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Vivendi torna a puntare su Mediaset

Vivendi entra in azione e dopo mesi di calma (apparente) dichiara apertamente di volere 4 membri nel Cda di Telecom Italia di cui è il principale azionista.

La media company francese comincia a scoprire le proprie carte e, come aveva anticipato in estate, il prossimo passo potrebbe essere la ripresa delle trattative con Mediaset, mai accantonate.

I vertici del gruppo guidato da Vincent Bolloré lo avevano detto chiaramente, una volta sistemata la situazione in Telecom si sarebbero mossi su altri dossier, annunciando di essere pronti a “pesanti investimenti” nel 2016 e nel 2017.

La società del resto sta portando avanti diverse operazioni. Ma l’obiettivo è uno: diventare la prima media company del sud d’Europa.

Per riuscire nell’impresa bisogna focalizzarsi sui contenuti.

Bolloré ha annunciato l’interesse per le radio, sta salendo nel capitale delle due società di videogiochi, Ubisoft e Gameloft. E secondo alcune indiscrezioni francesi, non smentite, sarebbe pronto a investire 2 miliardi di euro nella pay tv di Vivendi, Canal+, di cui ha da pochi mesi cambiato i vertici, per avere un board più vicino alla sua strategia.

E poi?

Resta il dossier Mediaset Premium. Già da un anno ha chiesto l’apertura della data room e non ha mai finora fatto passi indietro rispetto al proprio dichiarato interesse adesso rafforzato dall’acquisto da parte del Biscione dei diritti tv della Champion League fino al 2018.

Perché lo sappiamo, a vincere le nuove sfide del mercato audiovisivo saranno gli operatori in grado di offrire contenuti pregiati, servizi diversificati come anche gli accordi con le telco per poter distribuire sulle reti in fibra.

 

Franco Ricci (Mediaset Premium): ‘Interessati a partnership internazionali’

Ma cosa ne pensa Mediaset? Nei giorni scorsi in un’intervista rilasciata a Key4biz, l’amministratore delegato di Premium, Franco Ricci, ha dichiarato che la società “è sempre interessata a partnership internazionali che possono potenziare ulteriormente l’offerta e le capacità di investimento. Infatti tra gli azionisti di Premium è già presente una società di livello mondiale come Telefonica”.

Per Ricci, infatti, “la naturale evoluzione del mercato pay tv porterà nei prossimi anni alla creazione di soggetti di dimensione transazionale che possano competere su più mercati e condividere contenuti, tecnologie e infrastrutture”.

Del resto, ha poi aggiunto l’Ad ragionando sull’investimento di Vivendi in Telecom, l’azienda francese “si presenta anche e soprattutto come un produttore di contenuti, la presenza nell’azionariato del principale operatore infrastrutturale del mercato tlc è strategica per la loro crescita in Italia”.

L’investimento in Premium sarebbe quindi funzionale per gli obiettivi di Vivendi, ma anche per quelli di Mediaset.

 

Il progetto Bolloré

Secondo Natixis, Vivendi cambierà totalmente perimetro d’azione nei prossimi sette anni, per diventare il primo gruppo europeo media-tlc.

Come? Con un progressivo ‘approccio’ a Telecom Italia, Telefonica, Orange e Mediaset.

I vertici smentiscono, ma con Bolloré non si può mai sapere.

Il progetto si basa, osserva Natixis, su diverse scelte strategiche che al momento non appaiono imminenti, come la vendita di UMG, la fusione di Telecom e Telefonica, l’acquisizione di Mediaset Premium e l’accordo con il governo francese per Orange.

Bolloré sta già muovendo le sue pedine.

luglio Vivendi è entrata nel capitale di Telefonica con una quota dell’1%, a seguito della vendita della brasiliana Gvt agli spagnoli che a loro volta possiedono l’11% di Mediaset Premium dopo aver acquistato dal Biscione il 22% della pay tv spagnola Digital+ per 365 milioni di euro.

Adesso è salita fino al 20% in Telecom Italia, chiede 4 membri in Cda e si prepara alla prossima operazione. Sarà Mediaset?

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