Il futuro della pubblicità? Secondo l’UPA passa per internet e radio. ‘Boom trionfale’ per il web

di Raffaella Natale |

Italia


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Trend della pubblicità e mercato italiano. Questi gli argomenti al centro della presentazione a Milano della Ricerca “Il futuro della pubblicità“, condotta dall’UPA (Utenti Pubblicità Associati).

Nel 2007 il mercato pubblicitario registrerà “…una crescita del 2% sull’anno, mentre internet crescerà del 30%”, anche se per ora “il web resta un piccolo contenitore”, ha commentato Giulio Malgara, presidente dell’UPA a margine del Convegno. Secondo Malgara, il mercato “…sta andando: in un periodo in cui l’economia ha un risveglio, una crescita come quella del Pil attorno al 2% è un fatto positivo”.

Il presidente di UPA ha indicato nelle “…auto, telecomunicazioni, finanza e settore pubblico le aree di grande sviluppo”, mentre segnali meno confortanti si registrano nell’alimentare e “grocery“.

La ricerca condotta da UPA evidenzia un mercato della comunicazione che, nel suo complesso, cresce per la prima volta meno del Pil: lo 0,6% nel 2006, lo 0,7% nel 2007 e l’1,2% nel 2008.

 

La grande maggioranza (85%) dei 130 intervistati nell’ambito della Ricerca dell’UPA ritiene che “…siamo nel pieno di una concitata fase di cambiamento epocale, che determina da un lato curiosità e progettualità e dall’altro ansia, attesa e incertezza”.

Un cambiamento che, secondo l’UPA, è dettato dalla rivoluzione tecnologica in via di rapida diffusione, dai cambiamenti demo-culturali e dalle caratteristiche che sta assumendo il nuovo consumatore. Ne derivano diverse macro-tendenze, che oscillano dalla persistente percezione di un calo di redditività della pubblicità alla ricerca di alternative di investimento fino alla sperimentazione di forme pubblicitarie non convenzionali e a comunicazioni più decisamente selettive.

 

Si registra un rallentamento degli investimenti, motivato dal ritardo nell’offerta nel rispondere ai mutamenti in atto e al parziale ridimensionamento dei mezzi classici, con i quotidiani che registrano una crescita modesta (+2,3% nel 2006, +2,4% nel 2007 e +1,9% nel 2008), i periodici che rallentano (+4,4% nel 2006 seguito da +2,7% nel 2007 e +2,9% nel 2008) e la stampa tecnica e professionale indebolita (crescita zero nel 2006 seguita da +0,6% nel 2007 e +0,6% nel 2008).

Non va meglio per la televisione, per quanto riguarda gli investimenti pubblicitari, UPA ritiene che sia iniziato un “…calo di lungo periodo, rappresentato da un aumento dell’1,7% nel 2006, dell’1% nel 2007, e dell’1,9% nel 2008″ . L’associazione prevede per i quotidiani una “crescita modesta” (+2,3% nel 2006, +2,4% nel 2007, +1,9% nel 2008), una “crescita in rallentamento” per i periodici (+4,4% nel 2006, +2,7% nel 2007, +2,9% nel 2008).

Meglio farà la radio, con la previsione di “un’ottima crescita”, rappresentata da un aumento degli investimenti del 2,2% nel 2006, +2,8% nel 2007, +3,1% nel 2008).

Parla infine di “boom trionfale” la ricerca per quanto riguarda il settore internet: nel 2006 il tasso di crescita è stato del 48,1%, mentre per il 2007 e il 2008 l ‘aumento è stimato rispettivamente nel 35,1% e 30,2%.

 

Il presidente dell’UPA ha poi aggiunto come “…il trend negativo 2006 del cinema (-9%) si deve ad una particolare congiuntura legata all’uscita di alcuni operatori da questo mercato; questo fattore ha annullato i risultati positivi raggiunti dai principali operatori, Sipra e Opus”.

“…Per orientare le proprie scelte – ha proseguito Malgara – il mercato pubblicitario potrà contare nei prossimi mesi sulla nuova ricerca Audimovie, promossa da UPA, Assocomunicazione, Unicom, FCP, Anec, Anem, Acec, che renderà disponibili i dati di presenza nelle sale cinematografiche nel primo semestre di quest’anno”.

 

Giulio Malgara ha poi fatto riferimento anche alla riforma del sistema radiotelevisivo, sostenendo che il Ddl Gentiloni significa “meno pubblicità, che vuol dire prezzi più alti e meno informazione”. Secondo Malgara il Ddl Gentiloni va a discapito delle “piccole e medie Imprese“.

Per il presidente dell’UPA, il Ddl “…va a discapito delle medie e piccole aziende. Sono dell’idea – ha continuato – che il Ddl Gentiloni, se sotto certi aspetti è realizzabile, per quanto riguarda la riduzione della pubblicità di Mediaset al 45% e mandare Rete4 e Rai2 sul satellite, vuol dire nel 2008 perdere molto bacino pubblicitario”.

Malgara ha detto di averne parlato con il Ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, e di avergli suggerito “…di rimandare il passaggio sul satellite al 2012. Se poi ci sono abbastanza decoder, bene, se no bisognerà posticiparla ancora. Bisogna andare allo switch-off quando ci sono i decoder“.

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