‘Media e minori, i genitori non controllano i figli. A dirlo sono i ragazzi’. Intervista a Elisa Manna (Censis)

di a cura di Paolo Anastasio |

La Responsabile Settore Politiche Culturali del Censis illustra il risultato di due ricerche condotte su genitori e adolescenti nell'ambito del Libro Bianco Media e Minori realizzato in collaborazione con l'Agcom.

INTERVISTA


Elisa Manna

I genitori non controllano quello che i figli vedono in tv. A dirlo sono i ragazzi. E’ questo in sintesi uno dei punti salienti delle due ricerche di campo realizzate dal Censis nel quadro della collaborazione con l’Agcom per la realizzazione del Libro Bianco Media e Minori, per sondare l’influenza dei contenuti mediatici sulle nuove generazioni. Al di là degli studi più diffusi a livello internazionale, che analizzano fra le altre cose il rapporto fra la rappresentazione mediatica della violenza e l’induzione di atteggiamenti e comportamenti violenti nei ragazzi o il ruolo dei videogames e dei social network nella loro vita quotidiana, il Censis ha focalizzato l’attenzione su due categorie ben precise: da un lato, i genitori con figli piccoli, dall’altro gli adolescenti. Ne abbiamo parlato con Elisa Manna, Responsabile Settore Politiche Culturali del Censis.

 

 

Key4biz. Dottoressa Manna, quali sono in sintesi i risultati della ricerca del Censis sui genitori?  

 

Elisa Manna. I genitori, di età compresa fra 35 e 44 anni, risultano essere ipermediatici, ma, soprattutto, sembrano avere ancora tanta voglia di giocare. Un terzo dei genitori del campione trascorre da 1 a 3 ore al giorno giocando con videogiochi offline. Questa ludicità non impedisce loro  di prediligere i programmi d’informazione. Sono, come si dice tra sociologi, ‘contaminati’, nel senso che hanno predisposizioni e predilezioni apparentemente inconciliabili. Chattano molto e parlano molto con lo smartphone.

 

 

Key4biz. Che rapporto hanno i genitori coi i figli in relazione alla tv e gli altri media?

 

Elisa Manna. La loro cifra è la contraddittorietà. Dichiarano di seguire i programmi televisivi insieme ai loro figli, però, al tempo stesso, dichiarano che i loro figli hanno accesso diretto  alla tv (90% dei casi). Il computer viene seguito un po’ di più, ma solo per quanto riguarda i figli più piccoli.

 

 

Key4biz. E con la fascia protetta che rapporto hanno i genitori?

 

Elisa Manna. I genitori si dicono attenti, ma poi dichiarano candidamente che la fascia protetta non è certo quella preferita  in tv dai loro figli, che seguono soprattutto la fascia preserale (dalle 19 alle 20 , 36,3%) e dalle 20 alle 21 (40,3 %).Così la fascia protetta vale all’incirca il 23%. Anche se conoscono la fascia protetta dichiarano che essa non viene rispettata dalle tv. Apprezzano  molto la tv pensata per i minori ,mentre di quella per tutti denunciano: volgarità, turpiloquio, consumismo, violenza, intolleranza. Il 40% dichiara senza mezzi termini che vorrebbe una tv diversa, pedagogica.

 

 

Key4biz. Altre incongruità genitoriali?

 

Elisa Manna. Più si va avanti nella rilevazione, e più le contraddizioni stridono: i genitori dichiarano di controllare continuamente  i loro figli per quanto riguarda  i contenuti tv, i videogiochi, il videofonino. Parlano abitualmente dei contenuti mediatici con i loro figli; si dicono soddisfatti della ‘segnaletica’; l’86% dichiara di utilizzarla, di questi il 56% dice di farlo abitualmente. Il 25% dice di usare frequentemente il parental control, il 28 % lo fa, ma saltuariamente. Un buon 30% dei genitori  dichiara che i figli guardano solo programmi per minori, seguendo in questo l’attento insegnamento genitoriale. E, alla fine, si dichiarano anche soddisfatti della tv  che in generale offre svago e divertimento (40%).

 

 

Key4biz. Sembra quasi un quadro idilliaco. Ma è davvero così?

 

Elisa Manna. Assolutamente no, perché andando avanti si riscontra che il 60% dei genitori dichiara di utilizzare i media  come meccanismo premiale o punitivo: ad esempio, ‘se fai compiti, ti faccio giocare con la play station o ti faccio guardare la tv fino a tardi’. Un comportamento non proprio adeguato sul piano pedagogico.

 

 

Key4biz. Cosa dicono i genitori di Internet?

 

Elisa Manna. Vedono in Internet uno strumento di modernizzazione e di stimolo alla internazionalizzazione dei propri figli, ma non per questo li vedono più maturi. Circa il  25% dei genitori intervistati  denuncia un senso d’impotenza. Di Internet temono soprattutto  pornografia e gli incontri con gli sconosciuti. Il programma televisivo che vorrebbero eliminare è “Il grande fratello”.

 

              

Key4biz. Cosa dicono di tutto  questo i figli?

 

Elisa Manna. Dicono che i genitori  non controllano  quello che vedono in tv. A controllare è appena il 22% dei genitori di figlie femmine e il 9% dei maschi. Solo l’11% sa per certo che i genitori usano il parental control. Dichiarano senza mezzi termini che la scuola non fronteggia i contenuti mediatici.

 

 

Key4biz. Come sono questi adolescenti?

 

Elisa Manna. Come prevedibile, i ragazzi risultano  anch’essi ipermediatizzati, e per loro il pc (96%) supera la tv (94%). Usano nuove forme di televisione (streaming, mobile, on demand) e anche la radio migra verso nuovi strumenti d’ascolto. Metà degli adolescenti guarda la tv con i genitori. La fascia d’ascolto più frequentata dagli adolescenti è dalle 21 alle 22, seguita da quella dalle 20 alle 21 e dalla post prandiale. La fascia protetta arriva quarta.

Novità su Google, per aggiungere Key4Biz tra le tue fonti preferite, clicca qui

Aggiungi Key4Biz tra le tue fonti preferite

Leggi le altre notizie sull’home page di Key4biz