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Von der Leyen: “Presto il 28° regime, un’impresa si attiva online in 48 ore”

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Ursula von der Leyen a Davos: “Si potrà registrare una società in qualsiasi Stato Ue entro 48 ore, completamente online

Presto presenteremo il nostro 28° regime. L’obiettivo finale è creare una nuova struttura societaria autenticamente europea. La chiameremo EU Inc”.

I dati come i capitali si spostano alla velocità della luce, letteralmente. Le nuove infrastrutture di comunicazione trasferiscono informazioni, conoscenza e risorse economico-finanziarie all’istante. Le imprese devono calarsi in questo nuovo contesto e siamo già in ritardo, è un tema che andava forse affrontato per tempo.

Su questo, la Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha dato delle indicazioni chiare nel suo intervento a Davos, in occasione del World Economic Forum, annunciando la proposta di un 28° regime europeo per le imprese e si chiamerà “Eu inc”.

Abbiamo bisogno di un insieme di regole unico e semplice, che si applichi senza soluzione di continuità in tutta l’Unione europea”. In questo modo, ha spiegato la Presidente della Commissione, “le imprese potranno operare in tutti gli Stati membri molto più facilmente” e gli “imprenditori potranno registrare una società in qualsiasi Stato membro entro 48 ore, completamente online”.

Le imprese godranno del medesimo regime patrimoniale in tutta l’Unione e questo perché, ha sottolineato la von der Leyen, “abbiamo bisogno di un sistema che consenta alle aziende di operare e ottenere finanziamenti senza soluzione di continuità in tutta Europa”.           

L’obiettivo è fare in modo che le imprese europee operino “con la stessa facilità con cui lo fanno in mercati uniformi come gli Stati Uniti o la Cina”, un modo per aiutare l’intero ecosistema imprenditoriale e attirare investimenti da tutto il mondo.

Che cos’è il 28° regime

Il 28mo regime, come spiegato a suo tempo da Enrico Letta e Mario Draghi, è finalizzato alla nascita di una riforma comunitaria favorevole all’ecosistema delle startup europee, attraverso due strumenti:

un perimetro di normativa societaria univoca (e semplificata) per la raccolta dei capitali da parte di investitori internazionali, creando una alternativa alla costituzione in Delaware che oggi è una sorta di standard e, sempre sul tema delle partecipazioni societarie, a gestire in modo univoco le stock option per dipendenti e collaboratori che sono centrali nelle startup finanziate dal venture capital;

una persona giuridica unica pan-europea serve per approcciare i 27 mercati nazionali senza dover costituire subsidiaries locali.

Ma gli aspetti fiscali e giuslavoristici, verrebbero mantenuti a livello nazionale nello Stato in cui la società pan-europea avesse la base principale. Un po’ simile all’ essere cittadini con passaporto UE, poi residenti in uno degli Stati membri.

La priorità: “Investiremo in sicurezza e indipendenza energetica

Altri punti chiave del discorso della von der Leyen sono in realtà due vulnerabilità vive dell’Unione, soprattutto per alcuni Paesi membri.

Riguardo a investimenti e capitali, la Presidente della Commissione ha annunciato: “Stiamo costruendo l’Unione del Risparmio e degli Investimenti”. Una misura che sulla carta consentirà alle imprese di trovare i finanziamenti di cui hanno bisogno, incluso il capitale proprio, a costi inferiori.

E poi l’energia, il vero punto debole dell’Unione e per questo una priorità: “L’Europa ha bisogno di un modello energetico che tenga insieme tutte le componenti” e per questo, ha detto la von der Leyen, dobbiamo “costruire un mercato energetico interconnesso e accessibile”.

Stiamo investendo massicciamente nella nostra sicurezza e indipendenza energetica. Per abbassare i prezzi e ridurre le dipendenze. Per porre fine alla volatilità dei prezzi, alla manipolazione e allo shock dell’offerta”, ha sottolineato von der Leyen.

Mercati finanziari ed energia sono stati indicati come settori strategici su cui intervenire quanto prima dallo stesso Enrico Letta, che è intervenuto all’evento “Shaping Horizons in Future Telecommunications di Roma, organizzato dal programma RESTART, il Partenariato esteso sulle telecomunicazioni del futuro finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca nell’ambito del PNRR.

Oggi – ha detto Letta riferendosi al Digital Networks Act – si apre una finestra di opportunità unica. Non era mai accaduto in questi 35 anni che si mettesse l’attenzione veramente sulla capacità di recuperare quella competitività, credibilità, leadership che avevamo prima e che abbiamo perso in questi anni per via di scelte di frammentazione che ci hanno indebolito”.

L’intervento di Ursula von der Leyen a Davos sembra seguire l’invito di Letta: “Il mondo oggi può essere molto diverso. Ma credo che la lezione sia più o meno la stessa: gli shock geopolitici possono – e devono – rappresentare un’opportunità per l’Europa. A mio avviso, il cambiamento epocale che stiamo attraversando oggi è un’opportunità, anzi una necessità, per costruire una nuova forma di indipendenza europea”.
Il messaggio sembra sempre lo stesso: serve più Europa, serve più Unione.

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