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Vivendi, la scalata di Bolloré ai videogame passa da Hollywood

La domanda che negli ultimi giorni si stanno ponendo tutti è: cosa si cela dietro la scalata di Vivendi a Ubisoft?

Perché Vincent Bolloré sta puntando con tanta forza a prendere il controllo della società di videogiochi?

Se comincia ad apparire più chiara la strategia del finanziere bretone per Telecom Italia (poter contare sulle infrastrutture tlc per distribuire contenuti e divenire la prima media company del sud d’Europa, ndr) pare più complicato intuire cosa lo spinge a investire in società come Ubisoft o Gameloft.

 

Ecco la risposta

Forse, però, la risposta potrebbe essere molto più semplice di quanto si creda. Basta, infatti, ricordare che Vivendi controlla il 6% del colosso americano dei videogiochi Activision Blizzard, numero due al mondo dietro ad Electronic Arts e davanti al terzo player del settore che è appunto Ubisoft.

Bolloré starebbe tentando di fagocitare l’azienda per assicurarsi un’incontestabile leadership in questo fiorente mercato.

Ma non solo.

Bolloré sta portando avanti una strategia diversificata che ha un unico comune denominatore: i contenuti.

E Ubisoft produce anche serie televisive come ‘I Rabbids’ e ha importanti partnership con major del cinema come Sony Pictures, Warner o Fox.

Sarà Vivendi il nuovo e unico produttore per Ubisoft che il prossimo anno uscirà con il film Assassin’s Creed?

Un lavoro che è già stato definito come una delle più grosse produzioni di Hollywood nel 2016.

Questo spiegherebbe anche perché ha agito così in fretta e senza andare tanto per il sottile, sui due gruppi al punto da spingere l’amministratore delegato di Ubisoft a parlare di ‘aggressione’, di un vero e proprio ‘assalto’.

 

L’assalto di Bolloré

Yves Guillemot ha detto di aver ricevuto una chiamata da Bolloré “due ore prima dell’annuncio del suo ingresso nel capitale di Ubisoft. Senza neanche averne discusso in anticipo con noi”.

“Questi sono metodi d’altri tempi. Non si entra in una società sfondando la porta”, ha dichiarato Guillemot senza celare la propria disapprovazione.

L’Ad ha rivendicato la volontà del gruppo di ‘mantenere l’indipendenza’. Ci riuscirà? Difficile.

 

I timori di Telecom Italia

La determinazione di Bollorè, lo ha dimostrato anche quando repentinamente e nel volgere di pochi giorni ha azzerato tutti i vertici della pay tv Canal+, potrebbe spaventare anche Telecom Italia.

Vivendi non ha ancora propri rappresentanti nel Cda dell’operatore tlc ma continua a salire, pochi giorni fa è arrivato al 20,3%.

Lo sta facendo senza fanfare, quasi in silenzio e in punta di piedi, e tutto questo rende la cosa ancora più preoccupante.

Arriverà sicuramente il momento in cui Bolloré comincerà a far sentire la propria voce.

Quando sarà e perché?

In questa attesa, qualcuno sta già cominciando a sentire la propria poltrona meno sicura.

Dopo essere entrata due settimane fa nel capitale degli editori di videogiochi Ubisoft (6,6%) e Gameloft (6,2%), Vivendi è tornato nuovamente all’attacco dopo pochi giorni per salire rispettivamente al 10,39% e al 10,20%.

Vivendi è adesso il primo azionista di Ubisoft, seguono i fondi FMR LLC e la famiglia Guillemot che possiedono il 9% ciascuno.

La media company ha detto chiaramente che vorrebbe prendere il controllo delle due società.

Ubisoft ha registrato nel primo trimestre un fatturato di 96,6 milioni di euro, in calo del 73,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso quando aveva beneficiato dell’uscita dell’hit Watch Dogs.

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