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Wimbledon, Capitanio (Agcom): “3.750 blocchi di streaming illegale”. Multe fino a 5.000 euro

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Mentre Jannik Sinner si confermava il numero uno a Wimbledon e del tennis mondiale, migliaia di pirati venivano identificati dalla Guardia di Finanza mentre seguivano l’evento sportivo su siti di streaming illegale.

Il Piracy Shield blocca migliaia di siti di streaming illegale durante il torneo di Wimbledon

Mentre milioni di persone seguivano le partite attraverso i canali ufficiali, Piracy Shield, lo scudo antipirateria di Agcom, ha continuato la sua azione di contrasto alla criminalità audiovisiva effettuando durante l’intero torneo, secondo i dati comunicati dai detentori dei diritti, 3.750 blocchi (3.390 FQDN e 360 indirizzi IP)”.

È quanto dichiarato dal commissario Agcom, Massimiliano Capitanio, in un post social all’indomani della vittoria di Jannik Sinner al celebre torneo di tennis di Wimbledon.

Un evento sportivo trasmesso in diretta televisiva e online, seguitissimo in tutto il mondo e in modo particolare in Italia, visto che l’altoatesino Sinner è tornato stabilmente ad essere il numero uno indiscusso del tennis mondiale.

Lo ricorda lo stesso Capitanio: “Jannik Sinner ha chiuso Wimbledon 2026 da campione, conquistando il suo quinto titolo Slam. Un successo che ha contagiato anche chi non si è mai appassionato di tennis, ampliando la platea dei telespettatori e riportando il grande sport al centro dell’attenzione”.

Proprio per questo l’occasione era ghiottissima per i gruppi criminali che sfruttano lo streaming illegale per attrarre sempre nuovo pubblico e quindi generare nuovi guadagni.

Le migliaia di blocchi applicati a un nome di dominio completo (Fully Qualified Domain Name) o FQDN, ha proseguito il commissario Agcom, “raccontano il costante lavoro di Agcom a tutela del diritto d’autore e di tutto ciò che ne deriva in termini di investimenti, posti di lavoro e sostenibilità dell’intero settore audiovisivo”.

E ora arrivano le multe agli utenti dello streaming illegale

Un impegno che l’Autorità porta avanti con continuità, evento dopo evento, ha sottolineato Capitanio, “perché la lotta alla pirateria non si esaurisce con un singolo intervento, ma richiede continuità, rapidità di intervento e strumenti sempre più efficaci”.

Ora, dopo i blocchi, arriva la parte dell’identificazione di tutte le persone coinvolte, compresi gli utenti dei siti pirata che trasmettevano le partite di tennis di Wimbledon senza autorizzazione.

Queste persone, ha precisato Capitanio: “rischiano multe fino a 5000 euro (legge 93/2023) e pesanti azioni di risarcimento da parte dei detentori dei diritti. La Guardia di Finanza ha già sanzionato e sta identificando migliaia di utenti illegali in tutta Italia”.

Non solo, oltre alle sanzioni, questi utenti in realtà hanno anche messo in serio pericolo la sicurezza informatica dei propri account online.

Multe che si vanno a sommare a quelle già inviate ad altre migliaia di persone individuate dalle Fiamme Gialle in diverse operazioni eseguite tra maggio e giugno in Italia e all’estero.

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