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Il fallimento di Napster continua a mietere vittime nel settore della musica in rete.
L”ultima in ordine di tempo è Liquid Audio, produttrice di un software in grado di difendere i file digitali dalla distribuzione illegale: la compagnia verrà sciolta su decisione del consiglio di amministrazione che ridistribuirà i fondi di cassa agli azionisti.
Liquid Audio non ha retto soprattutto per la concorrenza di sistemi simili, ma gratuiti come Kazaa, Morpheus e l”ormai defunto Napster. A fare la loro parte anche le major, sempre più riluttanti a rilasciare versioni digitali dei propri prodotti.
La redistribuzione delle spettanze a ciascun azionista avrà luogo il 20 dicembre: quota fissata, 2.50 dollari per titolo. Si porrà fine, così, ad una vera e propria battaglia, condotta da tutti i protagonisti della vicenda, per definire il futuro della compagnia.
A spuntarla, gli azionisti dissidenti, che, con molta insistenza, hanno spinto alla chiusura, mentre i loro soci proponevano la cessione all”interessata Alliance Entertainment.
Già il mese scorso erano emersi chiari segnali della futura fine dell”azienda, dopo la vendita a Microsoft di alcuni brevetti per la codifica dei file e, soprattutto, dopo che il fallimento di un preliminare accordo con Alliance aveva causato le dimissioni del capo esecutivo, Gerald Kearby.
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