I Ceo dei principali operatori europei di telecomunicazioni hanno incontrato ieri a Bruxelles la Vice Presidente della Commissione Ue Teresa Ribera, titolare della Concorrenza, e la Presidente dell’Europarlamento Roberta Metsola. Sul tavolo le preoccupazioni degli ex incumbent circa l’attuale frammentazione del mercato e il bisogno urgente di facilitare le fusioni nazionali e transfrontaliere.
Incontro a due settimane dal Digital Networks Act
L’incontro arriva in un momento clou dal punto di vista politico, a due settimane dalla presentazione ufficiale da parte della Commissione Ue del nuovo Digital Networks Act. Il nuovo regolamento (se sarà tale) è previsto per il 20 gennaio e comprende una serie di misure destinate a spingere gli investimenti sulle nuove reti.
Sotto il cappello di Connect Europe, la delegazione di primo piano delle Tlc europee comprendeva Marc Murtra, CEO, Telefónica; Pietro Labriola, CEO, TIM; Dominique Leroy, CEO Europe, Deutsche Telekom; Ana Figueiredo, CEO, MEO Portugal; Lars Thomsen, CEO, Telenor Denmark; Margherita Della Valle, CEO, Vodafone Group, e Alessandro Gropelli, Director General, Connect Europe.

“Troppe regole ostacolano l’autonomia strategica della Ue”
Il messaggio unanime è quello di sempre: l’attuale quadro regolatorio per la concorrenza è un ostacolo all’autonomia strategica dell’Unione Europea.
I dirigenti degli operatori hanno “sottolineato l’importanza di politiche che favoriscano investimenti, scalabilità e innovazione nelle reti digitali“, secondo il comunicato di Connect Europe. Per i leader del settore, soltanto attraverso un quadro UE coerente è possibile sostenere le ambizioni europee in termini di leadership digitale e sostenibilità. La richiesta è chiara: Bruxelles deve consentire agli operatori di crescere in termini di dimensioni per far fronte ai costi estremamente elevati dell’implementazione del vero 5G standalone e dell’evoluzione delle reti in fibra, soprattutto in un contesto in cui i concorrenti negli Stati Uniti e in Cina operano in mercati molto più consolidati.
Un cambiamento nelle regole della concorrenza
Al centro dell’incontro la politica della concorrenza, un ambito che rientra direttamente nelle responsabilità di Teresa Ribera. La vicepresidente spagnola è chiamata ad aggiornare le regole risalenti al 2004 e al 2008, concepite per un mercato telefonico tradizionale, ormai totalmente superato dall’ecosistema digitale odierno.
Bruxelles ha già avviato una revisione di queste regole affinché le valutazioni delle concentrazioni tengano conto di nuovi fattori strategici. Tra questi, la capacità di innovazione, la resilienza delle infrastrutture, il nuovo contesto di difesa e sicurezza e il peso globale delle imprese risultanti. Il settore sostiene che l’approccio della Commissione negli ultimi decenni, incentrato quasi esclusivamente sul mantenimento di prezzi bassi al consumo nel breve termine attraverso la proliferazione di piccoli operatori, abbia minato la capacità finanziaria dei grandi gruppi europei di investire in reti all’avanguardia.
“Connettività spina dorsale della sovranità digitale”
Durante l’incontro con Roberta Metsola, gli amministratori delegati hanno ribadito il loro impegno a collaborare strettamente con il Parlamento europeo per garantire che infrastrutture digitali di livello mondiale continuino a sostenere la competitività del continente. I leader aziendali hanno insistito sul fatto che la connettività non è soltanto un servizio, ma la spina dorsale della sovranità strategica a lungo termine dell’Europa.
L’esito di questo vertice definirà senza dubbio il tono della legislazione che verrà presentata il 20 gennaio. Il settore auspica che il documento finale rifletta la sensibilità dimostrata da Ribera e Metsola in risposta a una diagnosi condivisa: senza scala non ci sono investimenti, e senza investimenti l’Europa rischia di diventare un attore secondario nell’economia digitale globale.
Labriola (CEO TIM): “Sì a una politica industriale europea a favore del consolidamento e consenta alle Telco di tornare a investire”
“Le scelte che l’Europa farà nei prossimi mesi segneranno il suo ruolo digitale e industriale per i prossimi decenni. Il Digital Networks Act approderà al Parlamento europeo il 20 gennaio. Lo dicono chiaramente anche i report di Mario Draghi e Enrico Letta: si apre un passaggio importante verso una politica industriale che renda possibile il consolidamento e rimetta le Telco europee nelle condizioni di tornare a investire, innovare e competere.
E non solo. La Sovranità Digitale europea entra ora nella sua fase più complessa: quella in cui siamo chiamati a tradurre gli obiettivi strategici in scelte realmente applicabili, in un contesto geopolitico sempre più instabile.
E in questo quadro, la security diventa un elemento centrale.
È un momento che invita a lavorare insieme: istituzioni europee, Stati membri e industria.
Perché le decisioni che prendiamo oggi incideranno sulla capacità dell’Europa di governare infrastrutture digitali, dati, cloud e intelligenza artificiale nel tempo. Lavoriamo tutti in questa direzione”.
