La dematerializzazione degli atti di spesa nelle PA: razionalizzazione, efficienza e risparmio per eliminare gli sprechi

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Razionalizzazione dei processi di spesa, recupero di efficienza e consistenti risparmi è quanto ci si attende dal nuovo sistema unico di dematerializzazione e conservazione sostitutiva degli atti di spesa.

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PA digitale

“Il titolo scelto per l’incontro di oggi, in stagione anticipata di finanziaria pone alcuni affascinanti interrogativi per chi deve fare la finanziaria. Per esempio, leggetelo senza atti, la dematerializzazione della spesa pubblica potrebbe essere di un qualche suggestivo conforto”.

Sono le scherzose parole con cui il ministro dell’economia Giulio Tremonti ha salutato la platea degli ospiti intervenuti al convegno organizzato dalla Ragioneria generale dello Stato cui hanno preso parte, oltre al Ragioniere generale Mario Canzio, il Segretario generale del Ministero degli Esteri Giampiero Massolo, l’amministratore delegato di Consip Danilo Broggi, il presidente del CNIPA Fabio Pistella, l’ispettore Capo dell’IGICS Maria Laura Prislei e Antonella Damiotti, dirigente IGICS.

 

“L’obiettivo è stato pienamente raggiunto”, ha dichiarato Mario Canzio introducendo i lavori, “e il sistema consente finalmente l’effettiva e completa dematerializzazione degli atti di spesa”.

“Questo risultato – ha quindi aggiunto il Ragioniere generale – rappresenta il contributo della RGS allo sviluppo dei metodi di razionalizzazione dei processi richiesto dal nuovo corso dell’azione pubblica. Un apporto che si realizza con continuità per la ricerca di soluzioni efficaci che, allo stesso tempo, rispondano a quei criteri di economicità che oggi risultano imprescindibili in relazione alle esigenze di contenimento della spesa pubblica”.

 

La soluzione informatica realizzata con il supporto degli esperti della Consip si basa su prodotti di riferimento all’avanguardia nel settore della gestione documentale e su infrastrutture tecnologiche altamente affidabili che garantiscono performance elevate e rappresenta oggi una best practice a livello mondiale.

 

I vantaggi e i risparmi derivanti dall’applicazione di un sistema unico per tutte le amministrazioni dello Stato, sono stati illustrati da Maria Laura Prislei, dirigente generale dell’Ispettorato della RGS che ha messo a punto il progetto.

 

Ripercorrendo le tappe fondamentali del processo di dematerializzazione degli atti della PA, basato fondamentalmente sull’uso della firma digitale e la conservazione sostitutiva, il Capo dell’IGICS ha ricordato, tra l’altro, i principali requisiti tecnici e di sicurezza che il sistema garantisce: l’integrità dei dati originali, la tracciabilità dei documenti e l’eventuale opponibilità nel tempo verso terzi.

“Da analisi economiche effettuate sulla base di criteri studiati dal CNIPA – ha sottolineato infine Prislei – è stato calcolato che il risparmio ottenuto dall’uso del sistema di conservazione sarà pari a circa 10 milioni di euro l’anno, con riferimento ad un volume di 1.400.000 documenti”.

 

Il trend del risparmio è destinato a crescere in proporzione all’aumento del numero dei documenti de materializzati.

 

Danilo Broggi e Fabio Pistella durante i loro interventi si sono soffermati in particolar modo sulla necessità, da entrambi condivisa e auspicata, che le conoscenze, le esperienze, i progetti di successo, come quello presentato oggi, siano da mettere a fattore comune tra le amministrazioni, per evitare inutili duplicazioni di sforzi e risorse, e a volte anche errori, traendone così il massimo dei vantaggi.

 

Dopo aver ricordato “la necessità di procedere ad una reingegnerizzazione dei processi”, il presidente del CNIPA, Fabio Pistella, ha messo in evidenza che “il lavoro comune, inteso come impegno di progettabilità condivisa, deve mantenersi stabile nel medio periodo per produrre i migliori risultati”, mentre Danilo Broggi ha sottolineato come “la piena efficacia delle tecnologie sia più utile e tangibile se applicata all’interno del complessivo sviluppo di revisione dei processi”.

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