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Utility dell’energia, per le telco business potenziale di 5,3 miliardi di dollari

Il mercato delle utility è pronto per un cambiamento radicale in chiave digitale, che per le telco si traduce in un business potenziale di 5,3 miliardi di dollari entro il 2022 superando però i vecchi steccati della vendita di connettività e delle Sim.

di Paolo Anastasio | @PaoloAnastasio1 |

Il mercatodelle utility è pronto per un cambiamento radicale in chiave digitale, che per le telco si traduce in un business potenziale di 5,3 miliardi di dollari entro il 2022. Per capitalizzare in questo mercato, i Mobile service provider devono sfruttare strategie da Non-Telco da subito, anticipando i tempi senza aspettare le promesse e l’arrivo del 5G.

I fornitori di servizi mobili resteranno dei semplici fornitori di connettività e venditori di Sim se non rivedranno il loro business in vista del 5G. La pensa così la società di ricerca ABI Research, che nel report UnTelco in Utilities: Telco oportunities and Market activities secondo cui i Mobile service provider (Msp) devono cambiare registro e cominciare a ragionare da società “Non-Telco”, guardando a tutti i nuovi servizi che si apriranno con l’avvento del 5G e soprattutto al di là del loro business tradizionale fondato in primo luogo sulla fornitura di connettività.

Secondo la società di ricerca, i Mobile service provider si trovano ad un punto di svolta: per restare competitivi devono adottare strategie non tipiche delle telco per trovare nuove opportunità e fonti di ricavi.

In questo senso, ABI Research ha individuato nel mercato delle utility il primo settore di espansione delle telco in ottica 5G. “Il mercato delle utility energetiche è nel pieno di una grande digitalizzazione che investe nuove tecnologie, nuovi player e opportunità di mercato che stanno cambiando alla radice lo status quo tradizionale – ha detto Pablo Tomasi, Senior Analyst di ABI Research – Per questo i Mobile service provider devono muoversi subito per attaccare aree adiacenti che vanno dalla smart home alla generazione di energia non in rete”. Secondo l’analista, si tratta di un’occasione per i fornitori di servizi mobili che devono sfruttare la loro expertise in materia di network per aiutare le utility a gestire e connettere le loro reti disperse, senza dimenticare l’ottimizzazione della forza lavoro e della sicurezza, creando sinergie in aree di crescita come le smart city.

La connettività, quindi, va considerata come il punto di partenza ma non l’obiettivo finale delle telco nel loro rapporto con le utility. Il rischio, altrimenti, è che

possano perdere l’occasione di allargarsi verso nuove occasioni di business come già avvenuto nel caso dell’esplosione dei servizi OTT.

Alcuni Mobile service provider stanno cominciando a superare i vecchi steccati della connettività, secondo ABI Research. Ad esempio, Orange offre soluzioni di energia off-grid in diversi mercati africani, creando così un nuovo canale di clientela, costruendo un nuovo ecosistema, e ampliando l’utilizzo della moneta mobile (molto diffusa in Africa).

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Turkcell è un altro esempio, visto che guarda la mercato dell’energia al dettaglio per rafforzare la sua posizione nel segmento ad alto potenziale della smart home, dove i Mobile service provider possono legare l’offerta energetica ad altri servizi tradizionali o digitali, accrescendo così l’Arpu e la fedeltà del cliente.

Attendere l’avvento del 5G sarebbe un errore per le telco, sostiene ABI Research, secondo cui gli operatori devono cominciare da subito a cambiare pelle e business model per guidare il processo di digitalizzazione del mercato energetico.

Per saperne di più su: 5G

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