Musica online: MySpace cerca accordo con le major per servizio gratuito. Obiettivo, affossare iTunes

di Raffaella Natale |

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Il sito di social networking MySpace, di proprietà del magnate dei media Rupert Murdoch, è in trattative con le più importanti etichette per offrire ai propri utenti un servizio gratuito di musica online.

Il servizio, come riportano il Wall Street Journal e il Financial Times, potrebbe essere battezzato MySpace Music.

Il tutto potrebbe essere curato da una società comune tra MySpace e le case discografiche che hanno accettato di partecipare al progetto.

Secondo il Wall Street Journal, MySpace avrebbe avviato contatti con Universal, Warner, EMI e SonyBMG.

Persone vicine alle trattative affermano che il funzionamento del nuovo servizio sarà mantenuto interamente dalla pubblicità. Le entrate sarebbero divise tra il sito e le major che partecipano al patto.

I clienti potranno ascoltare musica in streaming da internet e MySpace venderà spazi pubblicitari in base al traffico. Secondo il Wall Street Journal, il servizio sarebbe accessibile gratuitamente solo dagli utenti che si connettono sempre dallo stesso computer. Nei piani della società vi è anche quello di consentire il download di canzoni a pagamento.

Per ComScore gli utenti unici Usa del sito di social networking sono 68.6 milioni (gennaio).

Se il progetto dovesse realizzarsi la News Corp di Murdoch entrerà a far parte del gruppo di società, tra cui vi sono Amazon.com e Wal-Mart, che vogliono insidiare la posizione dominante di Apple nel mercato della musica online. Con il suo music store iTunes, che consente il download di musica a pagamento ed è perfettamente integrabile con il lettore iPod, la società californiana domina infatti il mercato da molti anni.

Ma MySpace riuscirà a convincere le major discografiche? Avere alla spalle il tycoon dei media, gli consentirà di raggiungere l’intesa che dovrebbe soddisfare sicurezza, condizioni economiche, diritti d’autore?

Non tutti ci scommettono, visto anche che MySpace è stata citata in giudizio da Universal proprio per violazione delle norme sul copyright. Una soluzione potrebbe essere quella di un accordo stragiudiziale.

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