Forum Cnel: per Gasparri il digitale terrestre permetterà di superare il regional divide

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Tv digitale terrestre per il futuro dell¿occupazione in Italia. Questo il parere del Ministro delle Comunicazioni Maurizio Gasparri raccolto al convegno sull¿Ict (Information and Communication Technology) organizzato dal Cnel a Reggio Calabria, in collaborazione con il ministero.

Tema del dibattito, aperto dal sindaco della citt&#224 Giuseppe Scopelliti, ¿Le regole del gioco: concorrenza e sviluppo nel settore Ict¿.

All¿appuntamento erano presenti, tra gli altri, il presidente del Cnel Pietro Larizza, il presidente Assintel Carlo D¿Andrea, Giovanni Calabr&#242 dell¿Autorit&#224 Garante della Concorrenza, Antonio Pilati commissario dell¿Autorit&#224 Garante delle Telecomunicazioni, e Alberto Tripi presidente di Federcomin.

La relazione introduttiva &#232 stata presentata da Francesca Santoro vicepresidente del Cnel.

La Santoro ha annunciato che, in accordo con il ministero delle Comunicazioni, si intende istituire un Osservatorio permanente, aperto alle forze sociali, sul funzionamento del settore Ict in Italia.

””L”andamento del settore Ict in Italia ¿ ha detto la Santoro – rivela un rallentamento della crescita, con preoccupanti riflessi economici soprattutto sull”occupazione giovanile, sul Mezzogiorno e pi&#249 in generale sulla competitivit&#224 del sistema Paese¿.

I dati presentanti confermano questo andamento. L”Italia &#232 il Paese che spende meno in Europa per l”Ict. Infatti, solo il 5,47% del Pil &#232 investito nelle nuove tecnologie della comunicazione, contro una media europea del 6,74%.

Per sollevarci alla media Ue, bisogner&#224 quindi aumentare la spesa nazionale di 14,9 miliardi di euro.

Se poi facciamo riferimento alla classifica mondiale, l¿Italia risulta solo al ventiseiesimo posto per la spese in Ict.

Dopo anni di crescita a due cifre, quindi, il mercato italiano dell”Ict, a fine giugno 2003, ha fatto registrare un modesto incremento dello 0,6% rispetto allo stesso periodo dell”anno precedente (che gi&#224 risultava in calo dell”1,2% rispetto al 2001).

In Italia, bisogna poi considerare il problema del cosiddetto regional divide.

Se nel Nordovest la spesa per Ict arriva al 2-3% del Pil regionale, al Sud &#232 sotto l”1%.

Questo, secondo la Santoro, implica la necessit&#224 di ¿interventi urgenti e adeguati per evitare che la crescita si fermi del tutto e un comparto cos&#236 ricco di potenzialit&#224 si trasformi in un” area di crisi¿.

A giudizio della Santoro ¿ci vuole un dialogo costruttivo tra le parti sociali sui diversi aspetti del problema: gli investimenti, le risorse umane, le regole del gioco, vale a dire un corretto quadro regolamentare di doverose certezze e garanzie, di vigilanza e di sanzioni, di libera concorrenza e di remunerazione del rischio. La ricetta per lo sviluppo dell” Ict passa per un” offerta di prodotti e servizi pi&#249 ricca e diversificata e un sistema di infrastrutture tecnologiche pi&#249 aperte e accessibili¿.

Il presidente del Cnel, Pietro Larizza, a margine del Forum ha sostenuto che ¿Le nuove tecnologie di trasmissione digitale aprono orizzonti di modernit&#224 soprattutto nell”attivit&#224 della pubblica amministrazione. Velocit&#224, potenza e affidabilit&#224 di trasmissione servono ad offrire servizio ed opportunit&#224 al cittadino e offrono una forte capacit&#224 di interazione tra i diversi settori della attivit&#224 produttive¿.

E ha ancora detto che ¿L”informazione e la comunicazione tecnologica sono un buon termometro per l”intero sistema economico e per questo vanno sostenute con interventi infastrutturali capaci di far tenere il passo con i tempi e la concorrenza. La comunicazione tecnologica – ha concluso Larizza – serve soprattutto alle aree deboli del Paese e quindi al Mezzogiorno per integrarlo e colmare le lacune con altre aree del Paese¿.

Le conclusioni sono state affidate al ministro Gasparri, che ha puntato l¿attenzione proprio sulle possibilit&#224 che si apriranno con il passaggio al digitale terrestre, sia in termini di occupazione che di superamento del regional e digital divide.

¿¿La televisione digitale terrestre dar&#224 in futuro la possibilit&#224 ai cittadini di accedere, come oggi si fa solo con Internet e con il computer, ai servizi delle amministrazioni locali e della medicina a distanza. Questo vuol dire – ha sottolineato – anche occupazione e crescita di investimenti. Sono processi di lungo periodo, ma prima li affronteremo, prima ne potremo toccare con mano i risultati”, ha dichiarato.

¿Si tratta – ha spiegato – di forme di tecnologia che oggi passano solo sulle reti del computer che la televisione digitale terrestre porter&#224 nelle case degli italiani. Quasi tutte le famiglie hanno una televisione, quindi l”importanza di queste rivoluzione, non solo sotto il profilo televisivo, &#232 sotto gli occhi di tutti. Questo vuol dire anche occupazione e crescita di investimenti””.

Si &#232 anche soffermato sul fatto che lo sviluppo delle tecnologie dell”informazione pu&#242 creare occupazione qualificata, ¿anche in quelle aree del Mezzogiorno dove si avvertono in maniera pi&#249 drammatica problematiche di occupazione e di sviluppo, rispetto ad altre parti del Paese”.

Il ministro si &#232 soffermato poi ad analizzare la situazione per quanto riguarda il Mezzogiorno, ””Lo sviluppo delle tecnologie dell”informazione, quindi, pu&#242 creare occupazione qualificata¿, proprio per quelle aree del Sud dove si avvertono in maniera pi&#249 drammatica problematiche di occupazione e di sviluppo, rispetto ad altre parti del Paese.

Il governo sta andando proprio in questa direzione, ha detto Gasparri, per facilitare la diffusione della larga banda per utilizzare i fondi europei per le aree a minore sviluppo per la diffusione di nuove tecnologie, ¿decisioni che la Commissione europea ha assunto durante questo semestre di presidenza italiana ¿ ha spiegato Gasparri – per incentivare le famiglie a passare alla banda larga prevedendo sconti di 75 euro per ogni utente¿.

Per il ministro occorre creare anche societ&#224 insieme a Sviluppo Italia per utilizzare i fondi Cipe per realizzare infrastrutture a larga banda anche nel Mezzogiorno, ””tutte politiche inserite in questa nuova dinamica di sviluppo””.

Raffaella Natale

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