i numeri

2030, il decennio dell’elettricità tra rinnovabili, nucleare e la spinta dei data center

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L’energia elettrica e le sue infrastrutture diventeranno fattori chiave per la competitività dei singoli Paesi e per giocare la partita della decarbonizzazione. Vince chi investe di più in reti e soluzioni green.

L’Età dell’Elettricità: perché la domanda globale corre e i data center ne sono il nuovo baricentro

La domanda mondiale di energia elettrica sta entrando in una fase di espansione strutturale. Non si tratta più di un semplice rimbalzo ciclico legato alla crescita economica, ma di un cambiamento profondo nel modo in cui produciamo, consumiamo e digitalizziamo l’energia, soprattutto in relazione alla crescita delle infrastrutture digitali, dove emerge chiaro il ruolo dei data center.

L’International Energy Agency (IEA), nel suo ultimo rapporto Electricity 2026, prevede che la domanda globale di elettricità crescerà in media di oltre il 3,5% all’anno fino al 2030, a un ritmo almeno 2,5 volte superiore rispetto alla domanda complessiva di energia primaria.

Siamo ufficialmente entrati nell’“Age of Electricity”. E i data center – spinti soprattutto dall’avanzata poderosa dell’intelligenza artificiale – ne sono uno dei motori principali.

Un trend che potrebbe segnare record assoluti anche nel decennio che va dal 2030 al 2040, quando la domanda globale di elettricità è stimata raggiungere i 13.300 terawattora (TWh), ovvero quasi l’equivalente dell’attuale consumo di elettricità di Cina e Stati Uniti messi insieme.

I data center rimarrebbero il fattore determinante nella crescita della domanda di energia. Entro il 2035, il consumo di elettricità dei data center a livello globale è atteso eguagliare il fabbisogno energetico delle grandi economie.

Una crescita senza precedenti: industria, mobilità elettrica e AI

Secondo l’IEA, l’incremento dei consumi elettrici nei prossimi anni sarà trainato da quattro grandi fattori:

  • maggiore elettrificazione dei processi industriali;
  • diffusione dei veicoli elettrici;
  • aumento dell’uso di climatizzazione (soprattutto nei Paesi emergenti);
  • espansione dei data center e delle applicazioni di intelligenza artificiale.

Se in passato la crescita della domanda era concentrata quasi esclusivamente nelle economie emergenti, oggi anche le economie avanzate tornano a registrare un aumento dei consumi dopo oltre 15 anni di stagnazione. Entro il 2030, i Paesi industrializzati contribuiranno per circa un quinto alla crescita complessiva della domanda elettrica globale.

L’IEA stima che l’aumento dei consumi da qui al 2030 sarà equivalente all’ipotetica aggiunta di due volte i consumi dell’Unione europea al sistema elettrico mondiale. Una trasformazione di scala epocale.

Il mix di generazione cambia: rinnovabili e nucleare al 50%

Per soddisfare questa domanda crescente, la produzione elettrica dovrà espandersi in modo significativo. Il dato più rilevante riguarda la transizione del mix energetico:

  • le rinnovabili, trainate da un dispiegamento record del solare fotovoltaico, stanno per superare il carbone come prima fonte di generazione globale.
  • il nucleare ha raggiunto un nuovo record di produzione.
  • entro il 2030, rinnovabili e nucleare insieme rappresenteranno circa il 50% della produzione elettrica mondiale, rispetto al 42% attuale.

Parallelamente, anche il gas naturale continuerà a crescere, soprattutto negli Stati Uniti e in Medio Oriente, dove sostituisce progressivamente il petrolio nella generazione elettrica. Il carbone, invece, perderà terreno, tornando ai livelli del 2021 entro la fine del decennio.

Un risultato significativo è che, nonostante l’aumento dei consumi, le emissioni globali di CO2 del settore elettrico sono attese rimanere sostanzialmente stabili fino al 2030, grazie alla maggiore penetrazione delle fonti a basse emissioni.

Il collo di bottiglia delle reti elettriche

Ma la vera sfida non è solo produrre più energia: è trasportarla e gestirla.

Oggi oltre 2.500 gigawatt di progetti – tra rinnovabili, sistemi di accumulo e grandi carichi come data center – sono bloccati nelle code di connessione alle reti elettriche. Senza un’accelerazione negli investimenti infrastrutturali, la crescita rischia di essere frenata.

L’IEA sottolinea che gli investimenti annuali nelle reti dovranno aumentare del 50% entro il 2030 e che le tecnologie di potenziamento delle reti e riforme regolatorie potrebbero consentire l’integrazione di circa 1.600 GW di progetti in tempi relativamente brevi.

In parallelo, si registra una forte crescita dei sistemi di accumulo a batteria su larga scala, fondamentali per gestire un sistema sempre più dipendente da fonti intermittenti come solare ed eolico.

Il ruolo crescente dei data center

In questo scenario già molto dinamico, i data center rappresentano una variabile decisiva.

Secondo Gartner, il consumo elettrico globale dei data center passerà da 448 TWh nel 2025 a 980 TWh nel 2030: più del doppio in soli cinque anni. Si tratta di una crescita impressionante, con un aumento del 16% già nel 2025.

Il principale responsabile? I server ottimizzati per l’intelligenza artificiale. Il loro consumo elettrico è destinato a quintuplicare: da 93 TWh nel 2025 a 432 TWh nel 2030.

Se oggi rappresentano il 21% dei consumi dei data center, nel 2030 arriveranno al 44%, coprendo il 64% della crescita incrementale della domanda del settore.

L’AI, dunque, non è solo una rivoluzione digitale: è anche una rivoluzione energetica.

Geografia dell’energia digitale: USA e Cina in testa

Stati Uniti e Cina guideranno la crescita della domanda elettrica dei data center, rappresentando oltre due terzi del consumo globale del settore.

Negli Stati Uniti, il peso dei data center sul consumo elettrico totale regionale passerà dal 4% nel 2025 al 7,8% nel 2030. In Europa, la quota salirà dal 2,7% al 5%.

La Cina, grazie a infrastrutture pianificate in modo più centralizzato e a server più efficienti, appare meglio posizionata per integrare questa crescita senza destabilizzare il sistema elettrico.

La partita si vince sulla sostenibilità energetica dei data center

L’attuale modello, fortemente dipendente dai combustibili fossili per la generazione on-site, non è sostenibile nel lungo periodo. Nel breve termine, il gas naturale rimarrà la fonte principale per alimentare nuovi data center, soprattutto per garantire affidabilità e rapidità di connessione.

Tuttavia, entro 3-5 anni si prevede una rapida espansione dei sistemi di accumulo (BESS) per bilanciare la variabilità di solare ed eolico.

Guardando alla fine del decennio, stanno emergendo soluzioni più strutturali, come idrogeno verde, microreti geotermiche, piccoli reattori modulari nucleari (SMR).

Queste tecnologie potrebbero diventare alternative concrete per l’alimentazione delle “microgrid” dedicate ai grandi campus digitali, anche se oggi restano limitate da costi iniziali elevati e complessità autorizzative.

Già oggi i numeri ci dicono che i data center a trazione green stanno crescendo. Le fonti rinnovabili (eolico, solare, idro) passeranno dal 27% al 50% dell’elettricità per data center, richiedendo +450 TWh di generazione extra entro 2035. Nonostante diversità regionali evidenti, secondo precedenti studi IEA, è evidente che le strategie delle tech company sono sempre più rivolte ad un’espansione rapida di solare/eolico nelle infrastrutture digitali e per aumentare la competitività e abbattere i costi.

Un equilibrio delicato tra crescita, prezzi e sicurezza

L’espansione della domanda elettrica pone anche una questione di accessibilità economica. In molti Paesi, i prezzi dell’elettricità sono cresciuti più rapidamente dei redditi dal 2019, con impatti su famiglie e imprese.

Inoltre, sistemi elettrici più digitalizzati e interconnessi sono anche più esposti a eventi climatici estremi, cyberminacce e vulnerabilità infrastrutturali.

Modernizzare le reti, rafforzare la resilienza e migliorare la flessibilità operativa sarà tanto importante quanto aumentare la capacità installata.

L’energia è il nuovo “collo di bottiglia” dell’economia digitale?

La crescita dei data center e dell’intelligenza artificiale sta trasformando l’elettricità in un fattore strategico centrale per lo sviluppo tecnologico globale. Non è più solo un costo operativo: è una variabile geopolitica, industriale e infrastrutturale.

Nei prossimi anni, la competizione non si giocherà solo sulla potenza di calcolo o sugli algoritmi, ma anche sulla capacità dei sistemi elettrici di fornire energia affidabile, flessibile e a basse emissioni.

Chi saprà integrare infrastrutture digitali ed energetiche in modo efficiente avrà un vantaggio competitivo decisivo nell’economia dell’AI.

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