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Videosorveglianza, a Roma 3.200 telecamere ma per chilometro quadrato ce ne sono di più a Milano

La Capitale è la città più videsorvegliata d’Italia. A Roma si contano 3.222 telecamere attive, a Milano invece 2.161 e a Trento 520. Sono i dati ufficiali diffusi dal Rapporto nazionale sull’attività della Polizia locale 2018, curato dall’Associazione nazionale dei Comuni italiani (Anci) e giunto quest’anno alla settima edizione.

L’anno scorso, si legge nel documento dell’Anci, nei 157 Comuni che hanno partecipato, con popolazione superiore ai 50.000 abitanti, risultano installate complessivamente 19.015 telecamere di videosorveglianza, in media 122 per ogni città.

Le città con il maggior numero di installazioni sono: Roma (3.222 telecamere installate); Milano (2.161 telecamere) e Trento (520 telecamere).

Le finalità dei sistemi di videosorveglianza sono principalmente due: sicurezza urbana e controllo del territorio; controllo flussi di traffico.

Complessivamente, in Italia, abbiamo a fine 2017 mediamente 93 telecamere ogni 100 mila abitanti (66 nel 2014).

Come suggerisce la testata online Roma Today, prendendo il dato delle due città più grandi e dividendolo per l’estensione del territorio urbano, Roma (su 1.285 km²) conta appena 2,5 telecamere per chilometro quadrato contro le 12 di Milano (appena 182 km²).

L’uso di telecamere posizionate in varie parti della città consente alle Polizie Locali di monitorare le strade urbane, soprattutto in alcuni punti ritenuti più critici. Le nuove disposizioni della Legge n°48 del 2017 in materia di videosorveglianza puntano a rafforzare questa azione di monitoraggio in ambito urbano.

I Comuni che si sono dotati di un regolamento per la videosorveglianza sono il 67,5% del campione, erano il 63,5% nel 2016 e il 56,5% nel 2014.

L’85% delle amministrazioni pubbliche locali è dotato di una sala unificata con altre forze dell’ordine.

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