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Web e fisco: Google France ha pagato solo 7,7 mln di tasse nel 2013

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Google ha pagato 7,7 milioni di euro di tasse in Francia nel 2013, il 18% in più su base annua ma sempre troppo poco rispetto alla sua reale attività. Non si tratta di ‘fobia amministrativa’ – quella con cui giustifica la propria evasione Thomas Thévenoud, l’ex sottosegretario al Commercio estero francese, costretto a dimettersi perché non pagava le tasse – ma quanto di ottimizzazione fiscale.

Questo complesso sistema di manovre contabili, del tutto legali, messo in piedi ad arte da Google gli ha permesso di pagare solo 7,7 mln di imposte sugli utili registrati lo scorso anno.

Lo riporta Le Figaro, secondo il quale la somma è maggiore del 18% ma resta ancora “molto piccola rispetto alla reale attività” dell’azienda. Dai bilanci emerge che il fatturato è di 231 milioni di euro nel 2013.

In Francia, Google ha una fetta di mercato del 90% nella pubblicità legata al proprio motore di ricerca, un comparto che lo scorso anno è stato stimato dall’Irep in 1,6 miliardi di euro.

L’azienda ribadisce che “rispetta le leggi dei vari Stati in cui opera“, ricordando anche che in Francia ha creato oltre 500 posti di lavoro diretti e che paga l’Iva.

L’azienda ha subito tuttavia nel 2011 una perquisizione dei propri uffici francesi e la scorsa primavera ha ammesso d’aver ricevuto una notifica d’accertamento fiscale da parte delle autorità tributarie d’Oltralpe.

A febbraio si parlava di una multa per Google di circa 1 miliardo di euro, ma ancora non si ha certezza sull’esatto ammontare di questa sanzione.

Nel mirino del fisco, i sistemi usati da Google che, grazie a un passaggio di denaro dai Paesi Bassi alla sua sede di Dublino in Irlanda, riesce a bypassare le tasse, pagandole al minimo. Il sistema è anche noto come ‘panino olandese o doppio irlandese’: la quasi totalità del fatturato di Google dichiarato in Irlanda, dopo un passaggio nei Paesi Bassi attraverso una società intermediaria, viene trasferita nel paradiso fiscale delle Bermude dove ha sede la divisione Google Ireland Holdings.

Il gruppo ha adesso ammesso la procedura aperta in Francia nei propri confronti, aggiungendo, come del resto si evince dai documenti consegnati alla SEC (la Consob americana), d’aver messo da parte delle somme che serviranno proprio per sanare la propria posizione contributiva.

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