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AI, riconoscimento facciale e algoritmi priorità Ue della Von der Leyen

La nuova Commissione Ue sta cambiando pelle e sarà pronta nei prossimi mesi, ma quello che sicuramente non cambierà l’atteggiamento di severo scrutinio nei confronti delle tech company made in Usa non dovrebbe subire grossi mutamenti nella nuova era di Ursula Von der Leyen. E’ più che probabile che la nuova presidente della Commissione Ue, sulla scia dell’esecutivo precedente, userà il pugno di ferro per contrastare lo strapotere di Google, Amazon, Facebook & Co.

I primi 100 giorni del nuovo esecutivo Ue

Secondo un’analisi del Wall Street Journal, le prime mosse del nuovo esecutivo Ue, che entrerà pienamente in funzione dal primo novembre, partiranno da una nuova normativa sull’Intelligenza Artificiale (AI) e sull’utilizzo dei Big Data, mentre sul fronte Antitrust prosegue l’indagine serrata per verificare eventuali abusi da parte di Facebook e Amazon. Le indagini Ue nei confronti delle piattaforme Usa, avviate dall’ex commissario alla Concorrenza Margrethe Vestager, che manterrà un ruolo di primo piano nella nuova Commissione, sono concentrate sull’utilizzo che Facebook e Amazon fanno dei dati raccolti, e potrebbero sfociare in nuove multe milionarie. Entrambe le società negano ogni tipo di abuso, ma basti ricordare che negli ultimi anni Google ha subito sanzioni per un totale di 9,4 miliardi di dollari nella Ue in tre diversi procedimenti. Un quarto dossier sul servizio di ricerca di lavoro, Google for Jobs, è aperto e si trova in fase preliminare.

Nuove regole Ue per AI e riconoscimento facciale

Sul tavolo della neopresidente della Commissione ci sono nuove norme più restrittive sul riconoscimento facciale e la creazione di un fondo multimiliardario per rilanciare la ricerca tecnologica in Europa. Di certo, Von der Leyen vorrà portare a termine un disegno di web tax europeo, armonizzando il quadro fiscale per evitare in futuro il rischio di elusioni multimiliardarie da parte delle big company Usa. In cima all’agenda della Commissione c’è la regolazione dell’Intelligenza Artificiale, nel solco della tradizione europea per trovare un giusto equilibrio fra il libero scambio di dati nel rispetto della privacy, della sicurezza e dei principi etici del Vecchio Continente.

Algoritmi, norme più severe allo studio

Giro di vite in arrivo per il riconoscimento facciale e allo studio l’introduzione dell’obbligo da parte delle imprese di segnalare chiaramente in chat e smartphone quando a interagire con un utente sia un bot o un algoritmo. Nello stesso modo, nuove norme potrebbero riguardare la responsabilità delle imprese per quanto riguarda le conseguenze delle decisioni prese da algoritmi che imparano da sé (self learning algorithms).

Sul tavolo anche l’ipotesi di istituire un super regolatore con poteri sanzionatori, in grado di risolvere tutte le numerose dispute transnazionali, dovute ai molteplici quadri regolatori in vigore nel cyberspazio europeo.

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