Ricicliamo i supporti: accordo SIAE e Univideo. Davide Rossi (Univideo), ‘Processo ecologico, senza attingere a fondi pubblici’

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L’industria culturale deve assumere una responsabilità sociale per divenire più innovativa e competitiva, nel rispetto dell’ambiente e del diritto d’autore.

Italia


DVD e CD

Presentato a Roma il progetto per lo smaltimento di milioni di supporti audiovisivi. Se in questi giorni e non solo ogni cittadino sa che la parola d’ordine è raccolta differenziata, la parola d’ordine dell’industria è non inquinare, mirare all’impatto ambientale zero.

 

Ogni anno invece restano invenduti e finiscono con l’essere distrutti decine di milioni di supporti (CD e DVD), corrispondenti a 850 tonnellate di policarbonato (materiale di cui sono fatti i CD e DVD), 3250 tonnellate di polipropilene (materiale per custodie DVD), 700 tonnellate di polistirolo (materiale per custodie CD), 400.000 metri quadrati di polietilene, 4.000.000 metri quadrati di polipropilene (materiale per confezioni cellophane) e 1.000 tonnellate di carta.

 

Oggi tutto questo materiale che crea montagne di rifiuti triturati potrà essere recuperato e riutilizzato grazie al Progetto Omero, elaborato da un ingegnere milanese con l’aiuto di un’equipe del Politecnico di Milano.

Il progetto è stato presentato ieri a Roma dal Presidente della SIAE Giorgio Assumma e da quello dell’Unione Italiana Editoria Audiovisiva (Univideo) Davide Rossi.

 

“Lo scopo principale di questo progetto – ha dichiarato Davide Rossi- è quello di realizzare un processo ecologico, senza attingere a fondi pubblici, consentendo di riutilizzare il maggior numero di materiali possibili dell’enorme quantitativo di CD e DVD che restano invenduto nelle edicole di tutta Italia. L’industria culturale deve assumere una responsabilità sociale per divenire più innovativa e competitiva, nel rispetto dell’ambiente e del diritto d’autore”.

 

La SIAE garantirà il rispetto del diritto d’autore assicurando che la totalità dei supporti siano realmente trattati e non finiscano nel mercato dell’illecito.

Giorgio Assumma ha spiegato che “Tutelare gli autori e gli editori, come la SIAE deve fare per i suoi obblighi statutari, non significa soltanto promuovere la creatività intellettuale partecipando alla sua diffusione pubblica, ma anche verificare che i processi applicativi per la distribuzione delle opere siano rispettosi degli interessi primari della collettività“.

“Ecco perché la SIAE – ha concluso Assumma – senza volersi trasformare in un ente deputato alla custodia delle più favorevoli condizioni ecologiche, ha preso in considerazione questo Progetto, per dare un piccolo, ma significativo contributo alla lotta all’inquinamento”.

 

Gli enormi quantitativi di “resi” infatti contribuiscono al degrado dell’ambiente sia quando vengono avviati alle discariche, sia quando sono bruciati sprigionando sostanze tossiche come la diossina.

 

“Spesso avviene– ha detto Vito Alfano, Direttore dei Servizi di antipirateria della SIAE – che la merce non sia totalmente distrutta, ma rivenduta e addirittura esportata foraggiando il mercato illegale, con truffe in danno non solo degli autori, ma anche dei distributori. L’iniziativa che presentiamo permetterà di contrastare questa forma di pirateria da cui traggono vantaggio le organizzazioni criminali”.

 

Ad oggi è stato firmato un accordo con un’azienda del milanese per cui era presente all’incontro l’ingegner Gianni Confalonieri, che ha studiato lo sconfezionamento dei supporti: “Il policarbonato è impiegato non solo nell’industria audiovisiva, ma anche in quella automobilistica ed è una materia ecocompatibile, lo definirei un prodotto ‘verde’“. (r.n.)

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