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5G Italy, Alessio Butti ‘Tlc servizi essenziali, a gennaio tavolo sul futuro della industry’ (video)

Un intervento a 360° sul mercato delle Tlc e del digitale quello del sottosegretario all’Innovazione Alessio Butti, che oggi ha preso parte al 5G Italy, la conferenza organizzata a Roma dal CNIT.

Butti ha condiviso il grido di dolore degli operatori, che poco prima avevano chiesto un intervento del Governo per calmierare il prezzo dell’IVA, intervenire sui costi energetici e sui limiti elettromagnetici. “Le telecomunicazioni sono servizi essenziali – ha detto Butti – sicuramente ragioneremo di questo ad un tavolo che ho annunciato e che convocherò a gennaio”.

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Domani l’incontro con Meta-Facebook

Butti ha poi aggiunto di aver atteso la chiara attribuzione delle deleghe prima di convocare il tavolo, dove vorrà affrontare “il rapporto impari fra Telco e OTT”.

Il Sottosegretario ha poi annunciato che “domani incontrerò Meta-Facebook, comincio così una serie di incontri per capire i pertugi all’interno dei quali inserirci sul rapporto con gli operatori di tlc”.

Rispondendo a distanza alle istanze degli operatori, Butti ha detto che “è evidente che le norme sono inadeguate, la tecnologia evolve ad un ritmo che il legislatore non riesce a seguire – ha detto – è necessario intervenire sulla burocrazia” e sul fronte delle tariffe, anche “le autorità indipendenti devono fare la loro parte”. Per quanto riguarda l’Europa, sono in fase di discussione alcuni atti come il Data Act e il Chips Act (“non vogliamo dipendere da altri”, ha detto Butti) , e la Ue deve vedersela con il Cloud Act americano, che è un problema non indifferente: “Ma è chiaro che su questo fronte l’Italia non può intervenire da sola”, ha detto Butti.

Butti: siamo consapevoli dei ritardi del 5G

Butti ha poi sottolineato che “tutti siamo consapevoli dei ritardi sul 5G”, sul quale il Governo vuole fare un’inversione di marcia: “si tratta di una tecnologia disegnata più per le aziende, che per i consumatori”. Detto questo, a proposito della fibra, Butti ha sottolineato l’importanza fondamentale dell’FTTH, senza la fibra non si realizza nemmeno il 5G.

Il sottosegretario ha poi ricordato i problemi con le gare del PNRR relativi ai bandi sulle aree grigie e sul 5G.

Pnrr: Butti, ‘rischiamo bucare milestone su aree grigie’

“Rischiamo di ‘bucare’ la milestone del Pnrr” per quanto attiene le aree grigie. E’ quanto indica il sottosegretario. Butti sottolinea che il governo non intende assumersi le responsabilità “di quanto fatto in precedenza. Lavoreremo pancia a terra per risolvere i problemi, intensificheremo i rapporti con la Commissione Europea”. Butti fa poi un appello alla trasparenza. “Vorrei avere i carteggi del governo precedente con la Commissione Ue – dice – per avere un quadro complessivo” ma per certo il ritmo dei concessionari che si sono- aggiudicati i bandi del Pnrr nelle aree grigie “devono cambiare passo: nelle aree grigie i lavori non sono ancora partiti”.

Butti: Mou si è afflosciato per mancanza di risorse

Per quanto riguarda il tramonto del Mou sulla rete Tim, scaduto oggi, Butti ha detto che “Il Mou che tutti conoscono (con cui Cdp poneva le basi per la fusione della rete Tim con quella di Open fiber ndr) non si è afflosciato perché il governo ha voluto afflosciarlo ma perché evidentemente non ha trovato le condizioni economiche, mancavano delle risorse per fare questa operazione, non c’era la copertura economica”.

Butti: Quanto vale la rete?

“Il governo ha posto delle domande: possiamo sapere quanto vale questa rete? Mi chiedo: ma è un problema o non è un problema se vogliamo affrontare questi temi?”. E’ questo il quesito di fondo che pone Butti. Che aggiunge: “volevamo capire se il progetto aveva l’assenso dell’Europa o meno. Dobbiamo parlare di reti perché ci deve essere una competizione tra operatori, è l’Europa che ce lo chiede”.

Butti afferma ancora che “il governo ha incaricato me e il ministro Urso nelle rispettive competenze di capire meglio la situazione in vista di una operazione strategicamente importante: di rete unica – ricorda – si parla dal 2006, con il piano Rovati, c’era Prodi” premier.

“La rete deve essere unica, pubblica e wholesale only – aggiunge – lo diciamo da anni, tutti erano contrari. Adesso sono tutti d’accordo. Questa per noi è una grande vittoria ed è su questo che dobbiamo lavorare”.

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