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6mila nuove torri 5G, l’accordo Fastweb + Vodafone e Tim fa tremare INWIT

Il titolo INWIT arriva a perdere il 24%, poi sospeso per eccesso di ribasso, dopo l’annuncio da parte di Fastweb + Vodafone e Tim di un accordo non vincolante per costruire e gestire fino a seimila nuove torri di telefonia 5G in Italia. La notizia arriva come un macigno su INWIT, visto che Fastweb + Vodafone e Tim sono i suoi clienti principali. INWIT gestisce 25mila torri con un fatturato di circa 1 miliardo costruito sui contratti con questi due operatori.

Il nodo del Master Service Agreement

Il problema è noto, da mesi i due operatori stanno provando a rinegoziare i contratti con Inwit, chiedendo uno sconto sull’affitto delle torri. Ma INWIT si oppone forte di un contratto siglato nel 2020.

Lo scorso 12 febbraio Diego Galli, direttore generale di INWIT, aveva chiarito la situazione dell’MSA dopo la pubblicazione da parte di Swisscom, primo azionista di Fastweb + Vodaofne, della volontà di rinegoziare i termini dell’accordo.

Il Master Serve Agreement siglato nel 2020 e rinnovato nel 2022

I contratti di ospitalità (Master Service Agreement – MSA) sulle torri INWIT, siglati nel contesto della fusione con Vodafone Towers Italia e l’accordo con Fastweb conclusi a marzo 2020, hanno una durata a lungo termine.

Fastweb + Vodafone e Tim, accordo non vincolante per 6mila torri entro il 2030

Evidentemente questa situazione non piace a Fastweb + Vodafone e Tim, che hanno firmato un accordo non vincolante per la costruzione e gestione di 6mila nuove torri per la rete 5G per la telefonia mobile. “Il progetto – si legge in una nota – consentirà a Fastweb + Vodafone e Tim di migliorare l’efficienza operativa e di allineare i costi alla media europea, mantenendo al tempo stesso standard di qualità elevati delle infrastrutture e la flessibilità tecnologica necessaria per lo sviluppo di reti di nuova generazione”. L’iniziativa sarà inizialmente realizzata attraverso una joint-venture partecipata pariteticamente da Fastweb + Vodafone e Tim, con l’obiettivo di valutare in una fase successiva l’ingresso di nuovi investitori. L’intesa ha fatto scivolare Inwit, azienda che si occupa di costruire torri per le comunicazioni e che è legata a Vodafone dall’impegno a realizzare migliaia di torri entro il 2030.

L’infrastruttura sarà inoltre resa disponibile anche agli altri operatori di telecomunicazioni sulla base di un modello di accesso aperto. Le attività di costruzione saranno avviate secondo un piano di sviluppo articolato su più anni. Fastweb + Vodafone e Tim opereranno come il principale utente-gestore della nuova infrastruttura, sottoscrivendo accordi di lungo periodo per l’utilizzo delle torri a condizioni di mercato e sarà inoltre valutata la possibilità di fornire ulteriori servizi. L’iniziativa contribuisce a rafforzare la sostenibilità del settore delle telecomunicazioni in Italia e consentirà di destinare maggiori risorse allo sviluppo di reti di nuova generazione. Il progetto è subordinato alle necessarie autorizzazioni da parte delle autorità competenti.

Swisscom, accordo su torri 5G non pesa su flusso cassa e guidance

“La joint venture” che vede impegnate Fastweb+Vodafone con Tim per la costruzione di nuove torri per accelerare il 5G in Italia “sarà consolidata a patrimonio netto all’interno dei conti annuali di Swisscom e non influenzerà in alcun modo né il flusso di cassa libero né la guidance”. Così in una nota il gruppo svizzero che controlla Fastweb+Vodafone. Inoltre “il finanziamento” per l’accordo strategico “proverrà da una combinazione tra capitale azionario di investitori terzi e prestiti”, aggiunge la nota.

Qual è il senso industriale di questa operazione?

Detto questo, resta da capire la ratio e il senso industriale di questa operazione.

Perché Tim decide di creare una joint venture delle torri cellulari, ricreando una tower company di proprietà, dopo che la stessa Tim nel 2015 aveva deciso di scorporare le sue torri e dare vita a INWIT?

Si ricorda che poi nel 2020 si è perfezionata la fusione per incorporazione di Vodafone Towers in INWIT.

Perché creare una INWIT 2?

Che senso ha oggi duplicare le infrastrutture, moltiplicando i costi di realizzazione e di manutenzione, quando la rete INWIT è già presente e pienamente densificata sul territorio nelle location migliori e più adatte ad ospitare le torri?

Il rischio con questa operazione è di replicare nel mercato del mobile a duplicazione infrastrutturale della fibra nel fisso. Che senso ha, in un periodo in cui gli operatori da anni si lamentano di non avere i fondi per realizzare il 5G standalone, procedere con un’operazione di questo tipo?

Qual è l’impegno finanziario per realizzare 6mila nuove torri al 2030?

I numeri di INWIT

– INWIT da sola ha immesso 10 miliardi di euro nell’industria per l’acquisizione delle sue torri da Tim e Vodafone.

– la condivisione delle infrastrutture di telecomunicazione mobili ha evitato agli operatori italiani 15,8 miliardi di euro in costi (fonte: Studio TEHA Group/Ambrosetti lug. 2025 “Il valore di INWIT per il Paese”).

C’è da dire, infine, che Fastweb + Vodafone e Tim avevano già siglato un accordo di RAN sharing per il 5G nei comuni con meno di 35mila abitanti.

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