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Auto elettriche, le vendite crescono tre volte più velocemente dei punti ricarica nell’UE

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I dati Acea: tante auto elettriche, pochi punti ricarica

Secondo stime Acea, l’Associazione costruttori europei di automobili, servirebbero non meno di 7 milioni di punti ricarica per veicoli elettrici in tutta Europa entro il 2030. Qualcosa come 14 mila installazioni a settimana (oggi si superano di poco le 2 mila a settimana).

Nonostante un difficile 2022 per il mercato dell’automobile in Europa, la quota di mercato dei veicoli 100% a batteria (Bev) è arrivata al 12,1%, con un incremento del +3% sul 2021.

Un dato che conferma la tendenza in atto dal 2016, con le vendite di veicoli a batteria aumentate di 17 volte in sei anni circa.

Il problema è però nella disponibilità di un adeguato numero di punti ricarica. Il numero di stazioni di stazioni pubbliche nell’Ue è cresciuto di meno di sei volte tra il 2016 e il 2022. Ciò significa che le vendite di auto elettriche sono cresciute quasi tre volte più rapidamente rispetto all’installazione di punti di ricarica.

Basta guardare il grafico proposto dall’Acea. Il tasso medio di crescita dei punti di ricarica tra il 2016 ed il 2022 è stato del +522%, quello delle vendite di auto elettriche ricaricabili del +1.584%.

Seve un’infrastruttura di ricarica e per carburanti alternativi più diffusa in Europa, anche per il trasporto pesante

La mobilità elettrica avanza rapidamente negli Stati dell’Unione europea. Di contro, però, non c’è un’offerta omogenea di punti ricarica. Questo potrebbe creare due ordini di problemi: uno di mercato, perché se non c’è un’adeguata infrastruttura di ricarica le vendite di veicoli elettrici potrebbero ridursi nel tempo; uno di tipo strategico, perché una rete di punti ricarica limitata non favorirebbe il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità ambientale dell’Unione.

A riguardo, si avvina la fase di negoziato di Trilogo a livello europeo per quel che riguarda la proposta di regolamento sull’infrastruttura per i combustibili alternativi (AFIR).

Alla luce degli obiettivi di decarbonizzazione previsti dal Green Deal, occorre infatti rendere altamente sostenibile il trasporto in generale, in particolare quello su gomma, ma attualmente esistono solo infrastrutture minime di rifornimento e ricarica accessibili al pubblico per gli autocarri elettrici a batteria (BET) e gli autocarri alimentati a idrogeno.

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