Meta accelera sul nucleare per alimentare la corsa all’AI. Il gruppo di Menlo Park ha annunciato una serie di accordi strategici che la porteranno a diventare cliente di riferimento per nuovi ed esistenti impianti nucleari negli Stati Uniti, con l’obiettivo di coprire l’enorme fabbisogno energetico dei data center dedicati all’AI. Si tratta di una delle iniziative più ampie mai avviate da un’azienda tecnologica nel settore dell’energia nucleare, che coinvolge TerraPower, Oklo e Vistra.
Nucleare: i piani di Meta
Con TerraPower, società fondata da Bill Gates, Meta finanzierà la costruzione di due nuovi reattori nucleari da 690 megawatt ciascuno, con entrata in funzione prevista entro il 2032.
L’accordo prevede inoltre la possibilità di estendere il progetto fino a un totale di otto reattori entro il 2035, creando uno dei poli nucleari più rilevanti del Paese. Parallelamente, con Oklo verrà sviluppato un vero e proprio campus nucleare in Ohio, mentre la collaborazione con Vistra riguarda l’acquisto dell’energia prodotta da tre centrali nucleari già operative, accompagnato da investimenti per l’ammodernamento degli impianti e l’estensione delle licenze di esercizio.
Data center sempre più energivori
Alla base di questa strategia c’è l’esplosione della domanda di energia generata dai servizi di AI, sempre più centrali nei modelli di business delle big tech.
Per garantire continuità operativa, sostenibilità e controllo dei costi, le aziende stanno cercando soluzioni energetiche autonome e stabili nel lungo periodo. In questo contesto, il nucleare sta tornando al centro delle strategie industriali come fonte affidabile, a basse emissioni e compatibile con carichi di lavoro costanti come quelli dei data center.
Nucleare a AI: cosa fanno le altre Big Tech
Anche le altre big tech stanno accelerando sul fronte energetico, con strategie molto simili a quella di Meta.
Microsoft è tra le più avanzate sul nucleare. Ha siglato un accordo con Constellation Energy per riavviare un reattore della centrale di Three Mile Island, in Pennsylvania, dismesso dopo l’incidente del 1979. L’energia prodotta sarà destinata ai data center che supportano i servizi cloud e di AI di Azure. In parallelo, Microsoft investe nei piccoli reattori modulari (SMR), considerati più flessibili e adatti a un’integrazione diretta con grandi infrastrutture digitali.
AWS
Amazon Web Services segue una doppia strada. Da un lato ha firmato accordi per l’acquisto di energia nucleare da impianti esistenti, dall’altro ha investito direttamente in startup che sviluppano SMR, come X-energy. AWS punta a garantire capacità energetica dedicata per i propri data center negli Stati Uniti, riducendo la dipendenza dalla rete e mantenendo gli impegni di decarbonizzazione.
Google, storicamente più focalizzata su rinnovabili come eolico e solare, ha iniziato a guardare con maggiore interesse al nucleare avanzato. Nel 2023 ha annunciato partnership esplorative con aziende del settore SMR per valutare l’uso del nucleare come fonte continua di energia “carbon free” a supporto dei carichi AI, soprattutto nelle aree dove le rinnovabili non garantiscono sufficiente stabilità.
