Amazon accusata di violare il Children´s Online Privacy Protection Act

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Le associazioni dei consumatori americane sono sul piede di guerra contro Amazon.com: la popolare libreria on line avrebbe violato il Children”s Online Privacy Protection Act (COPPA), una legge emanata nel 1998 per proteggere i minori dalle insidie della Rete.

Il sito, secondo le 11 associazioni che hanno presentato il reclamo alla Federal Trade Commission (FTC), avrebbe raccolto gli indirizzi eMail, le date di compleanno e altre informazioni personali di bambini senza il permesso dei genitori per poi inviare messaggi pubblicitari sulla loro posta elettronica.

Entrambe le azioni sono vietate proprio dal Children¿s Online Privacy Protection Act che difende i minori dalle miriadi di societ&#224 a caccia dei dati personali degli internauti, limitando la quantit&#224 di informazioni che i siti Web possono collezionare.

La legge si applica ai siti rivolti ai minori di 13 anni e Amazon si difende dichiarando che il sito non &#232 rivolto direttamente ai bambini, poich&#232 ¿¿vende i suoi prodotti per bambini ad adulti con la carta di credito¿, dice il portavoce Bill Curry. Che aggiunge che i responsabili ¿prendono immediatamente provvedimenti quando si accorgono che un bimbo sta compilando un form di iscrizione al sito nello spazio riservato agli adulti¿. Curry rievoca una vignetta apparsa sul New Yorker che diceva ¿nessuno su Internet, pu&#242 sapere se sei un cane¿. Nessun sistema, dunque, pu&#242 verificare con assoluta certezza l¿et&#224 di ogni singolo utente.

Non sono dello stesso parere le associazioni ¿ tra cui l¿ Electronic Privacy Information Center (EPIC), la Consumer Federation of America ¿ che spiegano che Amazon fornisce, si, dei form separati per adulti e bambini, ma non impedisce con nessun tipo di protezione a questi ultimi di compilare i modelli sbagliati. Nel momento in cui si mettono on line dei form d¿iscrizione, ci si assumono delle responsabilit&#224, ¿¿che Amazon non vuole affrontare¿, dice Chris Hoofnagle di EPIC.

Determinate informazioni riguardanti bambini non dovrebbero proprio circolare e anche se nessun bambino ha finora subito serie conseguenze, gli impiegati dei vari siti hanno il dovere di impedire che i minori facciano circolare in Rete loro informazioni personali come il nome o l¿indirizzo completi. La FTC ha gi&#224 trattato 8 casi di violazione della legge per la protezione della privacy dei minori: lo scorso febbraio, due aziende di prodotti alimentari ¿ la Hershey Foods Corp. e la Mrs. Fields Original Cookies Inc hanno pagato, per lo stesso reato attribuito ad Amazon.com, una multa di 185.000 dollari. Siti come Girlslife.com e Bigmailbox hanno pagato un totale di 100.000 dollari e Microsoft ha subito le stesse accuse per il suo sistema Passport e ha dovuto apportare delle modifiche alle sue pratiche sulla sicurezza. ¿¿E¿ solo l¿inizio ¿ dice Sonia Arrison del Pacific Research Institute di San Francisco ¿ le aziende dovranno prendere l¿argomento sul serio. Il caso Amazon &#232 un ulteriore test per verificare la reale efficacia del COPPA¿. Dal 2000, per adeguarsi a quanto stabilito da questa legge, il sito della Walt Disney impedisce ai minori di 13 anni di partecipare ai forum di discussione senza moderatore.

Il vero problema, per&#242, &#232 la mancanza di controllo da parte dei genitori che molto spesso danno ai figli, anche ai pi&#249 piccoli, la possibilit&#224 di utilizzare la carta di credito. Quando questo avviene, non c¿&#232 sistema di sicurezza o legge, che possa impedire ai bambini di finire nelle grinfie di aziende senza scrupoli.