WiMax: e ora cosa succederà? Gentiloni, ‘Strategia per l’avanguardia dell’Italia’

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Si è ormai conclusa la gara per l’assegnazione delle licenze WiMax e mentre gli aggiudicatari preparano i piani industriali per entrare nel mercato l’Isimm e la Fondazione Ugo Bordoni hanno voluto fare il punto sulla situazione con il convegno “WiMax: nuove prospettive per la banda larga”. 

 

“In Italia l‘auspicio è che il WiMax possa colmare l’assenza di copertura di infrastrutture nelle aree rurali del Paese, contribuendo a ridurre il divario digitale” – ha affermato Enrico Manca, Isimm, aprendo i lavori del convegno. A commento della gara, Manca ha aggiunto che “la gara WiMax si è dimostrata un’operazione riuscita, determinando un allargamento del mercato e favorendo il suo sviluppo armonico, anche a costo di ridurre gli obiettivi di cassa per lo stato. Si è rivelata quindi una scelta accorta e saggia, in un momento di grande instabilità e incertezza sia economica che politica”.  

 

Antonio Sassano, Fondazione Ugo Bordoni, ha introdotto i lavori della giornata evidenziando il fatto che il WiMax cade in una banda di pregio ed è pertanto importante la definizione della tipologia del servizio che usa questa banda, banda che apparteneva al Ministero della Difesa ed è perciò ora necessario un uso importante della risorsa. Il WiMax, ha aggiunto Sassano, è una tecnologia significativa dal punto di vista delle reti di accesso perché si pone come tecnologia alternativa o complementare alle reti di nuova generazione.

 

E’ seguito l’intervento di Stefano Mannoni, Agcom, che ha ribadito le finalità della gara per l’assegnazione delle frequenze WiMax “è stato un bando di gara con una procedura d’asta teso a privilegiare non l’aspetto economico, ma l’aspetto del digital divide e la presenza di nuovi operatori. (…) La banda è una risorsa scarsa ed è importante l’assegnazione dello spettro con la finalità del superamento del digital divide”.

Mannoni ha, inoltre, sottolineato la piena collaborazione del Ministero delle Comunicazioni e dell’Agcom nella gestione dell’assegnazione delle frequenze per il WiMax.

 

Francesco Cardarelli, Istituto Universitario di Scienze Motorie di Roma, ha analizzato gli aspetti giuridici della gara, premettendo che a differenza di altri beni, le frequenze valgono perché esiste un potere sovrano dello stato che destina questi beni all’uso pubblico. Per le frequenze non si applicano le stesse procedure dei contratti e le regole sono dettate in assoluta autonomia dall’Autorità, secondo cui la finalità dell’asta WiMax era l’efficiente allocazione delle risorse e non la penalizzazione dei partecipanti o il massimo prezzo per il venditore.

 

Francesco Troisi, Ministero delle Comunicazioni, ha parlato del ruolo del Ministero delle Comunicazioni, descrivendo le attività svolte a livello internazionale e a livello nazionale: “Le  attività a livello internazionale sono state la definizione standard tecnici, la regolamentazione, l’armonizzazione frequenze. (…) Le attività a livello nazionale sono state la sperimentazione nuove tecnologie, il recepimento decisioni internazionali, la messa a disposizione delle risorse spettrali, l’assegnazione dei diritti d’uso”. In particolare, riguardo l’espletamento procedure di gara, Troisi ha indicato questi dati di sintesi: “9 giornate di miglioramenti competitivi; 49 tornate di rilanci; 11 aggiudicatari di diritti d’uso. La ripartizione aggiudicatari ha visto 1 incumbent aggiudicatario di diritti d’uso nel centro sud, 1 nuovo entrante aggiudicatario di diritti d’uso al centro nord, 2 nuovi entranti aggiudicatari di diritti d’uso su tutto il territorio nazionale, 7 operatori locali aggiudicatari di diritti d’uso per una o più regioni/province e 1 operatore nuovo entrante già aggiudicatario di diritti d’uso in un altro paese europeo.”

La gara – ha continuato Troisi – ha registrato un ammontare introiti di 137.000.000 euro con spese quantificabili in non più di 500.000 euro, pari allo 0,35% dell’introito”.

 

Gli aspetti tecnico-economici della gara sono stati affrontati da Maria Missiroli e Andrea Neri, Fondazione Ugo Bordoni. Missiroli ha spiegato che “La formulazione dell’asta è partita dallo scenario costruito dall’Autorità nel regolamento che si caratterizza per questi aspetti: 3 blocchi di frequenze di ampiezza almeno 2×21 MHz sul territorio nazionale, ogni soggetto può risultare assegnatario di un solo blocco, 2 blocchi da assegnare su base macroregionale, 1 blocco riservato ai newcomer assegnabile su base regionale, obblighi di copertura annessi alle licenze, asta a rilanci multipli simultanei a partire dalla base d’asta, con graduatorie distinte per ciascun diritto d’uso, criteri di valutazione dell’importo di base d’asta”. Il meccanismo d’asta scelto è stato quello a rilanci multipli ascendenti simultanei che – ha aggiunto Missiroli – “si rivela particolarmente adatto in quanto permette ai partecipanti la trasparenza su quanto accade nelle diverse aree di gara. In tutte le fasi di formulazione dell’asta, l’obiettivo è la creazione delle condizioni più favorevoli in vista dell’abbattimento del digital divide”.

Neri ha spiegato come si è arrivati alla ripartizione delle diverse aree di gara e come “la suddivisione prescelta dal Ministero ha la massima uniformità tra le 5514 possibili per Numero di abitanti, PIL e Spesa famiglie per comunicazioni”, oltre ad essere “anche al secondo posto per numero comuni e numero comuni con meno di 15000 abitanti”.

 

Giuseppe Mastrantonio, Segreteria Tecnica del Ministro delle Comunicazioni, ha presentato delle riflessioni sulle ‘lezioni della gara Wi-Max’, elaborate insieme ai colleghi Gianluca de Matteis Tortora, Antonio Nicita ed Eugenio Prosperetti della Segreteria Tecnica del Ministro delle Comunicazioni, evidenziando tra gli aspetti del ‘WiMax e futuro’ che “i diritti d’uso hanno una durata di 15 anni, è prevedibile una intensa evoluzione tecnologica che influirà sulle modalità d’uso della tecnologia e questo giustifica la struttura ampiamente elastica di bando/disciplinare. Ta gli altri aspetti: le opportunità da cogliere per includere gli sviluppi di tale tecnologia nell’oggetto di eventuali incentivi fiscali all’investimento negli anni a venire nel rispetto del principio di neutralità tecnologica e la necessità di dialogo/monitoraggio costante tra istituzioni e operatori nell’evoluzione degli investimenti sin dal primo giorno”. 

 

Mario Frullone, Fondazione Ugo Bordoni ha presentato gli operatori aggiudicatari presenti alla tavola rotonda Progetti Industriali a confronto“, mettendo poi in evidenza che da un confronto di “importi totali per MHz e 1000 abitanti in Francia e in Italia si nota che in Italia c’è una situazione generale di omogeneità in tutto il territorio nazionale e ciò mostra che c’è una buona attesa per il WiMax, mentre in Francia, ad esempio, si è verificata una più ampia dispersione nel territorio”.

Maurizio Bechis presente al convegno in rappresentanza del consorzio Ribes Informatica – Hal Service-Lan Service – Informatica System, che opererà nel WiMax con il brand commerciale di Alpi Communications, ha spiegato che Alpi Communications opererà nella Valle D’Aosta per portare “la larga banda  ‘davvero’ (…) e con capillarità nel territorio” e sarà il più piccolo operatore in Europa.

 

In Sicilia il WiMax arriverà anche grazie a Mandarin WiMax Sicilia, brand commerciale del nuovo operatore presentato da Filiberto, Tourist Ferry Boat, che ha precisato che il piano industriale si basa sull’esperienza dei due soci (Tourist Ferry Boat e Temix Media Net) sul territorio e la clientela diffusa.

 

Il WiMax sarà utilizzato come un’integrazione del mix tecnologico dall’operatore Brennercom, come sostenuto da Alois Kofler. Brennercom ha un parco clienti di 10.000 utenti e un modello di business basato su un’infrastruttura proprietaria. Il WiMax potrà essere utilizzato per situazioni particolari in zone non coperte dalle soluzioni attualmente disponibili.

 

Un vecchio giovane: un nuovo entrante di società del settore”, così Fulvio Sarzana, ha presentato Assomax-Nettare, l’operatore che costruirà direttamente la rete WiMax nel Friuli Venezia Giulia, mentre è disponibile a siglare accordi di collaborazione con gli altri aggiudicatari nel resto della penisola.

 

City Carrier, ha spiegato Marco Cancellotti, è un operatore operativo in Umbria e ha acquisito una licenza per il WiMax nella regione Marche. “Ora ci si interroga su come fare il business della rete. L’area del digital divide è un bacino su cui insistere, ma d’altra parte non è un modello vincente e si pensa anche a servizi e soluzioni per la pubblica amministrazione”.

E’ il servizio quello che conta perché l’accesso è ormai indifferenziato” ha concordato Francesco Baldinelli di Infracom-Acantho, operatore locale in Emilia Romagna con una rete in fibra di 2.000 km.

 

La gara per le licenze WiMax ha visto la partecipazione di molti piccoli operatori, come ha sottolineato Paolo Aureli, Telecom Italia: “La dinamica competitiva ha portato i piccoli operatori a competere (…) quando non ci sono vincoli il mercato si muove anche senza alcuna regolazione ex ante”, aggiungendo che il progetto industriale relativo al WiMax di Telecom Italia si articola in due segmenti: wholesale e retail ed il WiMax sarà usato per le zone dove non c’è copertura boadband.   

 

Anche Mario Citelli, Ariadsl, ha affermato che “il WiMax è da considerarsi una tecnologia complementare nel mercato e un’opportunità”. Il business plan di Ariadsl poggia sul fatto che il 40% del territorio non è coperto dalla larga banda. Il prossimo mese di ottobre Ariadsl lancerà i primi servizi, puntando su una qualità elevata.

 

E’ invece ancora presto per parlare di servizi secondo Fabio Panunzi di A.F.T, l’operatore che  opererà sul mercato del WiMax con il marchio Linkem. Nato come Megabeam Italia nel 2001, Linkem è operativo con la tecnologia WiFi in location di pregio (hotel, aeroporti).


I primi test dei servizi WiMax di MGM Productions – Profit Group saranno effettuati il prossimo giugno, ha annunciato
Matteo Spatocco. I servizi saranno poi lanciati sul mercato con il marchio Maxi Com. Riguardo la copertura, Maxi Com implementerà 50 stazioni nella provincia di Trento, 120 in Toscana e 120 in Liguria.

Perché i servizi funzionino sarà necessaria una vera interoperabilità dei terminali, ha sostenuto Gilberto Di Pietro di E-Via Gruppo Retelit, carrier wholesale che si focalizzerà su un’offerta all’ingrosso della rete WiMax.     

 

Le conclusioni della giornata sono state affidate a Paolo Gentiloni, Ministro delle Comunicazioni che ha così commentato la gara per il WiMax: “Effettivamente non c’è dubbio che l’evolversi di questa gara racconta le difficoltà e le opportunità offerte dal nostro sistema“.

Il mercato – ha continuato il Ministro – ha risposto molto bene al WiMax in termini di investimenti nel contesto europeo. (…) Ne emerge un interesse e una capacità di investimento di imprese che scommettono su questa tecnologia e fanno una scommessa di mercato. (…) C’è molto da fare nel corso dei prossimi mesi e molto dipenderà da come il Ministero accompagnerà gli operatori”. Concludendo, il Ministro ha aggiunto che “Occorre fare presto perché abbiamo determinato un’aspettativa nel WiMax e il WiMax è un pezzo di strategia per mettere l’Italia in condizione di essere all’avanguardia in Europa”.

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