Privacy: attenti ai dati rimasti nei Pc dismessi. I consigli del Garante per evitare violazioni

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Non sempre quando ci si sbarazza del proprio Pc o lo si porta a riparare, si pensa che in esso possano essere ancora stipati molti dei nostri dati personali, anche se si è provveduto a cancellarli con gli strumenti offerti dal sistema operativo.

 

Il Garante privacy ha messo a punto a questo proposito una serie di suggerimenti volti a tutelare la riservatezza di nomi, indirizzi mail, rubriche telefoniche, foto, filmati, numero di conto bancario o informazioni sanitarie, dopo un’eventuale vendita, rottamazione o riparazione del Pc o di altri dispositivi quali cd rom o dvd.

 

Si tratta di una serie di misure preventive – illustrate in un provvedimento di cui è stato relatore Giuseppe Fortunato – volte a evitare che privati cittadini, professionisti o aziende che vogliano liberarsi del vecchio computer vadano incontro alla manipolazione o al furto delle informazioni rimaste memorizzate.

 

Capita infatti che, volendo liberarsi del vecchio Pc o semplicemente portarlo a riparare, si creda di aver cancellato definitivamente ogni informazione, ma non sempre è così dal momento che i dati personali, se non rimossi adeguatamente, rimangono all’interno degli apparecchi, inclusi i telefonini, alla mercé di chi riesce a trovarli.

 

I suggerimenti del Garante intendono pertanto richiamare l’attenzione degli utenti “sulla necessità di assicurare una reale ed effettiva cancellazione dei dati” o una loro “non intelligibilita”.

 

Le misure – spiega il Garante – “possono essere adottate sia nel momento preliminare della memorizzazione dei dati sia in quello successivo della loro distruzione”.

Innanzitutto, suggerisce, sarebbe opportuno proteggere le informazioni stipate nel Pc con una password di cifratura, oppure memorizzare i dati su altri supporti usando sistemi di cifratura automatica al momento della scrittura.  

Per cancellare i dati in maniera sicura dal disco fisso o dagli altri supporti, si possono utilizzare poi i cosiddetti programmi ‘di riscrittura’ i quali, una volta eliminati i file con gli strumenti forniti dal sistema operativo, provvedono a scrivere ripetutamente nelle aree vuote del disco.

Esistono poi dei sistemi di formattazione o di ‘demagnetizzazione’ degli hard disk che garantiscono una rapida cancellazione delle informazioni.

 

A chi voglia, quindi, distruggere hard disk o altri supporti magnetici quali cd rom e dvd non riscrivibili, il Garante consiglia l’utilizzo “di sistemi di punzonatura, di deformazione meccanica o di demagnetizzazione ad alta intensità”, oppure una vera e propria distruzione fisica.(a.t.)

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