Sanità digitale: accordo Brunetta-CNR. eLearning per i bambini ricoverati e fascicolo elettronico i punti salienti

di Alessandra Talarico |

Italia


Ehealth

Le tecnologie digitali aiuteranno il sistema sanitario nazionale a uniformare la qualità degli interventi su tutto il territorio nazionale?

Certo, non si tratta di una bacchetta magica, ma la digitalizzazione del sistema sanitario, secondo il ministro Renato Brunetta, consentirà di risparmiare il 30% all’anno, su una spesa di 110 miliardi di euro – “l’equivalente di quel che occorre per costruire ben sei ponti di Messina” – e aiuterà quanto meno a mettere da parte qualche soldo da utilizzare “per altri scopi”. Speriamo tra questi vi sia anche la modernizzazione dei tantissimi ospedali fatiscenti e la formazione del personale, troppo spesso, in molte strutture, inadeguata.

 

Un passo avanti verso la sanità digitale, è stato compiuto ieri con la firma di un accordo per accelerare il processo di digitalizzazione nel settore, siglato dal ministro Renato Brunetta e dal Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche, Luciano Maiani.

L’accordo verte su tre pilastri – fascicolo sanitario elettronico, digitalizzazione dei servizi ed eLearning per i bambini ricoverati – e punta alla realizzazione di una serie di interventi condivisi volti a intensificare l’uso di strumenti digitali in ambito sanitario.

 

Questi interventi, secondo il ministro Brunetta, costeranno all’incirca “un paio di milioni di euro” e prevedono un intervento pubblico per 500 mila euro. Altri 200 milioni verranno stanziati dal CNR e il resto proverrà da contributi di privati.

 

Il primo progetto – relativo al fascicolo sanitario elettronico – allineerà l’Italia allo scenario internazionale entro il 2012 e servirà a creare una nuova realtà “che mira anche a eliminare truffe e abusi”.

La sperimentazione partirà in autunno e, entro tre anni, il sistema dovrebbe essere implementato a livello nazionale.

 

Il progetto ‘Salute in rete’, ambisce quindi a migliorare il rapporto qualità-prezzo dei centri unici di prenotazione (CUP) territoriali e a limitare sprechi ed inefficienze, attraverso la digitalizzazione dei servizi sanitari, in particolari quelli relativi al ‘ciclo prescrittivo’: ricetta e certificati di malattia.

 

Molto importante, quindi, il terzo punto dell’accordo, battezzato ‘smart inclusion’: esso punta infatti a garantire ai bambini ricoverati la possibilità di proseguire gli studi attraverso la teledidattica, mantenendo quindi – anche se in maniera ‘virtuale’ – i contatti con compagni e insegnanti.

L’iniziativa è già stata sperimentata all’ospedale Sant’Orsola di Bologna e proseguirà ad aprile in altre strutture quali il Bambin Gesù  di Roma, il Meyer di Firenze e il Regina Margherita di Torino.

 

I servizi sanitari – ha quindi spiegato il presidente del CNR, Luciano Maiani – rivestono un’importanza strategica poiché riguardano da vicino tutti i cittadini. L’attuazione del protocollo e, quindi, il miglioramento dei servizi offerti, rappresenta “una delle prioritarie finalità della ricerca, insieme con la crescita scientifica e culturale del Paese e lo sviluppo delle imprese”.

I progetti avviati – ha aggiunto – rappresentano “chiari esempi di come la scienza possa aiutare a fornire una risposta ai bisogni delle persone” e c’è la volontà di portarli a termine nel più breve tempo possibile.

Il tutto – ha concluso quindi il ministro Brunetta – “attrezzando le strutture in cui sono ricoverati i pazienti senza smantellare i reparti, nel pieno rispetto delle cure”.

 

Il progetto per la sanità digitale rientra nel Piano eGovernment 2012, che mette sul piatto circa 1,4 miliardi di euro con l’obiettivo di recuperare il gap digitale delle Pubbliche amministrazioni e del Paese.

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