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Audiovisivo. Netflix e Amazon investono spiccioli rispetto a Sky, Rai e Mediaset

L’accordo tra Netflix e Mediaset per la coproduzione di 7 film nel nostro Paese e l’annuncio di Amazon Prime Video per la realizzazione della prima serie non-fiction italiana possono far sembrare che gli Ott puntino sempre di più sul mercato audiovisivo italiano. Lo fanno, ma con spiccioli. A differenza di altri operatori, come Sky, Rai e il Biscione, che realmente sostengono l’industry italiana.

Questo scenario è di facile comprensione leggendo i numeri pubblicati dal quotidiano ItaliaOggi.

Netflix, la mossa dopo l’apertura dell’inchiesta di Milano per le tasse non pagate

Nello stesso periodo Netflix non ha utilizzano personale in Italia ed è finita nell’inchiesta della procura di Milano per omessa dichiarazione dei redditi. Reed Hastings, il ceo di Netflix, ha confermato pochi giorni fa un investimento di “200 milioni di euro nei prossimi due anni in contenuti italiani”. Una cifra che pesa per lo 0,7% del budget globale della società. Quindi investimenti esigui in Italia, rispetto a quanto messo sul piatto da Rai e Mediaset, secondo i dati forniti da ItaliaOggi.

E Amazon Prime Video dopo la prima serie non-fiction girata per il mercato italiano, ha annunciato un’altra serie crime con Wildside, e poi non si sa.

Sede di Netflix in Italia, quando? Subito la web tax

Si sa, invece, che Netflix, per evitare un ulteriore danno d’immagine e perdita di abbonati per l’inchiesta giudiziaria per omessa dichiarazione dei redditi in Italia, ha promesso l’apertura di una sede legale nel nostro Paese. “Stiamo pensando di creare una sede legale anche per venire incontro a tutte le problematiche fiscali che stiamo incontrando”, ha dichiarato il ceo Hastings, che non ha spiegato, però, quando precisamente la sede verrà aperta. E passerà altro tempo. Per questo motivo non è più rinviabile l’applicazione di una web tax nel nostro Paese, senza attendere, necessariamente, il consenso europeo e/o del Ocse e G7.

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