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Cyber attacchi, potenziali danni globali per 6 mila miliardi di dollari entro il 2021

Quando si parla di sicurezza informatica si intende non solamente quella delle imprese, dell’industria e della Pubblica Amministrazione (PA), ma anche la nostra, di cittadini e associazioni. Un tema centrale per il futuro del sistema economico e produttivo, ma anche per le nostre organizzazioni sociali e il quotidiano online di tutti noi.

Secondo un nuovo Report presentato a Davos, in occasione dell’edizione 2020 del World economic forum (Wef), si stima che entro la fine del prossimo anno, nel 2021, i danni economici relativi all’attività di cyber criminali e semplici crackers potrebbe aggirarsi attorno ai 6.000 miliardi di dollari a livello mondiale.

All’interno dello studio, gli esperti del World economic forum centre for cybersecurity, i rappresentanti di grandi internet service provider e altri gruppi di ricerca sull’argomento, hanno esaminato lo scenario internazionale della sicurezza informatica, ideando e sviluppando nuovi modelli di protezione degli utenti (come detto, imprese e consumatori in generale) dalle diverse tipologie di cyber attacchi.

Il Cyber Report

Alla fine di un percorso di studi e ricerca durato un anno, sono stati individuati quattro fattori chiave principali, di massima efficacia nella prevenzione e la gestione degli attacchi, illustrati nel Report dal titolo “Cybercrime prevention: principles for internet service providers”.

Al progetto di ricerca hanno partecipato anche alcune tra le più grandi associazioni e aziende di internet e delle telecomunicazioni, ma non solo, come BT, Deutsche Telekom, Du Telecom, Europol, Global Cyber Alliance, Internet Society, Korea Telecom, Proximus, Saudi Telcom, Singtel, Telstra, ITU.

Tutti le organizzazioni che hanno preso parte si sono impegnate ad applicare questi principi per rendere più efficace la protezione degli utenti dagli attacchi informatici nella loro complessità, con l’obiettivo di estendere le cyber difese ad almeno un miliardo di persone in 180 Paesi del mondo.

Gli Isp, ad esempio, hanno preso l’impegno di sviluppare linee guida per la protezione dei consumatori “by default”, di cooperare con gli altri attori per condividere informazioni sulle nuove minacce e le migliori pratiche per affrontarle, di aumentare la consapevolezza e la comprensione delle minacce informatiche negli utenti, aiutandoli a proteggere sé stessi e le loro reti.

Ma non solo, l’impegno va oltre questi propositi, puntando a collaborare più strettamente con produttori e fornitori di hardware e software, con chi realizza le infrastrutture, con lo scopo di elevare i livelli minimi di sicurezza.

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