione che il sostegno alla domanda funziona nel far avvicinare famiglie e giovani alla lettura”.

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