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In USA boom di acquisizioni per contrastare lo strapotere delle ‘Big tech’, Brexit, Ambientalisti contro il Nord Stream 2

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Usa, boom di acquisizioni e fusioni per contrastare lo strapotere del “Big tech”

21 nov 10:58 – (Agenzia Nova) – Le acquisizioni tornano a crescere in reazione ai colossi della tecnologia. Gli Amministratori delegati delle industrie al dettaglio statunitensi temono la galoppante concorrenza di giganti come Amazon, Facebook, Google e Netflix e reagiscono moltiplicando le fusioni e le acquisizioni. E’ quanto riferisce il quotidiano statunitense “Wall Street Journal”. In questo mese di novembre sono stati annunciati circa 200 miliardi di dollari di accordi negli Stati Uniti. Le tre operazioni piu’ recenti mostrano chiaramente l’impatto creato da Amazon e dalle “Big Tech” (Google, Facebook, Twitter) sulle attivita’ di fusioni e acquisizioni. La possibilita’ che Amazon si potesse inserire nel business farmaceutico ha spinto la compagnia Cvs Health ad acquisire Aetna entro la fine di novembre. At&t e Times Warner, dipartimento di Giustizia permettendo, progettano una fusione per contrastare lo schiacciante mercato pubblicitario di Facebook e Google. Walt Disney che ha espresso interesse nell’acquisire un’importante fetta di 21st Century Fox e’ spinta in parte dall’enorme successo della compagnia di film e serie tv in streaming, Netflix.

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Venezuela, fuga di Ledezma descrive “debolezza del regime”

21 nov 10:58 – (Agenzia Nova) – L’uscita dell’ex sindaco della citta’ metropolitana di Caracas, l’oppositore Antonio Ledezma, e’ prova della “debolezza del regime”. Lo ha detto l’ex presidente colombiano Andres Pastrana, appassionato sostenitore del fronte contrario al presidente venezuelano Nicolas Maduro, in un’intervista concessa a “W Radio”. Ledezma ha raggiunto venerdi’ la Colombia passando per “29 posti di blocco tra polizia, guardia nazionale ed esercito” venezuelani, ha ricordato Pastrana secondo cui diversi militari “hanno fatto finta di non vedere” il passaggio dell’ex sindaco, per permettergli un’uscita agevole dal paese. Una circostanza che spinge il politico colombiano a ritenere che “non tutti i militari stanno con Maduro”. Pastrana, che ha celebrato in tempo reale la notizia dell’uscita di Ledezma dal Venezuela, ha quindi ricordato i contatti ad alto livello e le operazioni fatte per organizzare il viaggio a Madrid, dove l’ex sindaco si sarebbe visto con il presidente del governo spagnolo Mariano Rajoy.

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Usa, meno controlli del Senato sulle scelte del presidente Trump

21 nov 10:58 – (Agenzia Nova) – Il capo della commissione Giustizia del Senato statunitense, il repubblicano Chuck Grassley, ha ridimensionato, la scorsa settimana, uno degli ultimi limiti legislativi al potere di un presidente di influenzare la composizione delle Corti federali, dando al presidente Donald Trump piu’ liberta’ di qualsiasi altro presidente dei tempi moderni di nominare giudici di suo gradimento. Lo riferisce il quotidiano “Wall Street Journal”. Prima dell’intervento di Grassley i senatori potevano porre il veto sulle nomine alle Corti d’appello federali. Il recente intervento si prospetta come una soluzione “pericolosa” che elimina un controllo necessario per non gettare discredito sulla magistratura, poiche’ Trump o chi gli succedera’ metteranno l’ideologia, e non le competenze giuridiche, al primo posto nella scelta dei giudici. Perdere la legittimazione agli occhi dell’opinione pubblica equivale a “perdere la capacita’ di applicare decisioni impopolari”, secondo Arthur Hellman, professore all’Universita’ di Pittsburgh ed esperto del sistema giudiziario federale. Altri esperti, invece, ritengono che si tratti di una decisione che era nelle cose per evitare che la minoranza blocchi le nomine per ragioni partigiane, come accaduto all’ex presidente Barack Obama quando le sue designazioni di giudici hanno dovuto attendere fino a 229 giorni per il pronunciamento del Senato.

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Spagna, costituzionalisti promuovono riforma della Carta fondamentale

21 nov 10:58 – (Agenzia Nova) – Una dozzina di professori di diritto costituzionale e amministrativo, coordinati da Santiago Munoz Machado, docente di diritto amministrativo presso l’Universita’ Compultense, hanno proposto di riformare la Costituzione spagnola del 1978 e di aggiornare il modello territoriale spagnolo applicando le “tecniche del federalismo” in vigore in altri paesi europei. Gli esperti hanno deciso di agire con un’iniziativa indipendente in seguito alla crisi politica avviata dalla richiesta di indipendenza della Catalogna, e suggeriscono che gli Statuti riguardanti l’autonomia non siano piu’ considerati leggi organiche e, percio’, non debbano piu’ essere approvati dalle Cortes. Propongono inoltre di stabilire chiaramente i poteri statali sanciti dalla Costituzione e di riorganizzare il Senato seguendo un modello simile a quello tedesco o austriaco. La recente crisi tra Madrid e Barcellona e’ stato il volto delle inadeguatezze dell’assetto istituzionale spagnolo, ma non e’ l’unico tema che dovrebbe essere modernizzato all’interno dell’attuale Costituzione spagnola. Lo hanno riferito ieri i quotidiani spagnoli “El Pais” e “Abc” aggiungendo che lunedi’ e’ stato presentato alla Royal Academy di Scienze morali un documento, stilato appunti da questi esperti, dal titolo Idee per una riforma della Costituzione. Il documento include un capitolo dedicato esclusivamente alla situazione catalana in cui si chiarisce pero’ il netto rifiuto verso i gruppi che hanno sostenuto la sfida indipendentista.

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Brexit, la premier May tentata di approfittare della crisi della cancelliera Merkel in Germania

21 nov 10:58 – (Agenzia Nova) – Alla fine e’ stata la premier Theresa May a svelare il proprio bluff in quella vera e propria partita a poker che e’ diventata la trattativa con l’Unione Europea sui costi del divorzio della Gran Bretagna: e’ questa l’interpretazione che il quotidiano online “The Independent” da’ alla decisione presa ieri lunedi’ 20 novembre dal gabinetto britannico “ristretto” di raddoppiare l’offerta finanziaria a copertura dei costi della Brexit. Ma la partita e’ tutt’altro che conclusa e gli sviluppi politici in Germania potrebbero far cambiare idea a Londra: secondo quanto riferisce il quotidiano “The Times”, nella riunione tenutasi ieri al No. 10 di Downing Street gli stessi ministri piu’ euroscettici, dopo aver accettato di innalzare l’offerta monetaria che la May presentera’ al vertice dei capi di Stato e di governo dell’Unione Europea del 15-16 dicembre a Bruxelles, hanno suggerito alla premier di tenersi pronta a fare marcia indietro e di approfittare della crisi politica della cancelliera tedesca Angela Merkel; in sostanza, piu’ che una “luce verde” alle sue aperture, la May avrebbe avuto un “go and stop”. Venerdi’ 24 la premier dovrebbe comunicare informalmente al presidente del Consiglio europeo, il polacco Donald Tusk, che la Gran Bretagna e’ pronta ad innalzare il proprio contributo per far fronte ai costi della Brexit: il vertice di ieri non ha reso pubblica alcuna cifra precisa, ma si sa che l’offerta iniziale di 20 milioni di euro passerebbe a 40 milioni. Allo stesso tempo pero’ il governo di Londra e’ intenzionato a condizionare l’offerta ad un assenso di principio dei leader europei per un accordo piu’ vasto ed “ambizioso” sul futuro dei rapporti Gb-Ue, a cominciare da quelli commerciali: un vero e proprio “trattato” nell’ambito del quale, secondo gli euroscettici britannici, il paese non vorrebbe cedere di un millimetro su questioni come l’immigrazione, le regole del mercato del lavoro e quelle per la protezione ambientale; il dissenso su questi problemi, aveva invece avvertito il capo negoziatore Ue, il francese Michel Barnier, potrebbe bloccare ogni accordo. Ora pero’ gli euroscettici britannici sono ringalluzziti dalle notizie che vengono da Berlino: la debolezza della principale potenza europea, che potrebbe protrarsi per molti mesi e sfociare in nuove elezioni in Germania e persino nella fine dell’era-Merkel, a loro parere apre nuovi scenari negoziali che la premier May dovrebbe saper e poter sfruttare. Insomma, “nessun accordo sara’ valido finche’ non ci sara’ un accordo su tutto”, ha sintetizzato al Times” una fonte di Downing Street.

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Francia, il presidente Macron dinnanzi ai sindaci francesi

21 nov 10:58 – (Agenzia Nova) – Il presidente Emmanuel Macron atteso al varco dai sindaci francesi, che oggi danno il via a Parigi al loro 100imo congresso annuale. “Libe’ration” spiega che il capo dell’Eliseo interverra’ giovedi’ per calmare gli animi dei rappresentanti locali, infuriati dopo le ultime misure annunciate dallo Stato. Prima del suo discorso pero’, Macron, ricevera’ una delegazione composta da un centinaio di rappresentanti. Mercoledi’ sera ci sara’ poi una cena a cui parteciperanno circa un migliaio di sindaci. L’Eliseo ha fatto sapere che l’obiettivo sara’ quello di “dialogare con loro e rimarcare l’importanza di questo tessuto di prossimita’”. Un gesto che, secondo il quotidiano, ricorda i banchetti organizzati sotto la III Repubblica quando un primo cittadino saliva a Parigi. Tra le misure che verranno discusse durante il congresso, la soppressione della tassa di abitazione per l’80% delle famiglie e i 13 miliardi di euro di tagli alle amministrazioni pubbliche. Il quotidiano racconta che le tensioni con cui dovra’ confrontarsi Macron sono le stesse gia’ vissute dai suo predecessori negli ultimi dieci anni. Gia’ Sarkozy e Hollande si erano scontrati contro il congresso per le riduzioni inflitte e i budget comunali.

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Francia, Macron comincia ad organizzare le prossime elezioni europee

21 nov 10:58 – (Agenzia Nova) – In vista delle prossime elezioni europee nel 2019 il presidente Macron comincia il dialogo con gli altri attori politici nazionali in merito alle modalita’ di voto. “Le Figaro” racconta che ieri i leader dei principali partiti nazionali e i presidenti delle due camere del Parlamento sono stati ricevuti all’Eliseo. Macron intende passare dalle otto liste nazionali a una solamente. Secondo “Le Monde” e’ un modo per cominciare il dibattito su quella “rifondazione dell’Europa” annunciata piu’ volte in campagna elettorale. Una proposta che vede il parere contrario dei repubblicani, che criticano una forma di voto che non garantisce la vicinanza ai territori. Favorevoli i centristi dell’Udi, che hanno evocato “il ritorno a uno scrutinio nazionale”, cosi’ come i socialisti e il Front National di Marine Le Pen. L’Europa sara’ il primo test elettorale per il presidente francese. Christophe Castaner, portavoce del governo e leader della Re’publique en marche, ha promesso che dal prossimo anno lancera’ una “grande marcia europea”.

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Gli ambientalisti temono la costruzione del Nord Stream 2

21 nov 10:58 – (Agenzia Nova) – Jens Muller, portavoce della societa’ Nord Stream AG 2, e’ andato in Svizzera per incontrare i suoi critici piu’ severi, Reinhard Buetikofer dei Verdi e la portavoce per la politica climatica del gruppo parlamentare Verde, Annalena Baerbock. Nella costruzione del gasdotto sono coinvolte oltre alla societa’ russa Gazprom, la tedesca Wintershall e la francese Engie. Le sanzioni alla Russia per l’annessione della Crimea sono al centro di numerose polemiche, sia da parte dell’Ucraina che degli Stati Uniti, nonche’ della Commissione europea. Ma hanno riserve anche gli ambientalisti. Circa 200 chilometri a Nord-Est di Stralsund, sull’isola danese di Bornholm, ad agosto, si sono riuniti alcuni sostenitori e molti oppositori del Nord Stream 2. I pescatori temono per la riproduzione del merluzzo. La condotta dovrebbe essere posizionata esattamente quando il pesce si moltiplica. Gli ambientalisti sono anche preoccupati per la foce del porto al largo di Gotland. Inoltre il dragaggio della fossa di 1.200 chilometri non e’ senza conseguenze per la gestione del fondo marino. “Questo rilascia un sacco di sedimenti che inquinano l’acqua”, sostiene Jochen Lamp del Wwf. Anche il Nabu sta combattendo contro il progetto: nelle acque al largo della costa tedesca si devono attraversare cinque riserve marine. Nessuno tuttavia si aspetta che le rimostranze degli ambientalisti abbiano successo. Anche gli agricoltori sono preoccupati per i loro terreni. Nel frattempo dietro le quinte innumerevoli lobbisti lavorano a favore e contro il progetto energetico. L’azienda ucraina d’energia Naftogaz perdera’ due miliardi di tasse di transito di euro l’anno, il che rappresenta quasi il cinque per cento della performance economica dell’Ucraina e nel 2019 scadranno gli accordi di transito con la russa Gazprom. La Nord Stream 2 AG non sembra aspettarsi un fallimento del gasdotto. “Per un progetto ambizioso c’e’ bisogno di un programma ambizioso”, e’ la semplice risposta del portavoce Jens Mueller. Le preoccupazioni ambientali sembrano preoccuparlo anche di meno.

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Germania, Steinmeier rivolge appello ai partiti: “Chiunque chieda responsabilita’ alla politica non deve sottrarsi”

21 nov 10:58 – (Agenzia Nova) – Il Presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier ha invitato tutti i partiti politici a sforzarsi per agevolare la formazione di un nuovo governo, dopo il fallimento delle trattative per una coalizione “Giamaica”. “Chiunque chieda responsabilita’ politica durante le elezioni non deve sottrarsi quando questa e’ nelle proprie mani”, ha detto Steinmeier lunedi’ dopo un incontro con il cancelliere e leader della Cdu Angela Merkel presso il Bellevue Palace di Berlino. “Questo e’ il momento in cui tutte le persone coinvolte dovrebbero fermarsi e riconsiderare il proprio atteggiamento”, ha detto il presidente, rivolgendosi in particolare al suo partito, i Socialdemocratici dell’Spd. “Mi aspetto che tutti siano disposti a parlare per rendere possibile la formazione del governo nel prossimo futuro”, ha concluso. Formare un governo e’ sempre un processo difficile e Steinmeier non ha fatto esplicita menzione della possibilita’ di una nuova elezione. I colloqui sono falliti e l’Fdp, i Liberali, dopo due mesi di trattative hanno dato l’annuncio domenica notte. Nei prossimi giorni Steinmeier terra’ colloqui con i i capi di tutti i partiti che hanno preso parte alle elezioni, inclusi i leader di Csu (Cristiano sociali), Fdp e Verdi. Il presidente dialoghera’ anche “con i presidenti dei partiti in cui le intersezioni programmatiche non escludono la formazione di un governo”. I Verdi hanno accolto con favore il discorso del presidente federale. “Steinmeier ha assolutamente ragione al richiamo di tutte le parti alla responsabilita’”, ha detto il leader dei Verdi Anton Hofreiter. “Se si tratta di ulteriori discussioni, siamo pronti a parlare di cose importanti per questo paese”, ha aggiunto. Nel frattempo, il leader dell’Fdp Christian Lindner ha difeso l’interruzione dei colloqui esplorativi con l’Unione e i Verdi. “Abbiamo fatto molti compromessi, ma c’e’ anche un nucleo di questioni su cui non possiamo cedere”, ha sottolineato. Poco prima del discorso di Steinmeier, il leader dei Socialdemocratici Martin Schulz aveva detto che il suo partito non sarebbe piu’ rientrato in una grande coalizione e non avrebbe esitato di fronte all’ipotesi di nuove elezioni. Schulz ha inoltre sottolineato di avere il diritto, come leader del partito, di nominare il prossimo candidato al cancellierato in caso di nuove elezioni. Dopo una possibile nuova elezione, il presidente dell’Spd non esclude la partecipazione al governo. All’estero, la fine dei colloqui e’ stata accolta con preoccupazione. “Questa e’ una brutta notizia per l’Europa”, ha detto il ministro degli Esteri olandese Halbe Ziljstra a Bruxelles. “La Germania e’ molto influente all’interno della Ue, ma senza alcun mandato del governo sara’ molto difficile prendere posizioni”, ha ribadito. Il presidente francese Emmanuel Macron ha detto che non e’ nell’interesse della Francia il fatto che i colloqui di coalizione non abbiano registrato un progresso. Preoccupazioni anche dal mondo dell’Economia. Eric Schweitzer, Presidente delle industrie tedesche e delle Camere di commercio, ha lamentato: “Per l’economia tedesca, il fallimento dei colloqui esplorativi e’ una delusione”.

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Draghi appoggia la linea dura della Germania sull’unione bancaria

21 nov 10:58 – (Agenzia Nova) – L’Eurozona non puo’ creare un sistema comune per la protezione dei risparmiatori finche’ le banche non avranno smaltito la montagna di crediti a rischio che appesantisce i loro bilanci: lo scrive il quotidiano britannico “The Financial Times” riferendo le dichiarazioni del presidente della Banca centrale europea (Bce), l’italiano Mario Draghi, che cosi’ facendo si e’ schierato a favore della linea dura della Germania sull’unione bancaria. Parlando ieri lunedi’ 20 novembre al Parlamento europeo a Bruxelles, Draghi ha detto che la questione dei crediti a rischio e quella della protezione dei depositi bancari “sono interconnesse”: “La riduzione dei rischi e la condivisione dei rischi devono procedere in parallelo”, ha aggiunto. E’ la prima volta, nota il “Financial Times”, che il presidente della Bce ha espresso pubblicamente una simile posizione sul legame tra il proposto schema europeo per la protezione dei conti correnti ed i crediti a rischio che nell’Eurozona ammontano ad oltre mille miliardi di euro e sono concentrati nei paesi con i settori bancari piu’ deboli come l’Italia. Francia, Italia e la Commissione europea, spiega il quotidiano britannico, vorrebbero accelerare la creazione di un sistema di assicurazione dei depositi per completare l’unione bancaria europea e sostenere la moneta unica: il sistema garantirebbe che nessun paese sarebbe lasciato solo a fronteggiare l’eventuale fallimento di una grande banca; ma il piano non convince la Germania, che teme come alla fine possano essere i suoi contribuenti oppure i suoi risparmiatori a dover pagare il conto e finora ha rifiutato di impegnarsi finche’ appunto non sia avviata una seria opera di risanamento degli stock di crediti deteriorati che appesantiscono i bilanci di molte banche. In questo quadro si inscrive lo scontro in corso tra l’Italia ed i supervisori della Bce, la cui proposta richiederebbe alle banche italiane di accantonare una maggior quota di capitale rispetto ai crediti a rischio iscritti nei loro bilanci: contro la proposta si e’ mobilitato persino il Parlamento europeo, con in testa il suo presidente, l’italiano Antonio Tajani. Draghi ieri non ha fatto alcun riferimento esplicito a questa polemica; ma le sue parole fanno comunque capire, sostiene il “Financial Times”, che il presidente della Bce e’ favorevole ad un approccio piu’ severo all’intera questione.

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