Anche la Spagna accelera sul fronte social e tutela dei minori. Il premier Pedro Sánchez ha anticipato cinque misure con cui Madrid intende contrastare gli abusi dei grandi social e garantire un ambiente digitale più sicuro. “Le reti sociali sono diventate uno Stato fallito, dove si ignorano le leggi e si tollerano i reati”, ha dichiarato Sánchez, citato dall’emittente pubblica Tve.
Spagna: divieto social ai minori di 16 anni
Tra gli interventi annunciati, il governo spagnolo punta a vietare l’accesso alle piattaforme digitali ai minori di 16 anni, obbligando i provider a introdurre sistemi di verifica dell’età realmente efficaci. La misura è contenuta nel progetto di legge sulla protezione dei minori negli ambienti digitali, già approvato dall’esecutivo e ora all’esame del Congresso. Madrid si muove così sulla scia di altri Paesi europei, come il Portogallo e la Francia, che hanno già introdotto o stanno introducendo limiti di età più stringenti per l’uso dei social.
La riforma legislativa spagnola prevede anche un rafforzamento delle responsabilità per i vertici delle piattaforme. Secondo Sánchez, i dirigenti che non rimuovono contenuti illegali o che incitano all’odio dovranno risponderne direttamente sul piano giuridico. In questo quadro, il governo intende introdurre anche il reato di manipolazione degli algoritmi e di amplificazione intenzionale di contenuti illeciti, ribadendo una linea di “tolleranza zero” verso ogni forma di coercizione online.
Nel mirino anche Grok e le immagini di donne sessualizzate
Il premier ha inoltre annunciato una collaborazione con la procura per valutare eventuali violazioni da parte di piattaforme come Grok, TikTok e Instagram, citando il caso della diffusione su larga scala di immagini di donne sessualizzate, già sotto osservazione da parte della Commissione europea. Tra le cinque misure figura infine la creazione di un sistema di monitoraggio e tracciabilità dei contenuti, pensato per individuare quella che Sánchez ha definito l’“impronta di odio e polarizzazione” nei messaggi diffusi sui social network.
La Francia ha aperto un varco in Europa?
Come abbiamo detto anche la Francia spinge per il divieto social per i minori. Il presidente Emmanuel Macron spinge per l’entrata in vigore del divieto di accesso ai social media per i minori di 15 anni a partire dal primo settembre, prima dell’inizio del prossimo anno scolastico. La proposta di legge, sostenuta dal partito centrista Renaissance e già approvata dall’Assemblea nazionale, è ora in attesa del via libera definitivo del Senato. L’obiettivo è allineare la Francia ai modelli più restrittivi già adottati a livello internazionale, come quello australiano, che esclude i minori di 16 anni da numerose piattaforme.
Secondo la deputata Laure Miller, tra le promotrici del testo, il divieto dovrebbe riguardare in particolare piattaforme come Snapchat, TikTok, Instagram e X, lasciando all’autorità francese per i media Arcom il compito di definire l’elenco finale.
La Francia sarebbe il primo Paese dell’Unione europea a introdurre un limite di questo tipo, in coordinamento con la Commissione europea e nel quadro del Digital Services Act, che consente agli Stati membri di fissare un’età minima per l’accesso ai social, demandando a Bruxelles la vigilanza sul rispetto delle norme.
