Il Piano d’azione europeo anti-droni
“Abbiamo visto che tutto può essere usato come arma contro di noi. Le capacità di droni e anti-droni sono componenti centrali per difendere l’Europa e proteggere le infrastrutture critiche”, ha dichiarato Henna Virkkunen, Vicepresidente esecutiva per la Sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia.
“La Commissione sta sviluppando una serie di strumenti destinati all’industria e agli Stati membri per sviluppare e acquisire capacità di difesa anti-droni e in particolare contro gli attacchi di droni in Europa. Per raggiungere una reale prontezza alla difesa, l’Europa deve essere in grado di proteggere i propri confini e siti critici con uno scudo sofisticato e multistrato in grado di rilevare e neutralizzare qualsiasi minaccia in tempo reale”, ha affermato Andrius Kubilius, Commissario per la Difesa e lo spazio.
Presentato a Bruxelles il Piano d’azione per contrastare le crescenti minacce poste dai droni alla sicurezza dell’Unione europea (Ue). Una misura definita ambiziosa, che si concentra sulla dimensione della sicurezza interna civile, integrando e sostenendo nel contempo il lavoro svolto dalla Commissione nel settore della difesa e rafforzando le sinergie civili-militari, e che vuole contribuire allo sviluppo di un mercato europeo competitivo dei droni, liberando il potenziale di innovazione, crescita e creazione di posti di lavoro in questo importante settore.
Come si difenderà l’Europa dagli attacchi con droni?
Come sottolineato dalla commissaria Virkkunen, si parte intanto dalla necessità di rafforzare le capacità nazionali, le risorse locali diciamo, e allo stesso tempo di spingere di più sull’integrazione dei sistemi di Difesa condivisi. Le risposte possono essere anche locali, ma la minaccia è collettiva e in questa dimensione bisogna trovare una strada comune su cui investire, innovare e rafforzare il meccanismo di prontezza dell’Ue in materia di difesa.
“Nell’attuale contesto geopolitico, l‘Europa deve coltivare soluzioni locali per migliorare la sua sicurezza collettiva. Abbiamo i talenti, le tecnologie e la forza industriale per proteggere i nostri beni”, ha chiarito Virkkunen.
Con l’adozione del piano, l’esecutivo comunitario valuterà comunque la possibilità di istituire un meccanismo di cooperazione rafforzata con i Paesi Ue, ai quali è stato chiesto di nominare coordinatori nazionali per la sicurezza dei droni, che promuoveranno e supervisioneranno l’attuazione di queste azioni a livello nazionale.
Il ruolo delle reti 5G e dell’AI
Prima di tutto, rilevare, tracciare e identificare droni dannosi è fondamentale per contrastare efficacemente e puntualmente le minacce. Per far fronte al crescente numero di attacchi con droni, in particolare al crescente uso di sciami di droni, le reti 5G devono essere urgentemente sfruttate per il rilevamento di droni, connessi o meno.
Per sostenere la diffusione rapida e il rilevamento basato sul test dal vivo del 5G, la Commissione lancerà un invito a manifestare interesse per gli Stati membri e l’industria. Queste reti 5G offrono un tracciamento preciso e in tempo reale degli oggetti volanti, essenziale per mantenere i nostri cieli al sicuro e proteggere la sicurezza interna.
Il rilevamento di droni maligni si basa su un approccio multisensore, che mescola diverse tecnologie basate su software di intelligenza artificiale (AI).
La Commissione in aggiunta sosterrà lo sviluppo di sistemi sovrani europei di “comando e controllo” basati sull’AI e valuterà la possibilità di creare squadre di pronto intervento anti-droni per una maggiore solidarietà tra gli Stati membri.
Nelle intenzioni di Bruxelles, queste tecnologie e le misure indicate dal Piano d’azione nel suo insieme andranno a costituire la base dell’iniziativa europea per la difesa dai droni e dell’iniziativa Eastern Flank Watch, o muro di droni, che è il progetto faro proposto nella tabella di marcia per la prontezza all’uso di Defence 2030.
“Con il lancio di questo piano d’azione, stiamo trasformando il concetto di “muro dei droni” da una visione politica in una realtà industriale. Colmando il divario tra la tecnologia civile innovativa e le esigenze militari, stiamo garantendo che la nostra industria della difesa possa produrre questi sistemi essenziali alla portata e alla velocità necessarie per mantenere l’Europa sicura e tecnologicamente sovrana”, ha sottolineato Kubilius.
Dal centro europeo anti-droni all’etichetta “Eu Trusted Drone”
Il Piano prevede comunque ulteriori soluzioni, come il lancio di un’etichetta “EU Trusted Drone” per identificare le apparecchiature sicure sul mercato, una mappatura industriale civile-militare coordinata per attrarre investimenti e promuovere l’innovazione e l’interoperabilità, il rafforzamento della capacità di test anti-droni grazie a un nuovo centro di eccellenza anti-droni dell’UE e allo sviluppo di un sistema di certificazione per i sistemi anti-droni.
Previsto anche il lancio di un forum dell’industria dei droni e dei contro-droni per promuovere il dialogo con gli attori industriali, al fine di aumentare la produzione e la proposta di un pacchetto sulla sicurezza dei droni per rinnovare le norme esistenti sui droni aerei civili e adattarle alle nuove realtà in materia di sicurezza.
