Davide Rossi (Univideo) scrive al Ministro Bersani: il Bollino SIAE non deve più essere obbligatorio

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Riportiamo di seguito la lettera appello al Ministro dello Sviluppo economico, Pierluigi Bersani, approvata dal Consiglio Direttivo Univideo.

Italia


Davide Rossi

Signor Ministro,

 

in questi anni l’Editoria Audiovisiva ha saputo guadagnarsi, soprattutto dopo il lancio sul mercato del DVD che ha ormai completamente soppiantato la vecchia videocassetta, uno spazio sempre più importante nelle abitudini delle famiglie italiane grazie alla versatilità del supporto utilizzato e alle sempre più moderne e sofisticate modalità produttive, distributive e di fruizione dello stesso.

 

Oggi oltre 14 milioni di famiglie italiane possiedono un lettore DVD e possono spaziare in un universo di 15.000 titoli pubblicati, avendo accesso a costi ragionevoli, senza interruzioni pubblicitarie e senza canone, a tutte le più importanti opere audiovisive, dal cinema d’autore alla fiction, dai cartoni animati ai documentari.

 

Noi Editori di DVD abbiamo osservato con interesse e apprezzamento le misure introdotte dal recente Decreto Legge in materia di liberalizzazioni, e non ci è sfuggito come il tema della trasparenza sia sempre protagonista centrale nelle sue proposte.

 

Proprio per questo ci permettiamo di sottoporre congiuntamente a Lei, agli altri operatori economici interessati e all’opinione pubblica questo documento, soprattutto in vista della discussione sul Disegno di Legge collegato al Decreto, evidenziando la necessità di introdurre misure di semplificazione burocratica per le Imprese del nostro settore.

 

In particolare, oltre ad alcuni altri aspetti che saranno oggetto di un più articolato documento tecnico, auspichiamo l’abrogazione delle norme in materia di contrassegnatura obbligatoria (in altre parole del “Bollino SIAE”) previste dalla Legge 633/1941 (art.181 bis):

 

Secondo l’Univideo il Bollino SIAE deve non essere più obbligatorio per almeno 5 buone ragioni:

 

1. Perchè è necessaria una semplificazione della burocrazia nel lavoro delle imprese di edizione e replicazione di DVD; un’azienda infatti non può distribuire i propri prodotti finiti sul mercato, se non dopo la “bollinatura”. Questo incide fortemente sulla logistica e rallenta talvolta in maniera significativa i tempi per la distribuzione.

 

2. Perchè il contrassegno ha certamente avuto in passato un ruolo importante per combattere la pirateria audiovisiva garantendo l’originalità del prodotto. Ma sono passati i tempi della vendita di videocassette contraffatte a ignari cittadini, e oggi la differenza e la modalità di commercializzazione tra un DVD legale e uno pirata sono così grandi da non poter trarre in errore neppure il consumatore meno avveduto.

 

3. Perchè oggi è Internet il luogo “virtuale” del maggior flusso di pirateria. Gli Editori di DVD si vedono quindi chiusi a tenaglia tra la diffusione illegale di opere tramite la rete e la burocrazia che rende difficile lavorare a chi opera nel pieno rispetto delle leggi. Inoltre, appare evidente che viene falsata anche la concorrenza con i media a pagamento legali che non sono soggetti ad alcun obbligo di contrassegnatura ed anzi godono di un più favorevole trattamento Iva.

 

4. Perchè non ci accontenta né ci consola venire a conoscenza del fatto che di tanto in tanto vengono effettuati ingenti sequestri di DVD pirata privi di contrassegno o recanti contrassegni contraffatti. Vogliamo che l’attività repressiva non sia limitata agli interventi nei confronti dei venditori ambulanti, ma venga svolta ad un più alto livello di intelligence, cercando di identificare i vertici delle organizzazioni criminali coinvolte. E’ necessaria qualità piuttosto che quantità nella attività repressiva.

 

5. Perché siamo l’unico Paese Europeo che utilizza questo rozzo, antiquato e inefficace strumento. Tale circostanza rende non solo le nostre Imprese meno competitive nello scenario internazionale ma anche il nostro settore meno credibile agli occhi degli investitori sia nazionali che esteri.

 

Ci teniamo a precisare che questo nostro appello non deve essere letto come un attacco contro la Società Italiana degli Autori ed Editori che, avvalendosi di eccezionali competenze e professionalità, svolge un’importante funzione istituzionale per la tutela della proprietà intellettuale e che è stata incaricata dell’emissione e della gestione dei contrassegni dalla Legge sul Diritto d’Autore.

 

L’Univideo auspica l’abolizione dell’obbligo di contrassegnatura per le  opere audiovisive, fermo restando l’obbligo di certificazione alla SIAE in relazione alle tirature, ai costi di segreteria e a tutti gli oneri ad essa dovuti.

 

Il nostro obbiettivo non è quello di versare un solo centesimo in meno alla SIAE, ma quello di evitare oneri e danni aggiuntivi dovuti ad un ormai inutile adempimento burocratico.

 

Nella certezza di avere suscitato il Suo interesse e quello di tutti coloro che nel Governo e nel Parlamento stanno lavorando per lo Sviluppo Economico del nostro Paese restiamo a disposizione della Sua struttura per ogni approfondimento e  Le rivolgiamo molti cordiali saluti.

 

Avv. Davide Rossi

Presidente Univideo

 

Imprese facenti parte del Consiglio Direttivo della Associazione:

Buena Vista HE (Walt Disney), De Agostini, Medusa Video (Fininvest), Minerva, Moonlight, Mondo HE, Paramount Home Entertainment, Pozzoli, San Paolo Audiovisivi, Sony Pictures, Twentieth Century Fox, Universal Pictures Italia;  Warner Bros Entertainment Italia, 01 Distribution (RAI Cinema).

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