l'inchiesta del WSJ

Sorveglianza di massa non solo per l’immigrazione. Negli Usa AI e big data per tracciare anche i cittadini

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Un’inchiesta del Wall Street Journal rivela un sistema esteso a oltre 300 milioni di persone, quasi tutta la popolazione statunitense. Nel 2025 il DHS ha speso circa 425 milioni di dollari in tecnologie di sorveglianza, con un aumento del 17% rispetto all’anno precedente.

Gli Stati Uniti hanno costruito il più esteso sistema di sorveglianza domestica della loro storia, ufficialmente giustificato dal contrasto all’immigrazione illegale, ma con una portata che abbraccia l’intera popolazione americana.

Lo scandalo, emerso da una inchiesta esclusiva del Wall Street Journal, evidenzia come il sistema consente agli agenti federali di accedere facilmente a una vasta gamma di dati: indirizzi di casa e lavoro, account social, informazioni sui veicoli, cronologia dei voli, precedenti penali e movimenti quotidiani di ogni cittadino.

Si tratta di una rete tecnologica che combina dati pubblici e privati, analizzati e organizzati da contractor come Palantir, Deloitte, NEC e altre società specializzate.

Sorveglianza di massa: dai terroristi ai cittadini

Tecnologie inizialmente sviluppate per contrastare terrorismo e narcotraffico — come riconoscimento facciale, tracciamento della posizione e analisi dei social — sono oggi utilizzate anche dagli agenti per l’immigrazione.

Inserendo un nome, una targa o persino una foto, è possibile identificare e tracciare una persona. Il sistema si è evoluto dopo l’11 settembre grazie all’integrazione di intelligenza artificiale e database commerciali su larga scala.

Secondo quanto emerge dall’inchiesta del Wall Street Journal, questi strumenti sarebbero stati utilizzati anche contro persone accusate di ostacolare o criticare le operazioni di controllo dell’immigrazione.

Il ruolo di Palantir e la sua app ELITE

Tra i principali beneficiari della spesa pubblica c’è Palantir, che ha visto crescere significativamente i contratti con il Department of Homeland Security (DHS), come evidenziato il quotidiano finanziario.

L’azienda ha sviluppato anche un’app, chiamata ELITE, utilizzata dagli agenti su smartphone per identificare e tracciare persone in tempo reale. L’app integra dati provenienti da archivi governativi e fonti private, mostrando risultati su mappe o liste operative.

Sempre secondo l’inchiesta, nel 2025 il DHS ha speso circa 425 milioni di dollari in tecnologie di sorveglianza, con un aumento del 17% rispetto all’anno precedente. La spesa è destinata a crescere ulteriormente nel 2026. Parallelamente, il Congresso ha stanziato 191 miliardi di dollari per l’enforcement dell’immigrazione.

Trump difende queste misure

L’amministrazione Trump difende queste misure, sostenendo che siano essenziali per la sicurezza nazionale, la sicurezza pubblica e la stabilità economica. Il DHS afferma di operare nel rispetto della legge e della Costituzione.

Le pratiche di sorveglianza sono però sempre più contestate. L’ispettore generale del DHS ha avviato un’indagine sulla raccolta di dati biometrici, mentre diverse cause federali accusano il dipartimento di violare la Costituzione attraverso arresti senza mandato e uso improprio di tecnologie di monitoraggio.

Le tecnologie di sorveglianza, potenziate dall’AI e dall’integrazione dei dati, stanno diventando strumenti operativi quotidiani. E il rischio, secondo quanto emerge dall’inchiesta del Wall Street Journal, è che sistemi progettati per colpire minacce specifiche finiscano per estendersi a un monitoraggio diffuso della popolazione.

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