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Zuckerberg intende testimoniare davanti al Congresso Usa, Arresto di Puigdemont, Trump vuole far costruire il muro con il Messico al Pentagono

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Facebook, Zuckerberg intende testimoniare davanti al Congresso degli Stati Uniti

28 mar 10:57 – (Agenzia Nova) – Facebook ha reso noto che il suo amministratore delegato, Mark Zuckerberg, intende testimoniare davanti al Congresso degli Stati Uniti. Tre commissioni del Congresso hanno invitato negli scorsi giorni Zuckerberg a testimoniare, tra cui la commissione Giustizia del Senato che terra’ il 10 aprile un’audizione sulla privacy dei dati. Non e’ chiaro – scrive il “Washington Post” – a quante audizioni partecipera’ Zuckerberg e di quali commissioni. Un portavoce per la commissione Commercio ed energia della Camera, un’altra delle commissioni che ha invitato Zuckerberg a presentarsi in udienza, ha detto che l’amministratore delegato non ha confermato la sua presenza. “La commissione continua a lavorare con Facebook per stabilire un giorno e un’ora per la testimonianza di Zuckerberg”, ha detto la portavoce, Elena Hernandez.

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Messico, Cepsa e Repsol collaborano con Pemex per aggiudicarsi un’asta petrolifera

28 mar 10:57 – (Agenzia Nova) – Le compagnie petrolifere spagnole Cepsa e Repsol, in collaborazione con la Petroleo Mexicanos (Pemex), si sono aggiudicate ieri la seconda tornata di gare nell’asta petrolifera del paese centroamericano. Lo riferiscono i quotidiani spagnoli “El Pais” e l’economico “Expansion”, che aggiungono come le compagnie petrolifere spagnole abbiano primeggiato: la Repsol ha ottenuto da sola due aree esplorative di idrocarburi nelle acque profonde del Golfo del Messico, mentre la Cepsa potra’ esplorare altri tre blocchi in consorzio con la compagnia petrolifera statale Pemex e la tedesca Deutsche Erdoel. In totale, sono stati aggiudicati 16 blocchi in acque superficiali che rappresentano investimenti per 8,6 miliardi di dollari. Tra le compagnie straniere vincitrici figurano anche la Premier Oil del Regno Unito, l’italiana Eni, la russa Lukoil e l’argentina Pan American Energy. Delle 35 aree di acque poco profonde offerte dal governo messicano, solo 16 blocchi sono stati finora assegnati.

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Usa, “Washington Post”: Trump vuole far costruire il muro con il Messico al Pentagono

28 mar 10:57 – (Agenzia Nova) – Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha detto spesso che il Messico avrebbe pagato per un muro lungo il confine meridionale, come ha chiesto la presidenza nel 2016. Ora il presidente sta spingendo l’Esercito statunitense a finanziare la costruzione del muro di confine, avvalendosi dei massicci aumenti che la nuova legge di spesa garantisce al Pentagono. Lo riporta la “Washington Post”, spiegando che il presidente Usa ha iniziato a suggerire che il Pentagono potrebbe finanziare la costruzione della barriera di confine, citando rischi per la “sicurezza nazionale”. Trump avrebbe sottolineato che il settore della difesa ha ottenuto cosi’ tanto denaro dalla legge di bilancio firmata la scorsa settimana che il Pentagono potrebbe certamente permettersi il muro. Il Pentagono ha ricevuto circa 700 miliardi di dollari dalla legge, che Trump ha ripetutamente etichettato come “storica”.

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Spagna, PdeCat: il Cni riveli al Congresso i dettagli dell’arresto di Puigdemont

28 mar 10:57 – (Agenzia Nova) – Il Partito democratico europeo catalano (PdeCat) ha inviato una richiesta scritta al Congresso per chiedere l’apparizione del direttore generale del Centro di Intelligence nazionale (Cni)Felix Sanz Roland, e del ministro dell’Interno Juan Ignacio Zoido per fornire spiegazioni circa l’operazione che ha portato all’arresto dell’ex presidente catalano Carles Puigdemont. Lo riferisce il quotidiano spagnolo “Abc” che aggiunge come il PdeCat chieda che i dettagli dell’operazione vengano spiegati direttamente davanti alla commissione Interni, le cui sessioni vengono trasmesse pubblicamente a tutti i cittadini. In particolare, il PdeCat vorrebbe sapere se gli agenti spagnoli hanno partecipato o contribuito all’arresto, sia attraverso attivita’ di follow-up che di identificazione, e se il Cni avesse predisposto un dispositivo di localizzazione per controllare l’ex presidente catalano ed eventualmente da quando questo fosse operativo.

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Gran Bretagna, il governo interviene nella battaglia per il controllo dell’industria metalmeccanica Gkn

28 mar 10:57 – (Agenzia Nova) – Lo straordinario intervento diretto del governo britannico ha fatto esplodere la battaglia in corso per il controllo del gruppo metalmeccanico Gkn, la maggiore scalata ostile registrata in Gran Bretagna da almeno un decennio. Lo riporta il quotidiano “The Times”, spiegando che Gkn e’ un’industria che produce componenti di aerei per conto di societa’ aeronautiche del calibro di Boeing ed Airbus, parti di motori per Rolls-Royce e componenti auto per Volkswagen, Ford e Jaguar Land Rover: quotata alla borsa di Londra, ha un volume d’affari annuo di 10 miliardi di sterline (circa 11,4 miliardi di euro, ndr) ed impiega oltre 50 mila dipendenti, 6 mila dei quali in Gran Bretagna. Precipitata nel caos a causa dello scontro interno ai suoi vertici manageriali avvenuto nello scorso autunno, all’inizio del 2018 Gkn e’ stata presa di mira dalla conglomerata Melrose specializzata in acquisizione, risanamento e rivendita di aziende in difficolta’ con un offerta in contanti ed azioni: l’attuale management ha rifiutato e tentato di organizzare contromosse, ma la questione e’ presto diventata una patata bollente a livello politico, con molti parlamentari che hanno chiesto ad entrambe le parti in lotta di difendere la “britannicita’” dell’azienda ed i suoi livelli occupazionali. Ed ecco infine il colpo di scena: a poche ore da una decisiva assemblea degli azionisti che all’ora di pranzo di domani giovedi’ 29 marzo dovra’ decidere se accettare o meno la scalata, il governo britannico e’ intervenuto a gamba tesa nella contesa. Il sottosegretario all’Industria Greg Clark ha reso pubblico uno scambio di lettere da cui si evince che Melrose ha accettato di rispettare una serie di impegni sul futuro di Gkn: la societa’ continuera’ ad essere quotata alla Borsa di Londra, la sua sede restera’ nella City, saranno garantiti il fondo pensioni, i livelli occupazionali e gli impegni con i fornitori ed i clienti; soprattutto, Melrose si e’ impegnata a non vendere la sezione aeronautica e spaziale per i prossimi cinque anni senza il permesso del governo britannico. Questi impegni sembrano in grado, scrive il “Times”, di modificare sensibilmente l’orientamento degli azionisti di Gkn che sin qui sembravano in stragrande maggioranza orientati a rifiutare l’offerta di acquisto. Ad aumentare l’incertezza infine e’ arrivata una dichiarazione in Parlamento del sottosegretario Clark, secondo cui l’esito dello scontro in corso potrebbe comunque essere bloccato dal governo, che invocherebbe “ragioni di sicurezza nazionale”. La battaglia continua …

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Francia, il presidente Macron punta sull’unita’ del paese per far fronte alla minaccia terroristica

28 mar 10:57 – (Agenzia Nova) – Per contrastare la minaccia terroristica il presidente francese Emmanuel Macron, “scommette sull’unita’ della nazione”. E’ quanto afferma “Le Figaro”, ricordando che oggi a Parigi si terra’ l’omaggio nazionale a Arnaud Beltrame, il tenente colonnello rimasto ucciso nell’attentato di venerdi’ a Tre’bes. Nel suo elogio funebre Macron molto probabilmente fara’ appello “all’unione popolare”. Per questo l’Eliseo ha deciso di aprire l’Hotel des Invalides, dove si terra’ la cerimonia, al pubblico. “Dopo l’emozione arrivera’ la riflessione” scrive il quotidiano, evocando un “lavoro di ampio respiro” da parte delle istituzioni per combattere contro la minaccia terroristica. Il ministro dell’Economia, Bruno le Maire, parla di una “lotta culturale” che deve essere condotta prima di tutto nelle scuole e non solamente nei quartieri. Macron vuole posizionarsi al di sopra delle critiche portare dall’opposizione. “Dopo aver consacrato l’inizio de quinquennio ai dossier economici e sociali, il capo di Stato e’ ormai atteso sul terreno de sociale” scrive il quotidiano. Tra i punti piu’ importanti c’e’ la riorganizzazione dell’Islam in Francia e il tanto atteso discorso sulla laicita’.

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Francia, accordo tra i supermercati Monoprix e il colosso statunitense Amazon

28 mar 10:57 – (Agenzia Nova) – La catena di supermercati francese Monoprix, appartenente al gruppo Casino, ha stretto un’alleanza con Amazon, diventando cosi’ il primo distributore francese a siglare un accordo con il colosso statunitense dell’e-commerce. Lo riporta la stampa transalpina. Amazon avra’ l’opportunita’ di proporre un programma di fidelizzazione che permettera’ ai clienti di accedere on linea a una serie di prodotti. In questo modo potra’ rafforzare l’offerta alimentare gia’ proposta da Amazon Prime now. Per il momento resta sconosciuta la data del lancio ufficiale dell’iniziativa. In compenso, si sa che inizialmente il servizio verra’ limitato alla citta’ di Parigi. Secondo “Les Echos” il progetto partira’ nel secondo semestre dell’anno. Nella prima fase ci saranno due soli supermercati a gestire gli ordini effettuati su Amazon Prime now. I clienti avranno una boutique virtuale Monoprix che proporra’ tra i 5mila e i 10mila prodotti, con gli stessi prezzi del sito monoprix.fr. Il picking sara’ realizzato da Monoprix, mentre la consegna verra’ affidata ad Amazon. Prima di siglare questo accordo il marchio statunitense e’ entrato in contatto con altri distributori alimentari come System U e Leclerc. Quest’ultimo ha fatto sapere di aver rinunciato a causa della commissione del’8 per cento imposta da Amazon.

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Germania, caso Skripal: Gabriel critica indirettamente l’espulsione dei diplomatici russi

28 mar 10:57 – (Agenzia Nova) – L’ex ministro degli Esteri tedesco Sigmar Gabriel (Spd), che e’ tornato ad essere un “comune” parlamentare socialdemocratico, e’ tornato ad esprimersi in pubblico tramite un tweet, pubblicato nel pieno della crisi internazionale con la Russia per l’avvelenamento nel Regno Unito dell’ex spia Sergei Skripal. Gabriel ha elogiato l’ex commissario della Ue e suo compagno di partito Guenter Verheugen (Spd) per le sue critiche alle espulsioni dei diplomatici russi. “Il commento di Guenter Verheugen mostra coraggio e assennatezza”, ha scritto Gabriel. Verheugen aveva detto che contro la Russia, “in generale, le sanzioni dovrebbero essere basate sui fatti e non su supposizioni”. Inoltre aveva proseguito dicendo che l’atteggiamento dell’Europa e degli Usa, che punta ad imputare a Putin e ai russi qualunque problema, “e’ una forma di avvelenamento del pensiero che deve finire”. I commenti di Gabriel sono interessanti anche nel contesto del suo partito. Il ministro degli Esteri Heiko Maas (Spd), che ha assunto la carica il 14 marzo, aveva dichiarato, dopo la decisione di espellere i diplomatici, di non averla assunta alla leggera. I fatti e le prove circostanziali nel caso Skripal hanno indicato la Russia come responsabile, aveva affermato Maas, e inoltre, il governo russo finora non ha risposto a nessuno degli addebiti di Londra, che pero’ non ha reso pubblico alcun dettaglio in merito alla vicenda. Alla consegna del mandato al suo successore, Gabriel aveva espresso fiducia in merito al futuro ruolo di Maas come capo della diplomazia tedesca. Il suo tweet, pero’, suona come una critica. Anche il vice presidente del gruppo parlamentare dell’Spd, Rolf Muetzenich, ha messo in discussione la decisione del governo: “L’espulsione di quattro diplomatici russi e’ affrettata ed e’ i criteri politici che dovrebbero essere applicati per l’attacco contro Skripal sono stati ignorati”, ha dichiarato al quotidiano “Die Welt”. Anche all’interno della Ue non c’e’ unanimita’: Grecia, Portogallo, Belgio e Austria hanno rifiutato di espellere diplomatici russi. Il cancelliere austriaco Sebastian Kurz ha dichiarato a Vienna: “Pensiamo che la decisione sia corretta, ma non parteciperemo”.

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Germania, immigrazione: il governo contesta all’Italia lo scarso rispetto delle norme di Dublino

28 mar 10:57 – (Agenzia Nova) – La Germania lo scorso anno ha rimpatriato circa 15.000 persone provenienti da paesi esterni all’area Schengen. Questo e’ quanto risulterebbe dalle risposte del governo ad un’interrogazione parlamentare da parte della Linke. Secondo il cristiano democratico Stephan Harbarth (Cdu), il numero dei rimpatri e’ stato “migliore di quanto non lo sia la sua reputazione, nel rispetto della legge”. Il cosiddetto piano generale del ministro dell’Interno, il cristiano sociale Horst Seehofer (Csu), prevede un prolungamento della detenzione e l’espatrio, ha sostenuto Harbarth. Cio’ richiede “necessariamente un aumento dei posti di detenzione temporanea. I 400 posti che abbiamo in Germania non sono chiaramente sufficienti”, ha sottolineato il politico dell’Unione. Il deputato della Cdu ha inoltre criticato l’Italia per la sua scarsa cooperazione: “Il vero scandalo e’ che molti paesi della Ue rendano impossibile l’attuazione delle regole di Dublino a causa dei lunghi tempi di attuazione. Ad esempio l’Italia lo scorso anno ha ammesso 23.000 richieste di rimpatrio dalla Germania, ma ne ha accolte solo 2.100. Ora e’ piu’ facile rimpatriare qualcuno in Marocco che in Italia”, ha sentenziato il politico tedesco. In base alle regole di Dublino i rifugiati dovrebbero essere gestiti dal paese sul quale hanno messo piede per la prima volta.

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Ecco perche’ ai mercati piace lo stallo politico

28 mar 10:57 – (Agenzia Nova) – Ai mercati lo stallo politico non dispiace affatto e questo spiega perche’ negli ultimi due anni gli investitori non abbiano fatto una piega davanti a eventi come l’inaspettata Brexit, il sorprendente risultato delle elezioni presidenziali negli Stati Uniti e in Francia, i negoziati tra i partiti in Germania e in Olanda durati mesi prima di arrivare alla formazione di un governo e da ultimo il problematico esito delle recenti elezioni in Italia. La questione e’ stata affrontata dal quotidiano economico britannico “The Financial Times” in un articolo dell’opinionista Ken Fisher, specializzato in investimenti finanziari individuali, il quale cerca di spiegare cio’ che molti commentatori faticano a capire: come mai le Borse salgano e i tassi obbligazionari restino stabili nonostante le turbolenze politiche nei maggiori paesi occidentali. Il caso italiano, secondo Ken Fisher, e’ emblematico: il listino azionario alla Borsa di Milano ha continuato ad apprezzarsi e i rendimenti dei titoli di Stato dell’Italia sono rimasti in linea con quelli tedeschi nonostante il fatto che le forze politiche tradizionali siano state sconfitte nelle elezioni del 4 marzo scorso, che hanno dato una ampia vittoria ai partiti anti-sistema e populisti. Lo stallo politico che ne e’ risultato potrebbe presto essere risolto e, secondo l’opinionista del “Financial Times”, i timori suscitati dalla possibile nascita di un governo radicalmente populista tra il Movimento 5 stelle e la Lega sono infondati. Il populismo infatti, ricorda Ken Fisher, non e’ affatto un sistema ideologico uniforme: l’ala sinistra del M5s, ad esempio, non ha niente in comune con la destra “dura” della Lega; per cui anche se riuscissero a formare una coalizione di governo, le divergenze ideologiche tra i due partiti sicuramente precluderebbero il varo di leggi radicali. Tutte le altre possibili combinazioni politiche in Italia, secondo l’autore, sarebbero similmente inefficaci. I media percio’ possono sparare titoli chiassosi quanto vogliono mentre i leader politici si contendono la guida dell’Italia, ne conclude Ken Fisher, ma il risultato finale sara’ con ogni probabilita’ un governo in grado di fare ben poco: insomma, sara’ proprio il familiare “status quo” che ai mercati piace tanto. I mercati guardano avanti e scontano i risultati ancora prima che le elezioni si concludano: se quindi gli investitori, gradualmente e magari inconsapevolmente, si convincono che comunque non ci saranno grandi cambiamenti, le azioni possono solo salire grazie alla magia dello stallo politico.

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