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IA, reti wireless e soft skill: come facilitare la collaborazione tra uomo e robot

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La convergenza tra intelligenza artificiale (IA) e reti wireless rappresenta uno dei trend tecnologici emergenti più interessanti; come vedremo, la psicologia ed il modo in cui si sviluppano alcune competenze trasversali (soft skill) possono facilitarne l’impiego in scenari futuri di collaborazione tra uomo e robot.

La nuova frontiera dell’Intelligenza artificiale è l’IA agentica. Consiste nel mettere in rete diversi agenti che, collaborando, osservano l’ambiente in cui si muovono, si auto-assegnano compiti e definiscono gli obiettivi della propria missione, pianificando il modo di conseguirli. Il tutto, in maniera coordinata. La rete di agenti dunque impara, decide e pianifica le proprie azioni.

Robot mobili interconnessi in un contesto ignoto

Ad esempio, robot mobili interconnessi potrebbero esser immersi in un contesto a priori ignoto, come uno scenario post-disastro o comunque un ambiente da esplorare, acquisendone mediante sensori le caratteristiche e comprendendo come muoversi al suo interno. A mano a mano che l’esplorazione avanza, i robot possono definire gli obiettivi del loro intervento (l’aiuto a persone in difficoltà, il disinnesco di una sorgente di pericolo, lo spostamento di materiale, etc.) e cooperare tra loro per assegnarsi compiti coordinati.

Interconnessione fra agenti fondamentale

Appare evidente che l’interconnessione tra gli agenti giochi un ruolo fondamentale. Si tratta di una applicazione dell’IA che non può aver luogo se non supportata da una rete wireless ad alta capacità e prestazioni. Le due tecnologie, di comunicazione tra gli agenti e di intelligenza artificiale, sono completamente integrate; lo scambio di informazioni avviene come e quando la interconnessione è disponibile. Si parla dunque di comunicazione agentica o  Agentic Networking (AN).

Ambienti di applicazione della comunicazione agentica

Gli scenari in cui l’AN si possono applicare sono molteplici; in particolare si rivolgono al mondo della robotica, in cui tutti gli agenti sono robot mobili, ma interessante è anche il caso in cui la rete sia costituita in parte da persone umane ed in parte da robot.

La comunicazione agentica tra umani e robot impone che i secondi realizzino le funzioni di decisione e pianificazione in modo assertivo e secondo principi di relazione con gli umani cui questi sono usi. Dunque, i robot, dotati nell’AN di capacità decisionali e di pianificazione, devono comportarsi in maniera adeguata alla relazione con umani. In altri termini, devono esser dotati di buone capacità di comunicazione con persone e di leadership assertiva.

Soft skill dei robot impongono studio delle persone

Si tratta di soft skill che impongono la continua osservazione delle caratteristiche personali degli umani coinvolti nella rete e l’interpretazione dei loro stili cognitivi e personalità. I robot devono adattarsi alle caratteristiche comunicative ed emozionali delle persone. L’acquisizione di queste capacità è di per se un obiettivo che richiede osservazione, allenamento ed adattamento in tempo reale.

L’allenamento degli agenti

L’allenamento degli agenti deve essere condotto, come avviene per le persone che accrescono le proprie competenze di comunicazione inter-personale e di leadership, tenendo conto delle buone pratiche e tecniche proprie dello sviluppo delle competenze trasversali (soft skill).

Si tratta di un campo fortemente interdisciplinare in cui psicologia, neuroscienze, IA e comunicazioni wireless sono fortemente interconnesse.

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