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Vorticidigitali. Linkedin, accettare tutte le richieste di collegamento conviene?

Questa è una delle domande che nei miei corsi di formazione mi vengono più spesso fatte ed è per me l’occasione di chiarire alcuni aspetti strategici e risvolti operativi della più nota piattaforma professionale del mondo.

Io accetto tutte le richieste di contatto che non siano chiaramente dei bot: respingo quelle che, per ragioni geografiche e di tipologia, a mio avviso siano prodotte da software volte a servirsi dei miei dati e dei miei collegamenti.

Accetto tutte le restanti richieste perché in questo modo posso avvalermene a mia volta per chiedere contatti: l’uso della ricerca, con tutti suoi filtri (io adoro il filtro “aziende precedenti”), è infatti efficace se sappiamo motivare la richiesta o se ci è possibile servirci di collegamenti intermedi.

In secondo luogo, sono “generoso” nell’accettare il contatto perché questo mi permette di estendere la rete distributiva dei miei post e dei miei articoli e la trasformazione di Linkedin in una piattaforma di contenuti professionali è uno degli aspetti più interessanti del social network.

L’estensione dei formati editoriali disponibili ai video nativi, l’accento dato ai post capaci di produrre più conversazioni e, per quanto riguarda le Pagine, l’Audience Targeting e le Content Suggestions  rappresentano innovazioni rilevanti di Linkedin sul fronte social e sul piano del suo ruolo come an ibere di informazione e di comunicazione.

Se, come è vero, Linkedin serve per fare un appuntamento di lavoro in più non uno in meno, allora il social sellino può trarre grande giovamento dalla qualità dei contenuti e dalla estensione del network.

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