spettro radio

6G, al via la consultazione sulla roadmap europea. Sul tavolo i rapporti con il satellite, bande ad hoc per reti locali

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C’è tempo fino al 27 marzo per rispondere alla consultazione sul futuro sviluppo nella Ue del 6G avviato dal Radio Spectrum Policy Group (RSPG).

C’è tempo fino al 27 marzo per rispondere alla consultazione sul futuro sviluppo nella Ue del 6G avviato dal Radio Spectrum Policy Group (RSPG), l’organismo in seno alla Commissione europea che fissa le politiche di utilizzo dello spettro radio.  In questo modo gli stakeholder avranno il tempo di rispondere all’opinione in materia che l’RSPG ha pubblicato, in vista dei due grandi appuntamenti in vista, che saranno dirimenti per lo sviluppo del prossimo standard mobile, vale a dire la WRC-27 e la WRC-31. Si tratta delle prossime conferenze globali sullo spettro radio, organizzate dall’ITU, l’organismo dell’Onu che fissa le politiche internazionali sull’uso dello spettro.

Il lancio del 6G è atteso per il 2030

L’opinione dell’RSPG va al di là della mera questione che riguarda le bande da assegnare al 6G per il roll out del nuovo standard. Sul tavolo ci sono anche:

  • l’integrazione di reti non-terrestri (vale a dire reti satellitari)
  • soluzioni di spectrum sharing
  • diversi regimi di autorizzazione al 6G

L’obiettivo della roadmap è creare un ecosistema comune per reti e terminali in Europa, anche se a prima vista sembra che le bande proposte dalla Ue siano diverse da quelle scelte negli Usa. Il che pone da subito un tema di compatibilità sul fronte degli smartphone e dei terminali.

Le bande indicate dall’RSPG: si parte con la banda 6 Ghz

  • L’RSPG considera che il 6G possa essere sviluppato su bande
  • inferiori a 1 Ghz: vale a dire 700 Mhz, 800 Mhz, 900 Mhz per coperture nazionali e indoor.
  • In bande intermedie: 1500 Mhz, 1800 Mhz, 26 Ghz, 2,6 Ghz, 3,6 Ghz in zone suburbane e urbane.
  • In bande alte: 26 Ghz, 42 Ghz per la copertura di hotspot.

Per l’RSPG, la parte alta della banda 6 Ghz sarà la prima disponibile per il lancio del 6G in Europa nel 2030, con una disponibilità minima di 540 Mhz di spettro contiguo.

Questa soluzione risponde all’esigenza degli operatori di poter disporre di almeno 200 Mhz di spettro di copertura in aree urbane e suburbane usando le stazioni radio base esistenti.

Altre bande papabili

  • Un’altra banda papabile è 7125-7250 Mhz, allo studio nella Region 1 al WRC-27 per un possibile utilizzo ulteriore per il 6G.
  • In Europa, la banda 6425-7125 Mhz è destinata anch’essa al 6G, fatti salvi i servizi esistenti incumbent.

Reti locali e altri criteri

  • La banda 3.8-4.2 Ghz è secondo l’RSPG adatta per la creazione di reti locali e verticali 6G.
  • Per quanto riguarda l’uso concreto dello spettro, l’RSPG è favorevole al principio del use-it-or-loose-it e del use-it-or-share-it.
  • Anche la banda sub-700 470-694 Mhz potrebbe essere destinata al 6G.
  • Il 6G potrebbe usare anche la banda altissima sub-Thz, destinata all’integrated sensing e alle applicazioni di comunicazione.
  • Il 6G inoltre dovrebbe tenere conto fo un’evoluzione coordinata e dell’interoperabilità con le reti non-terrestri (NTN). Il 6G NTN può funzionare su spettro terrestre o satellitare, anche in ottica di comunicazione D2D.

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