Data protection: anche il Consiglio Ue sostiene il principio del ‘one-stop-shop’

di Alessandra Talarico |

Sulla base di questo principio, quando il trattamento dei dati personali avviene in più di uno Stato membro, le attività di monitoraggio dovrebbero essere affidate a una singola autorità di vigilanza.

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Data Protection

Dopo una ‘profonda’ discussione, il Consiglio europeo ha espresso il proprio supporto al principio del ‘one-stop-shop’ per la protezione dei dati, così come chiesto dalla Commissione europea, che fa di questo meccanismo il pilastro della sua proposta sul data protection.

Sulla base di questo principio, quando il trattamento dei dati personali avviene in più di uno Stato membro, le attività di monitoraggio dovrebbero essere affidate a una singola autorità di vigilanza, ossia quella dello Stato membro in cui ha sede l’azienda che controlla o gestisce (controller e processor) i dati.

In questo modo, al verificarsi di importanti casi transnazionali, si potrebbe giungere a una decisione veloce, garantendo al contempo la certezza del diritto e la riduzione della burocrazia e degli oneri amministrativi.

Il meccanismo del ‘one-stop-shop’, quindi, servirebbe a migliorare l’efficienza delle norme sulla protezione dei dati per le aziende internazionali, contribuendo allo sviluppo dell’economia digitale.

 

Nel pervenire a queste espressione di sostegno alla Commissione, il Consiglio d’Europa si è concentrato su come arrivare a una singola decisione. Secondo la gran parte degli Stati membri, gli esperti dovranno ancora lavorare per continuare su questo modello in cui una singola decisione sarà presa dall’autorità del paese in cui ha sede principale l’azienda interessata.

Il Consiglio ha indicato che gli esperti dovranno esplorare metodi per migliorare la ‘prossimità’ tra individui e l’autorità di supervisione, coinvolgendo le autorità “locali” nel processo decisionale. Tale  “prossimità”, per il Consiglio,  è da considerare un aspetto importante della protezione dei diritti individuali.

 

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