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Altman: “Servono regole urgenti per l’AI”. E rilancia un’Agenzia globale sul modello dell’Energia Atomica (AIEA)

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Il ceo di OpenAI propone un’agenzia sul modello AIEA, lancia l’allarme sui biomodelli open source e avverte sui rischi della centralizzazione. E intanto non stringe la mano a Dario Amodei, ceo di Anthropic.

Il mondo ha urgente bisogno di regole per governare lo sviluppo accelerato dell’AI. È il messaggio lanciato da Sam Altman, ceo di OpenAI (produttore di ChatGPT), intervenendo all’AI Impact Expo, vertice globale ospitato a Nuova Delhi. “Non sto suggerendo che non abbiamo bisogno di regolamentazioni o garanzie. Ne abbiamo urgente bisogno, come per qualsiasi altra tecnologia di questa potenza”, ha dichiarato.

Altman ha evocato la possibilità di istituire un organismo internazionale di coordinamento, sul modello dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA), per supervisionare gli sviluppi più sensibili della tecnologia. Un parallelo che richiama la natura “dual use” dell’AI e i rischi connessi ai suoi impieghi più avanzati.

Altman e la democratizzazione dell’AI

Altman ha poi ribadito una visione che OpenAI sostiene da tempo: “La democratizzazione dell’AI è il modo migliore per garantire la prosperità dell’umanità”. Ma ha messo in guardia da derive centralizzatrici: “La centralizzazione di questa tecnologia in un’unica azienda o paese potrebbe portare alla rovina”. Un equilibrio delicato, dunque, tra apertura e controllo.

“I prossimi anni metteranno alla prova la società globale, poiché questa tecnologia continua a migliorare a un ritmo rapido. Possiamo scegliere di dare potere alle persone o di concentrare il potere”, ha concluso Altman, sintetizzando la posta in gioco: governance, accesso e distribuzione dei benefici.

Microsoft e il divario globale dell’AI

Sempre da Nuova Delhi è arrivato anche l’annuncio di Microsoft: 50 miliardi di dollari per contrastare quella che l’azienda definisce una crescente disuguaglianza nell’accesso all’AI. “Dobbiamo agire con urgenza per colmare il crescente divario nell’intelligenza artificiale”, hanno dichiarato il presidente Brad Smith e la responsabile AI Natasha Crampton in una nota congiunta. “L’intelligenza artificiale si sta diffondendo a una velocità impressionante, ma la sua adozione in tutto il mondo rimane profondamente disomogenea”.

L’impegno, destinato alle economie in via di sviluppo entro il 2030, va confrontato con gli circa 80 miliardi di dollari investiti da Microsoft nei data center solo lo scorso anno, più della metà dei quali concentrati negli Stati Uniti, a conferma delle attuali asimmetrie infrastrutturali. In programma al vertice era atteso anche Bill Gates, che ha però annullato la partecipazione all’ultimo momento sullo sfondo delle polemiche sui presunti legami con Jeffrey Epstein.

Altman e la rivalità con Dario Amodei di Anthropic

A margine del summit, un’immagine ha fatto il giro del mondo: Sam Altman e Dario Amodei, ceo dei rivali OpenAI e Anthropic, posizionati uno accanto all’altro nella foto di gruppo, non si sono stretti la mano. Braccia alzate ma separate, sguardi non incrociati, occhi rivolti verso la platea.

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