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#ddaonline, in Italia la pirateria mette in ginocchio l’audiovisivo: violazioni a quota 255 milioni

Italia


La pirateria continua a far danno in Italia mentre entra nel vivo il Regolamento Agcom sul diritto d’autore online (Speciale Key4biz) con l’insediamento del Comitato per lo sviluppo e la tutela dell’offerta legale di opere digitali.

A lanciare l’allarme è l’Osservatorio Web Legalità che ieri, in collaborazione con l’Università LUISS Guido Carli di Roma, ha tenuto una tavola rotonda sull’argomento (White Paper).

 

Negli ultimi anni nel nostro Paese si sono registrati oltre 255 milioni di atti di pirateria di materiali audiovisivi, con un danno stimato in 500 milioni di euro per tutta la filiera.

Il 74,6% degli studenti italiani ha visto nel corso di un mese almeno un film attraverso i canali illeciti. Otto studenti su 10 sono consapevoli la pirateria costituisce un reato penale, mentre solo 1 studente su 2 pensa che chi scarica o guarda copie non originali di film da internet possa causare un danno.

Senza i giusti interventi, l’Italia rischia in breve tempo di perdere 20 mila posti di lavoro.

 

“Web e legalità devono finalmente diventare, come in questa occasione, due termini che vanno a braccetto e in Italia, anche grazie al regolamento dell’Agcom, si stanno facendo importanti passi in avanti“, ha dichiarato Per Gina Nieri, Direttore Divisione Affari Istituzionali, Legali e Analisi strategiche di Mediaset.

“Ciò che chiediamo – ha aggiunto – è un’assunzione di responsabilità di tutti i paesi europei per fare in modo che le regole vengano rispettate in tutta Europa dai grandi operatori globali di Internet, per poter continuare a produrre grandi opere valorizzando non solo la cultura e la creatività italiane ed europee”.

 

 

Per Antonio Marano, Vice Direttore Generale Rai, “Chi compra CD ama la musica, chi guarda film ama il cinema e l’utilizzo di canali legali per la fruizione dei contenuti audiovisivi è l’unico modo per permettere la valorizzazione e lo sviluppo del settore che si realizzano attraverso gli investimenti delle media company”.

 

Bisogna “puntare al libero sfruttamento dei diritti e alla valorizzazione reale degli stessi, per permettere un adeguato sviluppo dei contenuti, delle tecnologie e degli investimenti nel settore“, ha invece ribadito Riccardo Tozzi, Presidente dell’ANICA.

 

Il 39% dell’attività economica complessiva dell’Unione Europea (pari indicativamente a 4.700 miliardi l’anno) è determinata dalle industrie i cui diritti di proprietà intellettuale generano direttamente circa il 26% dei posti di lavoro nell’UE.

 

 

 

Per maggiori approfondimenti:

Le dimensioni della pirateria online – White Paper

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