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Vorticidigitali: Dieci cose da chiedere alla web-agency prima che ti consegni il sito

Una serie di richieste non scontate e non tutte intuitive per evitare un sotto-utilizzo del sito, investimenti o sforzi non oculati e possibili perdite di fiducia tra le controparti.

di Andrea Boscaro |

box type=”partner”]Vorticidigitali è una rubrica settimanale a cura di @andrea_boscaro promossa da Key4bizwww.thevortex.it. Per consultare gli articoli precedenti, clicca qui.[/box]

Spesso, facendo il formatore, mi confronto sull’assenza di alcuni dei passaggi qui sotto riportati e che, derivando da un errore di comunicazione tra l’azienda e la web-agency, producono un sotto-utilizzo del sito, investimenti o sforzi non oculati ed infine possibili perdite di fiducia tra le controparti.

 

Per questo è importante che l’azienda, rivolgendosi alla web-agency, chieda prima ancora che il sito venga consegnato le seguenti cose:

 

– che venga creato un account, di proprietà dell’azienda, su Google Analytics e che venga correttamente condiviso – grazie alla funzionalità “Gestione Utenti” – alle figure rilevanti all’interno dell’organizzazione;

– che vengano create “thank you page” adeguate al termine dei diversi processi di navigazione ed ingaggio del lettore (es. download di una brochure, compilazione di un form di contatto) e non solo a seguito di un acquisto online;

– che tali “thank you page” vengano impostate come Obiettivi in Google Analytics;

– che sia stata creata una apposita mappa di redirect tra gli url delle pagine del precedente sito e quelli nuovi così da non subire danni sul fronte dell’indicizzazione in Google;

– che si presti particolare attenzione, in sede di redirect, ai backlink esistenti in Rete;

– che venga creato, implementato e condiviso un account su Google Search Console e che tale servizio venga collegato con Google Analytics;

– che venga sottoposta a Google una sitemap xml per una migliore indicizzazione del progetto;

– che vengano riallineati i diversi link tracciati nelle campagne online;

– che si controllino i link interni al sito perché non si produca, insieme al nuovo sito, anche un problema di link rotti fra i rimandi interni ad un sito;

– che siano verificati i possibili “faulty redirect” da una versione “mobile” (con url tipo m.miosito…) ad una versione responsive.

 

Come vedete gli aspetti non sono pochi e non del tutto intuitivi: è opportuno prestare un’attenzione maniacale al passaggio di consegne fra web-agency e alla migrazione dei siti. Il rischio, come si può immaginare, è però ripartire da zero.

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