La guerra gonfia la bolletta energetica dell’Ue, Von der Leyen: “Potenziare produzione interna di energia pulita”
In soli 60 giorni dall’inizio dal conflitto, avviato da Stati Uniti e Israele contro l’Iran, la bolletta energetica dell’Unione europea è aumentata di oltre 27 miliardi di euro, ha dichiarato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nel suo intervento al Parlamento europeo, sottolineando che al momento “stiamo perdendo quasi 500 milioni di euro al giorno”.
Nel presentare la strategia dell’Unione europea in risposta alla crisi in corso in Medio Oriente e le sue implicazioni sui prezzi dell’energia, la Presidente della Commissione davanti alla plenaria dell’Europarlamento ha affermato che la strada da percorrere è una sola: “dobbiamo ridurre la nostra eccessiva dipendenza dai combustibili fossili importati e potenziare la nostra produzione interna di energia pulita, accessibile e a prezzi contenuti. Dalle energie rinnovabili al nucleare, nel pieno rispetto della neutralità tecnologica”.
“Integrare tecnologie digitali, elettrificazione e efficienza energetica”: l’autonomia energetica europea passa per l’elettrificazione
Una sola misura standard per tutti praticamente non esiste, ha precisato von der Leyen, ogni Stato membro nel tempo ha sviluppato un proprio mix energetico, sarebbe quindi inutile, dispendioso e divisivo imporre “una soluzione unica” a tutti i partner europei. Bruxelles però ha pensato a tre misure chiave da declinare in 27 percorsi, per così dire: un maggiore coordinamento tra Stati membri, in particolare per gli acquisti comuni di carburanti e tecnologie; pacchetti di aiuti mirati esclusivamente a famiglie e imprese in difficoltà reale, evitando sprechi e aumenti indiscriminati della domanda energetica; integrare tecnologie digitali, elettrificazione ed efficienza energetica per ottimizzare consumi e ridurre sprechi.
Von der Leyen ha ricordato che nell’attuale bilancio europeo “abbiamo stanziato quasi 300 miliardi di euro per l’energia, di cui 95 miliardi sono ancora disponibili. Utilizziamoli per realizzare la transizione all’elettricità, non solo nei trasporti, ma anche nell’industria e nel riscaldamento. Non si tratta solo di accessibilità economica e competitività, ma anche di sicurezza economica. Pertanto, in un’ottica di indipendenza europea, questo è il momento di elettrificare l’Europa”.
Entro l’estate 2026 un Piano d’azione europeo per l’elettrificazione
L’autonomia energetica europea, per la Commissione, passa quindi per l’elettrificazione e per questo scopo a dicembre 2025 era stato proposto il Pacchetto Reti, che aveva l’obiettivo di elevare, innovare e rendere più resiliente l’intera infrastruttura di rete energetica, proprio per adeguarla all’obiettivo di elettrificare i consumi e la produzione.
La scorsa settimana, a Cipro, Parlamento e Consiglio europeo hanno concordato l’accelerazione dei negoziati su questo, proprio per arrivare entro l’estate 2026 alla presentazione di Piano d’azione europeo per l’elettrificazione.
Per finanziarie le priorità della casa comune europea servono tasse europee
Ovviamente, per fare tutto questo servono nuove risorse economiche e finanziarie. Ma dove trovare nuovi soldi? Von der Leyen ripropone la soluzione che a pochissimi piace in Europa di avviare un sistema di “entrate interne” stabili e durature, in altre parole istituire delle tasse europee per investire risorse sempre fresche nelle nuove priorità della casa comune europea.
“Dal 2028 in poi, l’UE inizierà a rimborsare NextGenerationEU – ha dichiarato von der Leyen – dobbiamo investire di più nelle nostre nuove priorità: competitività europea, difesa, sicurezza, ecc.; vogliamo sostenere i finanziamenti per le priorità di lunga data dell’UE: PAC, politica di coesione; e vogliamo tenere sotto controllo i contributi nazionali. In tal caso, l’equazione di bilancio è chiara: nuove risorse proprie sono indispensabili”.
Una strategia che la Commissione prova a far passare nonostante l’ostilità degli Stati membri dell’Unione per trovare almeno 1,2 trilioni di euro a sostegno del prossimo bilancio settennale dell’UE (MFF 2028-2034), che equivale all’importo dell’attuale bilancio di base dell’Unione (2021-2027), quindi una stima probabilmente vecchia e inadeguata rispetto alle attuali necessità, anche perché proposta a luglio 2025, momento storico in cui la guerra con l’Iran non era iniziata.
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