Telecom Italia. Bernabè, ‘No a lezioni sugli investimenti, sì a collaborazioni con altri operatori su NGN’

di Alessandra Talarico |

Italia


Franco Bernabè

Si a collaborazioni con gli altri operatori, no a critiche sulle scelte di investimento. Questo quanto dichiarato dall’Ad di Telecom Italia, Franco Bernabè, a margine del Convegno “Gli impegni di Telecom Italia e il ruolo dell’Organo di Vigilanza”.

Bernabè ha manifestato l’apertura di Telecom Italia ai coinvestimenti con altri operatori per la realizzazione della rete a banda larga in fibra ottica di nuova generazione: “…esistono oggi – ha detto – soggetti industriali le cui dimensioni, volumi e disponibilità finanziarie sono tali da giustificare investimenti di entità e di estensioni simili a quelli che intende realizzare Telecom Italia”.

 

La maggiore compagnia italiana di telecomunicazioni, al centro negli ultimi tempi di forti speculazioni legate al futuro assetto azionario e alla posizione della spagnola Telefonica, intende perseguire, insieme ad Agcom e all’Organo di vigilanza, “un percorso di sperimentazione mirato alla sostituzione totale del rame a favore della fibra” ed è pronta a valutare le proposte “…di soggetti privati o da parte di istituzioni ed enti pubblici centrali e locali che intendano investire per accelerare lo sviluppo delle reti in fibra nei loro territorio”.

 

A questo proposito, Bernabè ha ribadito la disponibilità della società “…a definire le condizioni tecniche ed economiche e a sottoscrivere accordi con altri operatori, compatibilmente con il rispetto della disciplina antitrust per sperimentare soluzioni di coinvestimento per la copertura di una città di medie dimensioni”.

 

Tra poco, la società approverà i risultati finanziari del 2009 e aggiornerà il piano strategico: a chi sostiene che Telecom non solo non investe, ma blocca lo sviluppo del mercato, Bernabè risponde che Telecom Italia è un’azienda “con una lunghissima esperienza alle spalle nel campo delle telecomunicazioni” e che non si è mai lasciata sfuggire reali opportunità di crescita: al contrario, anzi, “…ha spesso saputo anticiparle”.

 

Bernabè ha quindi ricordato che la società ha già incluso nel piano industriale lo sviluppo della fibra ottica a Milano e Roma – il lancio di un’offerta commerciale in queste due città, secondo Bernabè, darà preziose indicazioni per lo sviluppo della nuova rete anche in altre aree e consentirà “…di rivedere e migliorare le stime relative allo sviluppo della domanda per i servizi a banda ultralarga” – e affianca anche una serie di sperimentazioni a livello locale.

In Trentino, poi, sono partiti due progetti avviati dall’amministrazione pubblica: il primo prevede la posa di fibra ottica per raggiungere il 100% delle centrali e permettere il passaggio al full IP attraverso anche l’utilizzo delle infrastrutture della Pubblica Amministrazione. Il secondo prevede la realizzazione di una società pubblico-privata che si occuperà della copertura degli edifici e da cui Telecom e gli altri operatori acquisteranno infrastrutture passive per collegare i propri clienti.

 

Da questa società, Telecom si troverebbe ad acquistare al pari degli altri operatori, e a prezzi regolati le infrastrutture passive per collegare in FTTH (fiber to the home) i propri clienti.

 

Sulla stessa falsariga del Trentino si muove anche la Lombardia, in attesa dell‘Expo 2015, quando si apriranno importanti opportunità per Telecom e per l’intero settore.

 

Non sono, tuttavia, accettate critiche o pressioni sulle scelte che Telecom Italia deciderà di intraprendere da parte di chi deciderà di proseguire su una strada diversa.

Gli operatori alternativi, ha detto Bernabè, “…hanno la possibilità di investire autonomamente, oppure possono scegliere di farlo con noi e noi auspichiamo che questo avvenga”.

Ma, ha aggiunto, “…qualora questi soggetti dovessero oggi decidere di non investire, non possono un domani recriminare sulle scelte che un libero soggetto economico decide di intraprendere, peraltro offrendo agli altri operatori la possibilità di partecipare”.

 

Chi non parteciperà all’investimento, insomma, non potrà recriminare nulla sui tempi e le modalità degli investimenti o le tecnologie scelte.

Bernabè, che ha definito “offensive” le critiche di chi non ha mai voluto o non è mai stato in grado di investire, ha quindi ribadito che la rete in rame di Telecom Italia è “…una delle migliori a livello europeo”.

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