La misura

Accesso a Internet, nel DL PNRR spinta lodevole all’FTTH (ma nel modo sbagliato?)

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L'articolo del DL PNRR che introduce nuovi obblighi di trasparenza per la vendita di accessi a Internet rischia per assurdo di rendere più complessa la fase di vendita degli abbonamenti in negozio con la Broadband Map di Agcom, disegnata per gli operatori e non per negozianti e consumatori.

La finalità è lodevole, ovvero diffondere al massimo l’FTTH nel Paese e accompagnare il progressivo spegnimento del rame. Ma la modalità prevista per farlo, ovvero l’utilizzo (fuori luogo?) della Broadband Map dell’Agcom, solleva qualche dubbio sulla sua efficacia. E’ quindi in chiaroscuro il giudizio sull’articolo 13 dell’ultima bozza disponibile del DL PNRR (Misure urgenti di semplificazione in materia di comunicazioni elettroniche) che di fatto sta per andare in pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Insomma, chi ha scritto la norma lo ha fatto per il nobile scopo di spingere l’FTTH, ma le modalità previste rischiano di essere pensate per così dire a tavolino, senza considerare l’impatto concreto con la realtà di una vendita in negozio.

I dubbi sulle modalità

A sollevare più di una perplessità nella industry Tlc l’articolo che, senza alcun preavviso e in maniera alquanto improvvisa, impone dall’oggi al domani un obbligo di vendita agli operatori che commercializzano abbonamenti a rete fissa. Il DL PNRR prevede l’obbligo di mostrare, in sede di vendita, al consumatore, le tecnologie disponibili (FTTC o FTTH) nel civico prescelto. L’obiettivo è nobile, vale a dire spingere il cliente ad avere la massima trasparenza sulle tecnologie disponibili a casa sua perché alla fine possa scegliere la migliore. Incentivare, di fatto l’FTTH (anche se non c’è scritto nel Decreto) a scapito dell’FTTC, su cui peraltro i margini di guadagno sono ancora superiori, visto che l’FTTH di norma non costa di più pur garantendo prestazioni migliori.   

Broadband map di Agcom strumento per operatori ma non per consumer

Il problema è che nel testo del decreto non c’è scritto semplicemente questo, ovvero che in presenza di entrambe le tecnologie (FTTC e FTTH) è obbligatorio spingere la vendita della tecnologia più performante, che poi è l’FTTH. Nella bozza del DL PNRR articolo 13  c’è scritto quanto segue: “c) all’articolo 98-quaterdecies, comma 1, dopo il primo periodo è inserito il seguente: «I fornitori di servizi di accesso a internet hanno l’obbligo di fornire, altresì, al consumatore le informazioni puntuali circa le diverse tecnologie di rete di accesso disponibili all’indirizzo di utenza del consumatore, specificando le relative prestazioni, in base alla corrente banca dati di mappatura geografica delle installazioni di rete e dell’offerta dei servizi di connettività, prevista dall’articolo 22 del presente codice. L’Autorità vigila sull’attuazione delle disposizioni del presente comma e applica le sanzioni di cui all’articolo 1, comma 31, della legge 31 luglio 1997, n. 249.»

Modifiche alle modalità di vendita in negozio

Tradotte le technicality, in soldoni c’è scritto che in negozio (mettiamo che si tratti di un negozio di un operatore), quando un cliente chiede di sottoscrivere un abbonamento a banda larga, il negoziante deve aprire la broadband map di Agcom e dire quali tecnologie (FTTC o FTTH di Fibercop o Open Fiber) sono disponibili a quel determinato civico (quello dove vive il cliente in negozio).

Bene, però peccato che questa mappa in sede di vendita risulti complicata e di fatto incompleta, perché non è associata ad una mappa ulteriore con gli operatori che vendono gli abbonamenti (WindTre, Tim, iliad, Fastweb + Vodafone ecc). In altre parole, il consumatore può venire a conoscenza del fatto che al suo civico c’è la fibra FTTH di Open Fiber o l’FTTC di Fibercop, però non saprà con quale operatore retail potrà chiudere il contratto. Questo perché Open Fiber e Fibercop sono operatori wholesale only, che hanno a che vedere con gli operatori finali (WindTre, Tim, Enel, iliad, Fastweb + Vodafone ecc) che di fatto vendono il modem al cliente finale. E’ con gli operator retail che i consumatori devono siglare il contratto, non con quelli wholesale only.

Non c’è una mappa degli operatori palazzo per palazzo

In altre parole, non esiste una mappa palazzo per palazzo che indica nel dettaglio l’elenco degli operatori che vendono la fibra FTTH o FTTC in quel civico.

Questo perché la broadband map dell’Agcom è uno strumento nato e destinato agli operatori Tlc ma non al canale di vendita nei negozi. E men che meno ai clienti finali, essendo una mappa molto dettagliata e alquanto criptica (non immune peraltro a possibili ritardi di aggiornamento?).

Quando il decreto andrà in Gazzetta Ufficiale, il cambio di regime e di norme sarà immediato perché non è previsto un periodo di tempo prima dell’entrata in vigore. Ma modificare così all’improvviso consolidate pratiche di vendita in negozio non è un processo così immediato che si fa dall’oggi al domani.    

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