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Wind-3 Italia: fusione più vicina. Il dossier sul tavolo dell’Antitrust Ue

Potrebbe arrivare entro la prossima estate il via libera alla fusione tra Wind e 3 Italia che non dovrebbe incontrare a Bruxelles le stesse resistenze che hanno fatto saltare il merger tra Telenor e TeliaSonera.

I dettagli dell’unione tra il terzo e il quarto sono stati illustrati all’Antitrust europeo dall’ad di Wind, Maximo Ibarra, in un colloquio che aprirà la strada alle valutazioni dei responsabili Ue alla concorrenza.

Dopo il via libera del Governo italiano, che la scorsa settimana ha reso noto che non si avvarrà della Golden Power per bloccare l’accordo, la tappa di Bruxelles rappresenta uno step molto importante in vista del consolidamento del mercato mobile italiano, che potrebbe veder ridurre il numero di operatori da 4 a 3.

Sarà importante  avere il riscontro positivo di Bruxelles, che potrebbe avanzare una richiesta di chiarimenti e, come avvenuto per altre operazioni dello stesso tipo, richiedere una serie di rimedi atti a mantenere alto il livello di concorrenza e non danneggiare i consumatori. Bruxelles, in sostanza, potrebbe chiedere alla nuova entità di cedere una parte di frequenze e capacità di rete a un operatore mobile virtuale.

Diverso il caso danese, dove pure Telenor e TeliaSonera per ottenere l’OK all’operazione si erano impegnate a vendere il 40% della società che sarebbe nata dalla fusione e a cedere contestualmente la controllata Telenor BiBop con i suoi 150 mila utenti.

La fusione danese riguardava il secondo e il terzo operatore sul mercato e avrebbe dato vita al primo operatore per ricavi e numero di utenti. Il timore della Ue era che la nuova entità potesse essere troppo forte economicamente rispetto ai concorrenti TDC e Hi3G e generare un aumento delle tariffe, frenando al contempo l’innovazione.

Wind e 3 Italia sono rispettivamente il terzo e il quarto operatore mobile italiano e dalla loro integrazione nascerà una joint venture con oltre 31 milioni di clienti mobili e 2,8 milioni nel fisso (di cui 2,2 milioni broadband) ed efficienze in termini Capex e Opex  di oltre 5 miliardi di euro.

Stando agli ultimi dati Agcom (che fanno riferimento a dicembre 2014), l’operatore nato dall’unione tra Wind e 3 Italia controllerebbe il 33,6% del mercato, andandosi a collocare in testa al mercato mobile italiano prima di Tim (32,2%) e Vodafone (27,1%).

Quanto ai ricavi legati ai servizi mobili, tuttavia, nel 2014 quelli di Wind si sono attestati a 2,98 miliardi, e quelli di 3 Italia a 1,4 miliardi, mentre quelli di Tim sono stati pari a 4,6 miliardi di euro e quelli di Vodafone a 4,4 miliardi di euro.

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