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5G, a Boris Johnson (da domani premier Uk) la decisione su Huawei

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Spetterà a Boris Johnson, che da domani sarà il nuovo premier britannico e quindi anche a capo del National Security Council, la decisione finale sul ruolo che Huawei può svolgere nella costruzione delle reti mobili 5G in Gran Bretagna.

Ad aprile il National Security Council, presieduto allora da Theresa May, aveva deciso un ‘accesso limitato’ alla tlc cinese: “può fornire antenne ed altre infrastrutture ‘non core’, ma in questi giorni era atteso il verdetto finale da parte del Governo, ma ieri ha annunciato di attendere prima il cambio alla guida dell’esecutivo Uk.

“Una decisione finale sul ruolo che Huawei può svolgere nella costruzione delle reti mobili 5G in Gran Bretagna sarà lasciata al nuovo primo ministro, hanno riferito ieri i deputati”, riporta il The Daily Telegraph.

Inoltre Jeremy Wright, il segretario per la Cultura e il digitale, ha affermato che “sarebbe sbagliato prendere decisioni specifiche su Huawei mentre la posizione degli Stati Uniti sulla società cinese è rimasta poco chiara”. Infatti il primo luglio scorso a Osaka c’è stato un dietrofront di Donald Trump nei colloqui avuti con Xi Jinping: “Huawei potrà tornare ad acquistare i prodotti dai fornitori americani, a patto che non ci siano grandi problemi con la sicurezza nazionale”, ha detto Trump.

Comunque sempre ieri, Wright ha presentato le strategie per migliorare gli standard e le pratiche di sicurezza nel settore delle telecomunicazioni del Regno Unito, anche nelle nuove reti 5G e in banda larga con la vera fibra. Le proposte includono una nuova legislazione per applicare requisiti di sicurezza più rigorosi nel settore delle telecomunicazioni e proteggere il Regno Unito dalle eventuali minacce.

Alla base della Supply Chain Review una serie di nuovi requisiti di sicurezza delle telecomunicazioni. Sotto la supervisione di Ofcom e Governo, gli operatori di telecomunicazioni dovranno progettare e gestire le proprie reti per soddisfare i nuovi standard. Saranno inoltre soggetti a una rigorosa supervisione nell’ambito dei loro processi di acquisizione e gestione dei contratti.

Gli operatori dovranno inoltre collaborare molto più strettamente con i fornitori per garantire che vi siano test di affidabilità adeguati per apparecchiature, sistemi e software.

In attesa di vedere la reazione concreta degli Usa nei confronti di Huawei, il ban effettivo scatta il 19 agosto (salvo proroghe), anche Uk prende tempo e ora spetta al neopremier Johnson decidere sia il quadro normativo in cui inserire il piano presentato dal Dipartimento per il digitale sia la posizione da prendere sul ruolo della società cinese nella realizzazione delle reti 5G in Gran Bretagna, dove Huawei ha già realizzato con BT, EE, Vodafone le prime reti con la tecnologia mobile di quinta generazione.

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