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5G: la collaborazione tra Ue e Cina al centro della missione di Gunther Oettinger a Pechino

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È cominciata all’inizio di questa settimana la missione internazionale del Commissario europeo alla digital economy, Gunther Oettinger, negli Usa da dove poi volerà in Cina.

L’agenda americana, densissima di impegni, ha visto Oettinger fare tappa nella Silicon Valley e incontrare i vertici di Google, Apple, eBay e Facebook e presenziare alla Conferenza Startup Europe Comes to Silicon Valley. Il viaggio ha fatto tappa ieri alla volta di Washington, dove Oettinger ha incontrato i vertici del dipartimento per il Commercio e il presidente della FCC, Tom Wheeler e prosegue oggi con l’incontro con la presidentessa della FTC,  Edith Ramirez.

Una serie di incontri in cui il Commissario europeo intende fare il punto su temi cruciali per l’Europa: dal mercato unico digitale alla collaborazione sugli standard essenziali quali quelli per il 5G e le smart City.

La missione proseguirà quindi verso Pechino, dove Oettinger incontrerà, tra gli altri, il Ministro Lu Wei, regolatore di Internet in Cina.

Il viaggio in Cina, così come quello negli Usa, mira a rafforzare la cooperazione internazionale sui versanti principali della digital economy. Se negli Usa Oettinger ha ribadito che la Ue continuerà a battersi affinché  tutti i player del mercato godano di uguali condizioni e rispettino le stesse regole, in Cina l’obiettivo è quello di rafforzare l’asse per il 5G.

La prossima generazione di tecnologie per la banda larga mobile non rappresenterà soltanto l’evoluzione della precedente, il 4G (che fa fronte sostanzialmente solo al traffico generato dagli ‘umani’), ma sarà alla base di molte delle tecnologie del futuro prossimo, dalle applicazioni di telemedicina alle reti intelligenti di luce e gas fino alle auto connesse. Basti pensare che secondo Juniper Research, nel 2020 il numero di oggetti connessi in rete avrà raggiunto quota 38,5 miliardi e spetterà anche al 5G assicurare la capacità necessaria per far fronte a questo enorme incremento del traffico wireless generato quindi non più solo dai nostri smartphone e tablet ma anche da una miriade di altri dispositivi connessi in rete.

La tecnologia rappresenta dunque una importante opportunità di business non solo per i fornitori di tecnologie di rete, ma anche per le aziende che si occupano di apparecchiature automobilistiche e ferroviarie, di sistemi di riscaldamento e condizionamento, di elettrodomestici, ascensori, dispositivi medicali e così via.

L’Europa, che ha accumulato un forte ritardo nello sviluppo delle tecnologie wireless di ultima generazione – dopo aver guidato, lo ricordiamo, la nascita del GSM, quindi della telefonia mobile – sta puntando molto sul 5G: la Commissione europea ha già stanziato 700 milioni di euro per sostenere lo sviluppo di infrastrutture internet di nuova generazione nell’ambito dei partenariati contrattuali pubblico-privato (cPPP). Altri 50 milioni di euro sono stati stanziati per la ricerca in questo ambito.

La Cina, dal canto suo, è diventata nello scorso decennio il principale produttore di apparecchiature digitali, di cui l’Europa è tra i principali importatori: favorire il dialogo e la cooperazione tra le due economie è pertanto essenziale per garantire lo sviluppo globale della tecnologia mobile di prossima generazione.

Tre le priorità indicate dall’associazione ChinaEU in un intervento pubblicato oggi su China Daily in vista dell’incontro di Oettinger con Lu Wei.

La prima riguarda lo spettro radio: il 5G richiederà un mix di frequenze – da quelle sotto 1GHz fino a quelle tra i 20 e gli 80 GHz.

Se, ad esempio, le macchine connesse utilizzeranno frequenze diverse in Europa rispetto a quelle utilizzate in Cina, questo ridurrà le economie di scala per la produzione dei dispositivi necessari e complicherà le esportazioni.

La seconda priorità riguarda la tempistica. Oettinger e la commissione Juncker stanno spingendo molto per accelerare lo sviluppo di standard globali e per ottimizzare la gestione dello spettro per il 5G. La Cina dovrebbe sostenere questi obiettivi, per sbloccare le enormi opportunità di business dell’Internet of Things.

Last but not least, ci sono gli standard. L’industria ha bisogno di una visione chiara di quali standard saranno utilizzati e per quali applicazioni. Solo standard globali potranno infatti garantire la piena interoperabilità dei dispositivi collegati e delle reti di comunicazione. Cina e la Ue potrebbero sfruttare i loro punti di forza tecnologici e di mercato per stabilire un’importante presenza strategica nei futuri mercati mobili 5G a livello globale.

È essenziale, dunque, sempre secondo ChinaEU – che all’industria europea e cinese – che sta per passare alla fase di produzione – sia garantito un calendario certo sulla tempistica di lancio delle applicazioni e standard globali. Ed è per questo che è fondamentale un asse internazionale forte che veda Europa, Cina e Usa collaborare sul 5G su una base paritaria

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