Spettro radio

5G, in Finlandia gara chiusa a 77 milioni. In Italia asta alle stelle. Il confronto fra paesi Ue

Differenza abissale fra la spesa degli operatori in Finlandia per la banda 3.4-3.8 Ghz e quella in corso nostro paese, con uno scontro all’ultimo rilancio per la banda gemella 3700 Mhz.

di Paolo Anastasio | @PaoloAnastasio1 |

Si è chiusa con incassi complessivi per 77 milioni di euro l’asta 5G in Finlandia, dove i tre operatori del paese scandinavo si sono equamente aggiudicati 130 Mhz a testa nella banda pioniera 3410-3800 Mhz. Telia Finland si è aggiudicata il lotto A in banda 3410–3540 MHz per un controvalore di 30 milioni 258 mila euro, Elisa si è assicurata il lotto B in banda 3540–3670 MHz per 26 milioni 347mila euro e DNA si è assicurata il lotto C in banda 3670-3800 Mhz per 21 milioni di euro.

Le frequenze saranno disponibili dal primo gennaio 2019, con licenze d’uso fino al 2033.

 

I valori della banda finlandese

La parte bassa della banda si è rivelata leggermente più cara del resto della banda a gara finlandese, c’è poi da notare che Elisa è il primo operatore del paese per numero di abbonati e che Telia ha quindi deciso di attaccare la sua leadership puntando e aggiudicandosi le frequenze più pregiate per posizionarsi in pole position in vista del 5G.

La Finlandia è certamente un paese molto più piccolo dell’Italia, per dimensioni e numero di abitanti (circa 4 milioni quelli del paese scandinavo a fronte dei 60 milioni del nostro paese). L’incasso di 77 milioni di euro per le casse di Helsinki non è lontanamente commensurabile con quello di Roma, dove la gara 5G impazza e ha superato 6,2 miliardi di euro. Infine, in Finlandia c’erano tre operatori in lizza per tre lotti di spettro disponibili.

Resta il fatto che per 390 Mhz di spettro nella banda pioniera 3.4-3.8 Ghz in Finlandia si sono spesi complessivamente 77 milioni, a fronte dei 4 miliardi offerti ad oggi dagli operatori Tim, Vodafone, Wind Tre e Iliad in Italia per 200 Mhz di spettro nella banda gemella 3.6-3.8 Ghz. Una differenza abissale, su cui incide certamente la concorrenza fra i player di casa nostra e la configurazione dei lotti (80-80-20-20) che spinge l’asta al rialzo. Di certo, anche le prospettive di guadagno in un mercato di 60 milioni di abitanti non sono le stesse di un paese con 4 milioni di abitanti.

 

Asta 5G, paesi Ue a confronto

Estendendo il paragone ad altri paesi europei, più vicini all’Italia per numero di abitanti e mercato del mobile, si nota che in banda 3700 Mhz (la più ambita, su cui gli operatori si stanno sfidando all’ultimo rilancio) le offerte avanzate dagli operatori in Italia hanno già superato di dieci volte la base d’asta, fissata a 159 milioni per ognuno dei due lotti da 80 Mhz e 40 milioni per ognuno dei due lotti da 20 Mhz a gara.

Facendo un calcolo sul prezzo per Mhz per singolo abitante, in Italia gli operatori hanno già superato quota 30 centesimi. Si tratta di una somma doppia rispetto a quanto pagato nel Regno Unito, quattro volte superiore a quella pagata dagli operatori in Spagna nell’asta di luglio e sempre quattro volte di più del prezzo pagato in Finlandia.

Secondo i dati di Barclays menzionati dal Sole 24 Ore relativi ai valori dell’asta italiana di venerdì scorso, quando le offerte in banda 3700 Mhz avevano raggiunto quota 3,8 miliardi, il costo per Mhz per singolo abitante era di 0,31 centesimi, a fronte di 0,05 centesimi dell’asta spagnola e più del doppio dell’asta britannica, pari a 0,14 centesimi per Mhz/abitante che finora era stata la più dispendiosa.

Il valore superiore ai 6 miliardi raggiunto dall’asta 5G in Italia è comunque colossale, anche se siamo ancora lontani dai 50 miliardi spesi dagli operatori tedeschi nel 2000 per le frequenze 5G, come ricorda oggi Les Echos, che ha dedicato oggi un articolo al “panico” di rilanci nel nostro paese.

Per saperne di più su: 5G

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