Italia in digitale: un Paese al passo coi tempi?

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In linea con i piani d¿azione europei, i progetti di eGovernment avviati in Italia nell¿ultimo biennio hanno fatto registrare un bilancio discretamente positivo.

Se nel 2001 il nostro Paese si collocava ancora all¿ultimo posto nel processo di informatizzazione del sistema governativo ed amministrativo, nel 2002 gi&#224 facevaun balzo in avanti fra i primi venti al mondo, con un utenza media del 20%. Nel 2003, secondo il rapporto annuale Taylor Nelson Sofres/Abacus, l¿Italia ha mantenuto una percentuale stabile nell¿accostarsi ai servizi governativi online con un 24% pieno, attestandosi ancora al 20° posto su 31 Paesi presi in esame.

Nel trimestre settembre-novembre 2003, sono stati oltre 9 milioni (il 53% degli internautiabituali), i cittadini che hanno visitato i siti della Pubblica Amministrazione. Lo ha annunciato Lucio Stanca, ministro per l”Innovazione e le Tecnologie,presentando ilForum della Pubblica Amministrazione 2004 a Milano a Palazzo Marino. Il ministro, in riferimento alle rilevazioni Audiweb-Nielsen//NetRatings,ha sottolineato come, nell”arco di tempo in questione,gli italiani abbiano dedicato un”attenzione maggiore ai siti di interesse e-gov: “42 minuti in media nel trimestre considerato, contro i 34 minuti dei francesi, i 30 di quelli inglesi e i 14 dei tedeschi”. I siti di eGovernment sono inoltre al sesto posto tra quelli piu” visitati dagli italiani: “16,3 milioni hanno navigato nei motori di ricerca e portali; 14,2 milioni in quelli dei servizi di telecomunicazioni e internet; 12,3 milioni nei siti dedicati al tempo libero, l”informatica e l”elettronica di consumo; oltre 11 milioni nelle aree dei media e dell”informazione e 9,1 milioni nei siti dell”eGovernment”. Fra i primi dieci siti web visitati con maggiore frequenza,quelli dei Ministeri dell”Economia (1,3 mln di navigatori), dell”Istruzione (1,1 mln), delle Attivita” Produttive (882 mila) e della Presidenza del Consiglio (575 mila).

Il panorama italiano

Secondo lo studio annualeTNS Abacus, i cittadini che si avvicinano ai servizi elettronici della Pubblica Amministrazione hanno un¿et&#224 compresa tra i 25 e i 34 anni. Fra essi, gli utenti abituali della Rete sono il 41% (+ 3% rispetto all¿anno scorso). A seguire, troviamo la fascia d¿utenza degli italiani fra i 35 ei 44 anni, con il 31%; i giovani al di sotto dei 25 anni con il 28%; i cittadini d¿et&#224 compresa fra i 45 e i 54 con il 26% (+ 7% rispetto al 2002) e, infine, colori che hanno pi&#249 di 55 anni con il 9%. Sono ancora gli uomini a frequentare maggiormente ei siti governativi, ben il 30% rispetto al 18% delle donne.

Coloro che accedono ai siti governativi: cercano informazioni (17%), eseguono download (9%), forniscono materiale informativo (6%), consultano le normative (3%) e compiono transazioni (4%).

I risultati riflettono il contesto internazionale: prevalenza di coloro che vogliono solo reperire informazioni (24% la media mondiale), percentuale bassa di fornitori e transattori (rispettivamente 9% e 8% a livello internazionale).

Gli italiani si accostano ai siti istituzionali soprattutto per la consultazione, quindi, ma non tralasciano di interagire col sistema via chat e forum comunicando segnalazioni o commenti.

Il problema della sicurezza

I dati rilevati hanno sottolineato la discreta maturazione informatica acquisita dal cittadino medio, eppure siamo ancora indietro rispetto agli altri Paesi, soprattutto a causa della scarsa fiducia nei confronti della sicurezza di rete: il 71% dei cittadini la considera ancora ad alto rischio, rispetto ad una media mondiale del 23%. Il 35% degli italiani ritiene addirittura che fornire dati on line alla Pubblica Amministrazione sia molto rischioso e, persino fra coloro che hanno superato questo taboo (19%), solo un 3% trasmette i propri dati in Rete senza timore.

In Italia questi timori superano di gran lunga la media mondiale del 58%. A cosa attribuire il dato? Ad una errata percezione comune o ad un livello di sicurezza effettivamente carente? Di certo, questa diffidenza costituisce ancora la barriera pi&#249 forte allo sviluppo dei servizi di eGovernment.

La necessit&#224 di adottare efficaci misure di sicurezza volte a contrastare eventuali tentativi di violazione dei sistemi informativi pubblici ha portato gi&#224 da tempo all¿emanazione della Direttiva sulla sicurezza ICT (del 16 gennaio 2002) volta a tutelare e proteggere, da intrusioni, alterazioni, divulgazioni non autorizzate o danneggiamenti le informazioni scambiate in Rete.

Le politiche ministeriali

Il piano d¿azione promosso dal Ministero per l”Innovazione e le Tecnologie Lucio Stanca, ha dato il via ad un programma eGovernment di rinnovamento economico e sociale, in linea con le direttive comunitarie in materia di digitalizzazione governativa. Il documento programmatico di riferimento, il Dpef 2002-2006 ha mostrato particolare attenzione per le politiche d¿innovazione e diffusione delle tecnologie e, sottolineando quest”orientamento strategico, ha previsto una serie di interventi eterogenei volti a realizzare i seguenti obiettivi:

  • informatizzazione della PA;
  • sviluppo di infrastrutture di rete a larga banda;
  • liberalizzazione dei servizi di telecomunicazione;
  • promozione del commercio elettronico, soprattutto aziendale;
  • crescita della cultura informatica nelle scuole.

Obiettivo finale, lo sviluppo di nuove tecnologie per accrescere la competitivit&#224 del sistema Paese, sociale e culturale.

Il Piano, strutturato in due fasi, ha considerato l”intera Pubblica Amministrazione, centrale e locale, prevedendo progetti coordinati nel rispetto di una struttura amministrativa nazionale. Province, Comunit&#224 Montane e Regioni, hanno alimentato la fase programmatica presentando centinaia di domande di progetto e, nell¿ambito del programma di digitalizzazione dei servizi pubblici, sono rientrati i pi&#249 svariati settori, spaziando fra area amministrativa e fiscale.

La prima fase, appena conclusasi, ha puntato sull¿ informatizzazione delle amministrazioni centrali, sulla formazione dei dipendenti pubblici attraverso procedure di eLearning, sul consolidamento dell¿e-procurement (acquisto telematico di beni e servizi). In pratica, si &#232 cercato di mettere in Rete l”intero sistema della P.A. realizzando, presso ogni amministrazione, un”architettura informativa pubblica in cui gli sportelli degli Enti Locali fungessero da front-office per la fruizione dei vari servizi ad accesso telematico da parte di cittadini ed imprese. I cantieri digitali aperti sono stati 134 e 120 milioni di euro i fondi stanziati.

Eppure, non tutti gli obiettivi sono stati raggiunti: se le firme digitali rilasciate hanno superato il milione, il numero delle patenti europee conseguite dai dipendenti della amministrazioni pubbliche &#232 pressoch&#233 irrisorio; inoltre, per quanto il 40% dei servizi sia stato attivato sono ancora troppo pochi i documenti disponibili in formato elettronico.

Un obiettivo raggiunto &#232 stato sicuramente quello di offrire in Rete una esauriente vetrina sulle singole realt&#224 amministrative italiane. Numerosi sono poi i siti web informativi, interamente dedicati all¿offerta e-gov in Italia. Di interesse comune per cittadini privati e Piccole e Medie Imprese (PMI), per esempio, &#232 il sito crcitalia.it, prodotto web dei Centri Regionali di Competenza sull¿eGovernment in Italia.

Ma parlare di servizi &#232 ancora presto. Quasi tutti quelli di natura amministrativa e fiscale mancano all¿appello: dalle visure catastali al pagamento dell¿Ici, dalla dichiarazione dei redditi al cambio di residenza e di domicilio, i veri e propri servizi di eGovernment stentano ancora a decollare.

Con l¿inizio del 2004 si &#232 avviata la seconda fase del piano. Interamente dedicata alle amministrazioni locali, si articoler&#224 in cinque aree d¿azione: sviluppo servizi infrastrutturali locali (61 milioni di euro); diffusione territoriale dei servizi (86 milioni); inclusione dei piccoli comuni (25 milioni); avviamento progetti di eDemocracy (10 milioni); promozione dei nuovi servizi (9 milioni). I finanziamenti saranno concessi per un importo pari o parziale dell¿intero valore del progetti presentati.

&#200 previsto anche un rifinanziamento di 63 milioni di euro sulla Legge 46 per promuovere l¿utilizzo delle Ict nelle piccole e media imprese.

Un terzo delle risorse complessive sar&#224 stanziato dal Governo (dopo i 120 nella prima fase, con altri 200 milioni di euro in questa seconda fase); la restante parte dalla Regioni. L¿intero progetto prevede un investimento record di 900 milioni di euro.

Il Piano di azione punta a realizzare l”equivalente dei sistemi di tipo Business to Consumer (B2C) del settore privato all”interno delle pubbliche amministrazioni. Utilizzando lo medesime strategie CRM (Customer Relationship Management: gestione rapporti con l¿utente), si vuole puntare sulla dimensione partecipativa dell”ambito pubblico, nel tentativo di colmare il gap del digital divide e di soddisfare i bisogni di utenti ed imprese ricorrendo alla strategia del Government to Citizen (G2C).

L¿avvio del Piano aveva previsto innanzitutto l”emanazione di una direttiva sull”uso del dominio “.gov.it” da parte delle pubbliche amministrazioni, per favorire l¿accesso on-line ai servizi pubblici da parte dei cittadini e delle aziende. Digitalizzare la Pubblica Amministrazione, di fatto, significa applicare l”eGovernment anche a servizi e contenuti dedicati alle PMI.

E-Commerce nella PA

La diffusione delle nuove tecnologie informatiche ed i nuovi assetti socio-economici richiedono oggi una Pubblica Amministrazione pi&#249 dinamica e capace di interagire con cittadini ed imprese rispondendo, nei giusti tempi, alle loro necessit&#224. In effetti, lo sviluppo di Internet e dell”e-commerce ha implicato un maggiore utilizzo delle nuove tecnologie da parte delle PA, anche grazie alla sperimentazione (attivata dal Ministero del Tesoro attraverso la societ&#224 Consip S.p.A) e alle innovazioni legislative che ne hanno consentito una maggiore libert&#224 d¿azione.

Le Pubbliche Amministrazioni non sono esenti dal rivestire un ruolo chiave nel settore degli acquisiti on-line. Le autorit&#224 europee ed italiane non hanno perci&#242 trascurato di includere, nelle linee guida dei piani d¿azione di eGovernment, quest”ulteriore elemento di innovazione tecnologica che, assieme agli altri contribuisce alla diffusione della Societ&#224 dell”Informazione.

Le PA, come intermediari che consentono transazioni fra soggetti terzi, stanno iniziando a sperimentare le forniture di servizi a valore aggiunto considerandole come vere e proprie transazioni commerciali. L¿interazione fra soggetti pubblici e privati &#232 fondamentale per la realizzazione di tali servizi, per alcuni dei quali (es.: prestazioni non obbligatorie) &#232 possibile richiedere un corrispettivo economico e affidarne la gestione a soggetti privati.

Questo tema &#232 gi&#224 stato esaminato dall¿Unione Europea nel 1998, nel “Libro Verde sull¿Informazione del Settore Pubblico“, uno spaccato sulle diverse normative che, nei Paesi dell¿Unione, regolano l¿accesso alle informazioni pubbliche e la loro commercializzazione, gestita non solo dalle Amministrazioni ma anche da soggetti privati.

E-procurement

Con questo termine si indica la modalit&#224 di gestione tecnologica per l”acquisizione di beni e servizi on line, comprensiva di tutte le sue fasi organizzative, operative e gestionali. Il vero valore aggiunto di tale servizio sta nell¿integrazione dei processi operativi.

La diffusione dell¿e-procurement nel settore pubblico va collocata all¿interno di un processo pi&#249 ampio di rinnovamento della Pubblica Amministrazione, finalizzato a ridurre la spesa per le forniture, snellire e velocizzare le procedure, garantire una maggiore trasparenza nelle operazioni di gara, aprire il mercato delle forniture e, infine, renderlo pi&#249 competitivo.

La sperimentazione sull¿e-procurement attivata dal Ministero del Tesoro, attraverso un sistema di convenzioni stipulate dalla societ&#224 Consip s.p.a., ha visto l¿adesione di ben 4.000 Amministrazioni (centrali e locali), che hanno aderito usufruendo di condizioni solitamente riservate ai grossi acquirenti. Ulteriori linee di sviluppo consentiranno altre modalit&#224 di acquisto, come le aste on line e la partecipazione a marketplace specializzati per categorie merceologiche, per tipologia di partecipanti e per aree geografiche.

I progetti in fase di realizzazione, riguardano tre aggregazioni di enti: le Universit&#224, i Comuni e le Province, le Aziende Sanitarie ed Ospedaliere, per i quali risulta d”importanza strategica l”integrazione dei processi di acquisto. Per le amministrazioni locali e gli acquisiti “sottosoglia” (sotto i 200 mila euro) il sistema rappresenta non un vincolo ma solo un”opportunit&#224, in quanto l¿adesione al sistema delle convenzioni non esclude altre metodiche di acquisto (comprese quelle on-line).

Sull¿e-procurement aziendale e amministrativo, le analisi di settore hanno fatto registrare un notevole ritardo in Italia ed in Europa rispetto al resto del mondo. Se il comparto delle revisioni e quello dell¿integrazione dei processi si presentano ancora come delle sfide d cogliere appieno, la digitalizzazione e l¿automazione delle richieste, ossia l¿e-requisitioning, costituisce gi&#224 un interessante motore di traino.

Marketplace

Fra le pi&#249 promettenti realt&#224 digitali si colloca indubbiamente il marketplace, “mercato” virtuale dove mettere in relazione domanda ed offerta di beni e servizi e dove sono presenti, nello stesso momento, pi&#249 fornitori concorrenti per ogni potenziale cliente, in un¿ottica ¿business to business¿ piuttosto che ¿business to consumer¿ in cui si attua la vendita diretta di piccoli quantitativi ad un singolo cliente privato.

I marketplace possono essere classificati in base a diversi fattori, fra i quali:

  • il gestore del marketplace, che pu&#242 essere un soggetto estraneo, uno dei partecipanti, oppure anche un¿autorit&#224 pubblica;
  • le modalit&#224 di interazione fra partecipanti (trading model);
  • lo strumento di valutazione dei beni e dei servizi: aste, contrattazione a pi&#249 partecipanti, offerte segrete (il pricing model);
  • la fonte di ricavi e la gestione economica del marketplace (il revenue model).

In relazione alle Pubbliche Amministrazioni, i marketplace hanno ancora una certa strada da compiere. Ma il passo &#232 necessario in quanto essi possono giocare un ruolo chiave in tutte quelle iniziative legate all¿e-procurement per i vantaggidi gestione che essi implicano.

Mandato di pagamento

Con il DPR 20 n. 367, aprile 1994, s”introduce il concetto di ¿mandato informatico di pagamento”, procedura atta a semplificare ed accelerare le procedure contabili e di spesa. Il Decreto stabilisce che “gli atti dai quali deriva un impegno a carico del bilancio dello Stato e la relativa documentazione, gli elenchi, epiloghi, riassunti, note descrittive, prospetti ed altri analoghi documenti contabili, &#091¿&#093 possono essere sostituiti a tutti gli effetti, anche ai fini della resa di conti amministrativi o giudiziali, da evidenze informatiche o da analoghi strumenti di rappresentazione e di trasmissione, compresi i supporti ottici“. I principali benefici di tale procedura rispondono alla possibilit&#224 di:

  • sveltire le procedure e la gestione delle varie pratiche;
  • sfruttare le tecnologie per il trasferimento in larga scala di atti e documenti dal supporto cartaceo a quello informatico;
  • utilizzare i livelli di sicurezza che la tecnologia garantisce (es.: firma digitale).

Il Decreto ha affidato all¿AIPA (Autorit&#224 per l¿Informatica nella Pubblica Amministrazione) la definizione delle procedure utilizzabili per garantire la sicurezza, la riproducibilit&#224 e l¿utilizzo dei documenti e degli atti in formato elettronico, grazie alle quali il mandato di pagamento informatico &#232 utilizzato dal 1999 dal Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato.

Anagrafe delle imprese

Nel Piano d¿azione per l¿eGovernment rientra anche la realizzazione di portali atti all¿erogazione di servizi integrati rivolti alle imprese, allo scopo di perseguire una sempre pi&#249 proficua interoperabilit&#224 fra Registro delle Imprese, INPS e INAIL, chiamati alla gestione delle informazioni relative alle imprese. Per la realizzazione di questo portale e dei sistemi di notifica ed interscambio degli eventi &#232 gi&#224 attivo un gruppo di lavoro coordinato dall¿AIPA al quale partecipano INPS, INAIL, ed UnionCamere. Le imprese, tramite una semplice modulistica unificata, potranno comunicare, con un unico click, tutte le informazioni destinate ai vari enti, riducendo per entrambi carico di lavoro e tempi di svolgimento burocratico.


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