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Automazione industriale, in Cina cresce del 25% la produzione interna di robot

La corsa cinese all’innovazione e alla trasformazione tecnologica del Paese in chiave industry 4.0 non si ferma e anche nel settore dell’automazione e della robotica segna nuovi record a livello continentale. Secondo dati IFR, infatti, la produzione interna di robot industriali è cresciuta del +25% nel 2020.

Un risultato che trova piena conferma nel nuovo Piano nazionale quinquennale per l’automazione industriale, diffuso dal ministero dell’industria e delle tecnologie dell’informazione o MIIT, con l’obiettivo di far diventare la Cina leader del mercato.

Cresce la produzione interna (ma anche l’import)

Pechino nel 2020 ha prodotto 45 mila robot industriali, contro i 40 mila del 2019, aumentando quindi i volumi del +25% (è il dato migliore dal 2015). Nonostante la pandemia di Covid-19, quindi, la Cina ha premuto sull’acceleratore, migliorando non di poco il dato degli anni passati.

Tra gli obiettivi strategici, infatti, c’è anche la riduzione della dipendenza di robot industriali da fornitori esteri, che comunque rimane sempre forte: nel 2020 le importazioni hanno superato le 123 mila unità, anche qui con un aumento del +23% (nel 2020 sono state pari a 99 mila unità, anche qui il dato migliore dal 2015).

Il più grande acquirente di robot al mondo

La Cina incrementa quindi sia la produzione interna, sia l’importazione di robotica industriale, accrescendo di fatto la densità di robot installati, attualmente pari a 246 ogni 10 mila lavoratori, aumentata del +400% dal 2015 al 2020.

Siamo al cospetto del più grande acquirente di robot al mondo; il 71% di tutti i robot installati nel 2020 si trova in Cina (il 67% nel 2019).

Secondo queste stime IFR, durante il 2020 sono stati installati e attivati 169 mila robot industrial. Segue al secondo posto il Giappone, con 39 mila unità circa e gli Stati Uniti con poco meno di 31 mila. L’Italia si è piazzata al sesto posto con 8.500 robot industriali installati.

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